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Il Papa: basta muri di egoismo, all’Europa serve un cambiamento

© Antoine Mekary / ALETEIA
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«Se l’intera Europa vuol essere una famiglia di popoli, rimetta al centro la persona umana, sia un continente aperto e accogliente, continui a realizzare forme di cooperazione non solo economica ma anche sociale e culturale». Il Papa si rivolge così all’incontro organizzato a Monaco di Baviera, dal 30 giugno a oggi, dalla rete ecumenica Insieme per l’Europa, che vede radunati nella città tedesca oltre 300 movimenti e comunità cristiane di diverse confessioni. Nel suo video-messaggio, all’indomani del referendum che ha sancito l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea (Brexit), Francesco stigmatizza i «muri» visibili e quelli invisibili che percorrono il vecchio continente («Muri di egoismo politico ed economico, senza rispetto per la vita e la dignità di ogni persona»), ricorda che l’Europa si trova in un mondo «sempre più globalizzato e, perciò, sempre meno eurocentrico» ed esorta: «Abbiamo bisogno di un cambiamento!».

«Avete ragione», dice papa Francesco. «È ora di mettersi insieme, per affrontare con vero spirito europeo le problematiche del nostro tempo. Oltre ad alcuni muri visibili, si rafforzano anche quelli invisibili, che tendono a dividere questo continente. Muri che si innalzano nei cuori delle persone. Muri fatti di paura e di aggressività, di mancanza di comprensione per le persone di diversa origine o convinzione religiosa. Muri di egoismo politico ed economico, senza rispetto per la vita e la dignità di ogni persona. L’Europa – sottolinea il Pontefice argentino – si trova in un mondo complesso e fortemente in movimento, sempre più globalizzato e, perciò, sempre meno eurocentrico. Se riconosciamo queste problematiche epocali – prosegue il Papa – dobbiamo avere il coraggio di dire: abbiamo bisogno di un cambiamento!» .

«L’Europa è chiamata a riflettere e a chiedersi se il suo immenso patrimonio, permeato di cristianesimo, appartiene a un museo, oppure è ancora capace di ispirare la cultura e di donare i suoi tesori all’umanità intera», afferma Jorge Mario Bergoglio. «Siete radunati per affrontare assieme queste sfide aperte in Europa, e per portare alla luce testimonianze di una società civile che lavora in rete per l’accoglienza e la solidarietà verso i più deboli e svantaggiati, per costruire ponti, per superare i conflitti dichiarati o latenti. Quella dell’Europa è la storia di un continuo incontro tra Cielo e terra: il Cielo indica l’apertura al Trascendente, a Dio, che ha da sempre contraddistinto l’uomo europeo; e la terra rappresenta la sua capacità pratica e concreta di affrontare situazioni e problemi. Anche voi, Comunità e Movimenti cristiani nati in Europa, siete portatori di molteplici carismi, doni di Dio da mettere a disposizione. “Insieme per l’Europa” è una forza di coesione con l’obiettivo chiaro di tradurre i valori base del cristianesimo in risposta concreta alle sfide di un continente in crisi. Il vostro stile di vita si fonda sull’amore reciproco, vissuto con radicalità evangelica. Una cultura della reciprocità significa confrontarsi, stimarsi, accogliersi, sostenersi a vicenda. Significa valorizzare la varietà dei carismi, in modo da convergere verso l’unità e arricchirla. La presenza di Cristo fra voi, trasparente e tangibile, è la testimonianza che induce a credere».

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