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Papa su coppie gay: nessun passo indietro. Il matrimonio? Solo tra uomo e donna

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Shutterstock/Yulia Grigoryeva

Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 08/04/16

Nella "Amoris Laetitie" il pontefice condanna le pressioni subite dalla Chiesa per favorire l'istituzione delle unioni omosessuali

Nessun passo indietro rispetto alle unioni gay. Anzi nell’Esortazione Apostolica “Amoris Laetitia”, papa Francesco rilancia le conclusioni del Sinodo che prevedono un forte richiamo al matrimonio e alla famiglia come unione tra uomo e donna.

“FUNZIONE SOCIALE PIENA”

«Nessuno – premette il pontefice – può pensare che indebolire la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio sia qualcosa che giova alla società. Accade il contrario: pregiudica la maturazione delle persone, la cura dei valori comunitari e lo sviluppo etico delle città e dei villaggi. Non si avverte più con chiarezza che solo l’unione esclusiva e indissolubile tra un uomo e una donna svolge una funzione sociale piena, essendo un impegno stabile e rendendo possibile la fecondità».

NESSUNA EQUIPARAZIONE

Bisogna riconoscere, prosegue Francesco, «la grande varietà di situazioni familiari che possono offrire una certa regola di vita, ma le unioni di fatto o tra persone dello stesso sesso, per esempio, non si possono equiparare semplicisticamente al matrimonio. Nessuna unione precaria o chiusa alla trasmissione della vita ci assicura il futuro della società»

UNIONE INDISSOLUBILE UOMO-DONNA

Il Papa rilancia in diversi passaggi questo concetto. «I Padri sinodali hanno ricordato che Gesù, “riferendosi al disegno primigenio sulla coppia umana, riafferma l’unione indissolubile tra l’uomo e la donna”», dice citando la Relatio finalis del Sinodo.

ASSURDE PRESSIONI

Nel corso del dibattito sulla dignità e la missione della famiglia, spiega Francesco,«i Padri sinodali hanno osservato che “circa i progetti di equiparazione al matrimonio delle unioni tra persone omosessuali, non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia“».

«Ed è inaccettabile – prosegue – “che le Chiese locali subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il “matrimonio” fra persone dello stesso sesso”».

UN PENSIERO GIA’ SPIEGATO IN PASSATO

Papa Francesco ha dunque ribadito il proprio pensiero sulle unioni omosessuali, già esplicitato con chiarezza sin da quando era vescovo di Buenos Aires e parlava di anti-valore e regressione antropologica. Un pensiero, tra l’altro rilanciato recentemente durante il suo intervento nell’udienza alla Rota Romana per l’inaugurazione dell’anno giudiziario (23 gennaio 2016): “Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”, disse allora Francesco.

EVITARE DISCRIMIINAZIONI

Allo stesso tempo, Bergoglio ribadisce un’apertura della Chiesa alle persone omosessuali. Come già ha scritto nel suo libro “Il nome di Dio è misericordia” quando disse che i gay «vanno accolti e non giudicati», anche nell’Esortazione Apostolica si mostra come una sorta di “genitore” nei loro confronti. «Con i Padri sinodali ho preso in considerazione la situazione delle famiglie che vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con tendenza omosessuale, esperienza non facile né per i genitori né per i figli. Perciò desideriamo anzitutto ribadire che ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare “ogni marchio di ingiusta discriminazione” e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza».

RISPETTOSO ACCOMPAGNAMENTO

Nei riguardi delle famiglie, sottolinea Papa Francesco, «si tratta invece di assicurare un rispettoso accompagnamento, affinché coloro che manifestano la tendenza omosessuale possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita».

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