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Perché commettiamo sempre gli stessi peccati?

© Franck JAN / LUMIERE DU MONDE

Momento de la confesión

padre Robert McTeigue, SJ - pubblicato il 23/06/16

Capitolo IV
Cammino lungo la stessa strada.
C’è una buca profonda nel marciapiedi.
La aggiro.

Capitolo V
Prendo un’altra strada.

“Prendo un’altra strada”. Ricorda molto l’ultima riga dell’atto di dolore che abbiamo imparato da bambini: “Propongo, col tuo santo aiuto, di non offenderti più, e di fuggire le occasioni prossime del peccato”. Il problema non ha a che fare con la risoluzione, o con la grazia di Dio. Il problema è che non consideriamo sempre con sufficiente attenzione le circostanze o le motivazioni del nostro peccato, e quindi non dovremmo sorprenderci quando ci troviamo a commettere gli stessi peccati.

Ovviamente dobbiamo stare attenti alle circostanze che facilitano il nostro peccato. Ad esempio, se sappiamo che consumiamo alcool o pornografia quando siamo annoiati, allora non appena iniziamo ad annoiarci dobbiamo contattare i nostri amici.

Conoscere le circostanze che favoriscono il nostro peccato può aiutarci. E la risoluzione di non peccare più? La dolorosa verità è che quando scegliamo il peccato riveliamo che amiamo il nostro idolo più di quanto amiamo la nostra amicizia con Dio. Dobbiamo affrontarci e chiederci “Perché?” Potremmo rivolgerci a un vizio come la lussuria o la gola (e i vizi diventano sempre idoli) perché non confidiamo in Dio. È un problema fin dalla Genesi. O potremmo rivolgerci al peccato come scorciatoia per gestire il dolore nella nostra vita.

In altre parole, il dolore della nostra vita può diventare un esercizio di autocommiserazione che diventa a sua volta una scusa per il peccato. Spezzare un’abitudine di peccato richiede di stabilire l’abitudine di rivolgersi al Dio vivente e amorevole, non a qualsiasi idolo morto, ogni volta che ci troviamo in una situazione di necessità o nel dolore.

La risoluzione “Niente più peccato”, nota anche come “fermo proposito di emendamento”, dipende non solo dalla nostra buona volontà, ma anche dalla nostra conoscenza delle circostanze e delle motivazioni del nostro peccato. Senza questa conoscenza, anche se diciamo “Stavolta sarà diverso” probabilmente non lo sarà. Prima della vostra prossima confessione, quando esaminerete la vostra coscienza, chiedete a Dio la grazia di individuare chiaramente le circostanze e le motivazioni che vi portano al peccato. Allora, quando nel confessionale prometterete di “non offenderti più e di fuggire le occasioni prossime del peccato”, saprete precisamente cosa state promettendo, e sarete quindi capaci – con la grazia di Dio – di agire di conseguenza.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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Tags:
confessionepeccatotentazione
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