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Se pregare il Padre Nostro è "offensivo"

La nuova Bussola quotidiana - pubblicato il 27/11/15


Politica e religione, però, non sono la stessa cosa. O sì? La Chiesa di Inghilterra, sin da quando nacque sotto Enrico VIII (1491-1547), è una Chiesa di Stato. Al suo vertice non c’è l’arcivescovo di Canterbury, ma la regina Elisabetta II. Censurando la sua pubblicità “perché potrebbe offendere il pubblico”, la concessionaria pubblicitaria più importante dei cinema inglesi, ha di fatto censurato la regina. Ai tempi di Enrico VIII le teste dei suoi consiglieri d’amministrazione avrebbero ornato i ponti del Tamigi. Al giorno d’oggi i tempi son cambiati. L’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, si limita a constatare che le motivazioni di questa censura preventiva siano ridicole: “Sarebbe come dire che una messa natalizia possa offendere qualcuno”. E minaccia di far causa alla concessionaria di pubblicità per discriminazione religiosa. Secondo il premier conservatore David Cameron, questa decisione è “ridicola”. Secondo il sindaco di Londra, il conservatore Boris Johnson, è “un oltraggio”. Ma la reazione più imprevedibile è giunta dalla comunità musulmana (per “tutelare” la quale si è deciso di provvedere alla censura) che ha preso le difese dei connazionali cristiani. L’autocensura è “incredibilmente sconcertante”, secondo Ibrahim Mogra, vice-segretario del Muslim Council of Britain. Ma anche Richard Dawkins, biologo e ateo militante (la versione inglese di Odifreddi) ha preso le difese della libertà di religione in questo caso: “Se qualcuno si ritiene offeso da una preghiera, merita di essere offeso”.

In ogni caso, per ora la censura resta. Prossimamente sugli schermi inglesi andrà, invece, senza problemi, la pubblicità di promozione delle politiche dell’Onu contro la povertà. Con Liam Neeson che recita “la voce di Dio”. E’ la nuova religione globale?

QUI L’ARTICOLO ORIGINALE

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Tags:
chiesa anglicanacristiani perseguitatidiscriminazione
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