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Il video delle paralimpiadi 2016? Semplicemente stupendo

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Channel 4, che seguirà la manifestazione ha centrato alla grande la questione: i diversamente abili sono abili, se non vengono esclusi

Con un titolo che dice tutto “We’re The Superhumans“, il canale britannico Channel 4 presenta al pubblico l’evento sportivo parallelo a quello “ufficiale” di Rio 2016. Dalle olimpiadi di Roma del 1960 infatti che – lentamente ma con costanza – alla competizione per gli atleti “normodotati” si aggiungono quelle per gli atleti con delle disabilità fisiche.

Come spiega il sito Ability Channel:

è nell’edizione del 1960 che nascono le paralimpiadi moderne, con l’edizione di Roma. E’ la prima volta che i giochi olimpici e paralimpici si svolgono nella stessa città. L’8 settembre nello stadio dell’acquacetosa 400 atleti in carrozzina, in rappresentanza di 23 paesi sfilano davanti a 5000 spettatori. La delegazione più numerosa è quella italiana. Tra le discipline che vengono praticate ci sono il biliardo, il lancio del giavellotto, la scherma, la pallacanestro, il tennistavolo ed il tiro con l’arco. L’Italia, per la cronaca, conquista 28 medaglie d’oro, 30 di argento e 24 di bronzo.

Quest’anno quindi gli atleti si confronteranno in Brasile, a Rio. Quanto al video:

Musica e immagini piene di vitalità raccontano le imprese solo apparentemente impossibili di chi pare farsi beffe dei propri limiti e della propria disabilità. E con l’arte, lo sport, la creatività quotidiana riempie l’aria intorno a sé di musica e di allegria. E’ uno spot allegro, infatti, quello di Channel 4, dove non va in scena l’eroismo di pochi, ma la vitalità fantasiosa con cui tanti, ogni giorno, vivono la propria disabilità. Ed è grazie a questa che i musicisti possono suonare senza mani, o senza poter vedere, il batterista con i piedi, mentre la tromba funziona anche con una mano sola. 

La musica e il canto accompagnano i salti, le corse, le pedalate e le altre imprese atletiche dei paralimpici. Non da meno sono però le altre imprese che pure il video ci mostra, sempre col suo linguaggio scanzonato: la segretaria che scrive con il piede, o la bambina che con i piedi beve; la mamma che culla il suo bambino con le gambe, perché le braccia non le ha (Redattore Sociale, 20 luglio).

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