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Human Life International: attenzione a non sfruttare la paura per il virus Zika

UN Photo/Martine Perret CC
A lab technician is getting ready with his PPE to enter the Isolation ward of the government run hopital of Kabala, Sierra Leone to take blood sample from a suspected ebola case and will ensure the sample will either be flown by UN helicopter or driven to the capital as soon as possible. Photo by UNMEER/ Martine Perret. 18 December 2014
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Nel frattempo un sostenitore dei diritti femminili esorta all'aborto legale nei Paesi colpiti

Appena qualche ora dopo che il presidente di Human Life International (HLI) aveva avvertito sul fatto che i sostenitori del controllo della popolazione potrebbero sfruttare una crisi sanitaria emergente in America Latina, la National Public Radio (NPR) negli Stati Uniti ha intervistato un attivista che ha chiesto un maggiore accesso all’aborto e “campagne di massa” per informare uomini e donne sull’accesso ai contraccettivi e sul loro uso.

“Ci si aspetta che l’appello a evitare le gravidanze venga sfruttato dai sostenitori del controllo della popolazione, che dicono sempre alle donne e alle famiglie povere di evitare le gravidanze, probabilmente con nuove campagne di raccolta fondi e propaganda antinatalista”, ha affermato padre Shenan J. Boquet.

Il presidente dell’HLI stava rispondendo a una richiesta di commento da parte di Aleteia sulla raccomandazione di El Salvador per cui le donne dovrebbero evitare di rimanere incinte per due anni perché alcuni sospettano un legame tra il virus Zika e difetti alla nascita.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha detto che il virus Zika è una malattia virale emergente che viene trasmessa attraverso il morso di una zanzara infetta, in primo luogo la Aedes aegypti. La stessa zanzara trasmette anche il virus chikungunya, la dengue e la febbre gialla. “Il virus circola dagli anni Cinquanta nella popolazione umana, e si trova in Africa, Asia, nelle isole del Pacifico e più di recente nelle Americhe”, riferisce un comunicato stampa dell’OMS.

Le infezioni da Zika sono state riportate in quasi due dozzine di Paesi e territori, e in alcuni luoghi sono stati riferiti anche casi di microcefalia (testa piccola in modo non normale) nei neonati. La paura che Zika provochi questa condizione ha portato quattro Paesi latinoamericani a raccomandare alle donne di rimandere le gravidanze, con El Salvador che suggerisce il periodo più lungo, due anni.

“Non è ancora stato stabilito un rapporto causale tra l’infezione da virus Zika e malformazioni alla nascita e sindromi neurologiche, ma è fortemente sospetto”, ha dichiarato la dottoressa Margaret Chan, direttore generale dell’OMS, al comitato esecutivo dell’Organizzazione giovedì.

L’OMS afferma che servono ulteriori studi per comprendere il rapporto tra la microcefalia nei neonati e il virus Zika. Anche altre cause potenziali sono infatti allo studio.

L’aborto è ancora illegale in molte Nazioni latinoamericane. Mercoledì mattina, la NPR ha chiesto a Monica Roa, direttrice dei programmi di Women’s Link Worldwide, quali opzioni hanno le donne se vengono esposte a Zika.

“È per questo che il dibattito dovrebbe essere sul tavolo”, ha detto la Roa. “In Paesi come la Colombia, le donne possono usare la contraccezione d’emergenza o interrompere la gravidanza legalmente se hanno contratto il virus Zika. La maggior parte delle donne, soprattutto quelle nelle zone più colpite, non hanno tuttavia chiare queste leggi. C’è una mancanza di informazione e di accesso a questi servizi, e ciò avviene nei Paesi in cui tale tipo di servizi di salute riproduttiva è legale”.

“In altri Paesi, come El Salvador, è illegale”, ha proseguito. “Questo potrebbe far sì che le donne cerchino di abortire in modi meno sicuri, mettendo a rischio la propria vita e la propria salute”.

Rene Montagne, di NPR, ha poi chiesto alla Roa quale sostegno potrebbero dare i Governi della regione “per aiutare le donne a ridurre innanzitutto il rischio di rimanere incinte”.

“Queste raccomandazioni devono essere accompagnate da campagne di massa, che informino sia gli uomini che le donne sull’accesso e l’uso dei contraccettivi. [Questo accesso] è carente nella regione”, ha risposto la Roa.

“Le donne incinte dovrebbero avere informazioni sulla possibilità di interrompere la gravidanza se la legge lo permette nel Paese. Nei Paesi in cui la legge non permette l’aborto, penso che il dibattito [sui diritti riproduttivi] dovrebbe essere sul tavolo e discusso nel contesto [delle infezioni da virus Zika]”.

Nella sua dichiarazione ad Aleteia, padre Boquet ha affermato che l’HLI si aspetta che “questa situazione molto difficile porti a una richiesta di espansione radicale dell’accesso alle leggi a favore dell’aborto, come se uccidere un bambino equivalesse a curare una malattia. È una disgrazia che l’ideologia sessuale radicale e di controllo della popolazione abbia infettato tante istituzioni mediche e politiche, al punto che molti hanno sfiducia nelle autorità che vorrebbero sopprimere la fertilità”.

Ha quindi esortato i fedeli cattolici dell’America Latina a “non saltare alle conclusioni su ciò che c’è dietro l’appello a evitare le gravidanza, ma a fare molta attenzione a quello gli esperti medici cattolici che stanno studiando la situazione hanno da dire in collaborazione con i vescovi”.

Nel caso in cui venisse stabilito un legame chiaro tra Zika e seri difetti alla nascita, la teologia morale cattolica può guidare le decisioni delle coppie a rischio.

“L’insegnamento cattolico ci dice che è moralmente lecito per le coppie rimandare la gravidanza per ragioni serie (cfr. Humanae vitae, n. 10, 16), e queste ragioni possono includere la salute della madre e del bambino”, ha dichiarato padre Boquet.

“Se le coppie decidono di rimandare la gravidanza, bisogna usare solo i metodi naturali – come una serie di metodi di pianificazione familiare naturale che usano gli indicatori medici della fertilità. I metodi artificiali (ormonali, di interruzione) restano inaccettabili. Esortiamo i fedeli a fare riferimento ai vescovi nelle zone colpite per avere una guida sulla questione, perché sono in contatto con esperti del settore sanitario e offriranno un insegnamento chiaro man mano che si emergono gli sviluppi del caso”.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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