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Un video per non abituarsi alla sofferenza dei rifugiati

A proposito di questi interrogativi, segnalo che la Giornata mondiale del rifugiato 2016, celebrata a gennaio, ha avuto come tema principale: “Migranti e rifugiati ci interpellano. La risposta del Vangelo della misericordia”. In questa giornata, il nostro Papa ha dichiarato:

Più che in tempi passati, oggi il Vangelo della misericordia scuote le coscienze, impedisce che ci si abitui alla sofferenza dell’altro e indica vie di risposta che si radicano nelle virtù teologali della fede, della speranza e della carità, declinandosi nelle opere di misericordia spirituale e corporale. (…) L’indifferenza e il silenzio aprono la strada alla complicità quando assistiamo come spettatori alle morti per soffocamento, stenti, violenze e naufragi. Di grandi o piccole dimensioni, sono sempre tragedie quando si perde anche una sola vita umana. (…) La rivelazione biblica incoraggia l’accoglienza dello straniero, motivandola con la certezza che così facendo si aprono le porte a Dio e nel volto dell’altro si manifestano i tratti di Gesù Cristo. Molte istituzioni, associazioni, movimenti, gruppi impegnati, organismi diocesani, nazionali e internazionali sperimentano lo stupore e la gioia della festa dell’incontro, dello scambio e della solidarietà. Essi hanno riconosciuto la voce di Gesù Cristo: «Ecco, sto alla porta e busso» (Ap 3,20).  (…) Alla radice del Vangelo della misericordia l’incontro e l’accoglienza dell’altro si intrecciano con l’incontro e l’accoglienza di Dio: accogliere l’altro è accogliere Dio in persona!

Riassumendo, la risposta è: compassione e misericordia. Ma come si traduce questo in azioni concrete? Padre Luis Montes, sacerdote argentino a capo di una missione religiosa in Iraq, propone 4 forme pratiche da fare nostre (qui il testo completo).


1. Preghiera: Come cristiani, dobbiamo essere consapevoli che la cosa più potente che abbiamo è la preghiera e, se è di intercessione, ancora meglio. Come ha detto Madre Angélica, fondatrice di EWTN, prima di amare il prossimo, bisogna amare Dio. Si deve vivere con Dio nel proprio cuore, prima di tutto. Non si può dare nulla che non si abbia.

2. Far sapere cosa sta accadendo in Medio Oriente: Come detto da Papa Francesco, non parlare di questi temi, essere indifferenti o guardare in silenzio equivale a essere complici della situazione.

Ci sono pagine ufficiali su Facebook che puoi seguire per sapere, con fonti di prima mano, cosa sta succedendo: Amigos de Irak e S.O.S. Cristianos en Siria.

3. Aiuti economici: Nei link appena menzionati ci sono maggiori informazioni, oppure visitate il sito di Aiuto alla chiesa che soffre.

4. Vivi la carità in casa: Suona come uno scherzo, ma certamente non possiamo pretendere di aiutare le persone che sono a migliaia di chilometri di distanza da noi, se non riusciamo ad aiutare quelli che sono vicini a noi. Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto(Luca 16:10).

Secondo ACI prensa, Padre Montes ha poi aggiunto che “l’odio che c’è nel cuore di molte persone, quali ad esempio i membri dello Stato Islamico, non è un qualcosa che sorge dalla sera alla mattina. È gente che ha permesso al male di dimorare nel proprio cuore. Quando ci viene da parlare male di un vicino, dobbiamo dire a noi stessi di non farlo, per i cristiani perseguitati. Quando in casa ci viene chiesto un favore, dobbiamo farlo, per i cristiani perseguitati”.

Per finire, voglio condividere una breve riflessione di Papa Francesco durante un suo incontro con i rifugiati in Italia nel 2013:

«Da questo luogo di accoglienza, di incontro e di servizio vorrei allora che partisse una domanda per tutti, […]: mi chino su chi è in difficoltà oppure ho paura di sporcarmi le mani? Sono chiuso in me stesso, nelle mie cose, o mi accorgo di chi ha bisogno di aiuto? Servo solo me stesso o so servire gli altri come Cristo che è venuto per servire fino a donare la sua vita? Guardo negli occhi di coloro che chiedono giustizia o indirizzo lo sguardo verso l’altro lato per non guardare gli occhi?  La carità che lascia il povero così com’è non è sufficiente. La misericordia vera, quella che Dio ci dona e ci insegna, chiede la giustizia, chiede che il povero trovi la strada per  non essere più tale».


Per capire qualcosa in più sulla situazione in Siria, ecco un video che spiega bene ciò che stanno soffrendo i nostri fratelli:

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

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