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Testimonianze olimpiche. 7 storie per commuoversi

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5. Quando il proposito è grande, il dolore viene messo da parte

Dopo che il suo primo salto le aveva provocato una dolorosa distorsione alla caviglia, la giovane statunitense Kerri Strug ha realizzato il suo secondo salto nelle gare di ginnastica artistica delle Olimpiadi di Atlanta del 1996. Gli Stati Uniti avevano bisogno di un buon salto di Kerri per ottenere la medaglia d’oro. Anche se con la caviglia lesionata, ha preso la rincorsa e ha realizzato il salto. La sua impresa ha fatto guadagnare alla sua squadra 7 medaglie d’oro.

Quando sperimenti dolore (fisico o spirituale), come ha fatto Kerri, sei capace di riprovare un nuovo salto di fede?


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6. Cercare altre forme, perdere la paura per ciò che è nuovo

Fino al 1963 il salto in alto si realizzava da davanti, ovvero passando il petto sull’asta orizzontale. Dick Fosbury, 16 anni, innovò il tutto. Realizzò il suo salto dando le spalle all’asta, perché notò che così era più flessibile e riusciva ad arrivare più in alto. Lo definirono pazzo più che innovatore. Nel 1968 si classificò ai giochi universitari negli Stati Uniti e poi ai Giochi Olimpici del Messico dello stesso anno.

Davanti allo sguardo perplesso di tutti, ottenne l’oro e un record olimpico saltando 2,24 metri. Dopo quei Giochi si ritirò dall’atletica, ma questo tipo di salto oggi porta il suo nome, Fosbury Flop, e la scienza ha dimostrato che questa tecnica è la più efficiente al momento di saltare. Oggi è utilizzata da tutti i saltatori.

Guardando l’audacia del giovane Fosbury, quando le cose diventano difficili hai il coraggio di proporre le idee che ti vengono in mente ma che credi che gli altri criticheranno?


7. Se lo guardi dall’altro lato, un difetto può essere una virtù

Bob Kurland (Stati Uniti) era alto 2,10 metri. Visto che era alto aveva dei problemi di coordinamento, per cui i suoi genitori decisero di fargli fare dello sport e scelsero il basket. Era talmente alto che non venne nemmeno reclutato per la II Guerra Mondiale. Si fece notare come giocatore universitario e venne inviato a giocare in varie squadre della NBA ma non accettò, anche se lo fece per giocare nella squadra statunitense. Era così alto che per lui era facile prendere la palla e intimidire gli avversari.

Nelle Olimpiadi del 1948 aiutò la sua squadra a ottenere l’oro. La sua statura fece scalpore, e perfino le autorità del basket proposero di impedire alle persone così alte di giocare. Oggi le squadre di basket cercano giocatori alti, perché dopo Rob hanno notato i vantaggi di queste persone nel gioco. Bob si ripeté ai Giochi Olimpici successivi e fu il primo giocatore di basket a vincere due ori.

Ti hanno fatto sentire che le tue caratteristiche fisiche ti rendono una persona non appropriata? Guarda l’esempio di Bob!


Sebastian Campos è un missionario laico a tempo pieno e si dedica all’evangelizzazione dei giovani. Conferenziere e scrittore, è anche blogger su Catholic Link. Il suo sito web è www.sebacampos.com.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

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