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Va bene: stabiliamo la stessa data per Pasqua. Ma quali sarebbero i problemi?

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Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 27/01/16

La proposta di Papa Francesco ha una serie di difficoltà pratiche, ma è percorribile. Ecco, però, a cosa dovrebbero rinunciare cattolici e ortodossi

Cambiare la data della Pasqua e trasformarla in un appuntamento fisso, magari la seconda domenica di aprile? L’auspicio lanciato qualche tempo fa da Papa Francesco è percorribile? In che termini?

Sicuramente prevede un “passo indietro” per il mondo cattolico e due…per quello ortodosso, come spiega ad Aleteia il professore Gianluca Potesta’, ordinario di Storia del Cristianesimo all’Università Cattolica del Sacro Cuore.

IL RIFERIMENTO ALL’ESODO

La Pasqua cristiana, premette Potesta’, si innesta su quella ebraica (Pesach). Originariamente ricorda la vicenda narrata nell’Esodo, quando il Signore decise di liberare gli ebrei dalla servitù in Egitto. In quel giorno, per poterli far fuggire, tramite Mose’, segnò la porta di casa di ciascun ebreo con il sangue di un agnello: “Io vedrò il sangue e passerò oltre, colpirò invece con il mio castigo l’intero Egitto e a voi non succederà niente” (Esodo 12:17,18). Quella notte avvenne il passaggio del popolo ebraico dall’Egitto alla Terra Promessa. La notte coinciderebbe con il 14esimo giorno del mese di Nisan, primo mese del calendario liturgico ebraico (marzo-aprile).

FASI LUNARI

Questo mese è fissato secondo il calendario lunare e non solare. Il calendario annuale può essere scandito sui ritmi del sole, che sono quelli che conosciamo con l’avvicendarsi di stagioni, solstizi, equinozi. Insomma un calendario stabile dal nostro punto di vista. Il calendario lunare si muove invece secondo l’avvicendarsi di plenilunio e novilunio e dura 11 giorni in meno del calendario solare. Il calendario liturgico ebraico è legato al ciclo della luna. Il mese di Nisan inizia con il primo plenilunio di primavera.

LA PASSIONE DI GESU’

Gesù muore a Gerusalemme nei giorni della Pasqua ebraica, è lui l’Agnello di Dio e il suo sangue scorre come quello dell’Agnello con cui erano state segnate le porte delle abitazioni degli ebrei in Egitto. Gesù subisce la Passione e muore nel 14esimo giorno del mese di Nisan.

I QUARTODECIMANI

Il cristianesimo si è sviluppato come costola dall’ebraismo. I Cristiani all’inizio erano rispettosi della Torah, ma ciò che li distinse dagli ebrei era la convinzione che il Messia atteso dal popolo ebraico era giunto sulla Terra ed era Gesù il risorto. Tra i primi gruppi di cristiani, fa notare il docente di Storia del Cristianesimo, ci furono comunità di giudeo-cristiani, che rispettavano la Legge, praticavano la circoncisione e seguivano altre pratiche giudaiche. Per loro la data della Pasqua cristiana coincideva logicamente con quella della Pasqua ebraica. Per questo furono chiamati Quartodecimani.

LA SVOLTA DI NICEA

Dal canto loro i cristiani ci tennero, anche per ragioni identitarie, a stabilire una data che non coincidesse con quella ebraica. Sorsero allora enormi dispute sulla data. Alcuni fedeli cominciarono a seguire i Quartodecimani, altri puntarono su giorni nuovi. Nel 325, il Concilio di Nicea stabilì che la data della Pasqua dovesse essere fissata la domenica successiva al 14esimo giorno di Nisan. Perché la domenica? Perché è considerata il giorno della resurrezione del Signore. Da Nicea emerse inoltre un’altra indicazione: non si deve abbandonare del tutto la radice ebraica, e si deve conservare l’idea che la Pasqua deve essere sempre legata al ciclo lunare.

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calendariochiesa ortodossaecumenismoliturgiapasqua cristianapasqua ebraica
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