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Inizia la Cop 21 a Parigi. Di cosa parliamo?

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L’assise sul clima inizia tra scontri, paura del terrorismo e l’ottimismo di vedere Cina e Usa pronti alla svolta ecologica

Da oggi e fino all’11 di Dicembre, a Parigi, sotto l’egida dell’ONU, si aprono i negoziati della Conference of the parties, cioè la “conferenza delle parti” o Cop sul clima e l’ambiente. E’ la 21esima, da qui il termine: Cop21 che nei prossimi giorni diventerà sempre più familiare al pubblico europeo e non solo.

Di cosa si discute?

Come ricorda Internazionale, che al clima ha dedicato l’ultimo numero del settimanale, alla conferenza di Parigi:

sono attesi più di quarantamila partecipanti tra delegazioni dei 195 stati membri, rappresentanti della società civile – aziende, ong, istituzioni scientifiche, comunità territoriali, popoli autoctoni, sindacati – e mezzi d’informazione di tutto il mondo. […] La conferenza rappresenta la fine di un ciclo di negoziati e si inserisce nel quadro del prolungamento della grande Cop del 1997, sfociata nell’adozione del protocollo di Kyoto. Il protocollo aveva stabilito di ridurre le emissioni di sei gas a effetto serra di almeno il 5 per cento rispetto ai livelli del 1990, tra il 2008 e il 2012. Alcuni firmatari hanno rispettato gli impegni presi (tra cui l’Unione europea), ma altri grandi inquinatori no: gli Stati Uniti non hanno mai ratificato il trattato, Canada e Russia si sono ritirati, e la Cina, in cima alla lista mondiale per il volume di emissioni di gas serra, non aveva obblighi perché è considerata un paese in via di sviluppo. Il protocollo di Kyoto, ormai superato, scadrà nel 2020 e dovrebbe essere sostituito da un nuovo testo, al centro della Cop21.

L’Ansa riassume così la situazione:

Autorevoli scienziati a livello mondiale e migliaia di studi sui cambiamenti climatici avvertono da tempo che l’aumento della temperatura media della Terra non deve superare al massimo i due gradi rispetto al periodo precedente la rivoluzione industriale (1850). Gli ultimi tre decenni sono stati uno più caldo dell’altro e purtroppo, nel mondo si è già innescato un meccanismo per cui assistiamo ad eventi meteorologici estremi. Già li vediamo e in molti li subiscono. Le alluvioni in Italia e i morti che hanno provocato sono solo l’esempio più vicino a noi. Anche con uno stop immediato alla CO2 gli effetti sono ormai destinati a protrarsi per molti secoli. E’ ormai certo che il 2015 strapperà al 2014 il primato dell’anno più caldo di sempre, cioè da quando sono disponibili le rilevazioni a livello mondiale (1880), dopo che ogni mese – ad eccezione di gennaio e aprile – ha segnato un record di temperature della Terra e degli oceani. E’ probabile al 95-100% che l’uso dei combustibili fossili insieme con la deforestazione abbiano causato più della metà dell’aumento della temperatura media globale entro i due gradi.

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