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Il grido dei piccoli: non voglio quell’uomo e la mamma nel letto di mio papà

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Il 2 novembre c’è stato l’anniversario della morte di don Oreste Benzi (1925-2007). Pubblichiamo un estratto dal suo bellissimo libro «Onora tuo figlio e tua figlia», che raccoglie riflessioni sulla famiglia e la genitorialità, pubblicato dalla casa editrice della Comunità Papa Giovanni XXIII.

 

* * *

Quell’uomo nel letto di papà

Lui tossicodipendente, lei altrettanto, cotti di eroina.

Lei è un’artista di menzogne. Se andasse al Polo Nord a vendere i frigoriferi incasserebbe una montagna di soldi. Per lei non esiste la verità, esiste la sua verità che è solo il suo comodo. Gli altri sono dei birilli da colpire e fare saltare.

Incontra il giovane adatto al suo scopo. Lui crede che lei gli voglia bene. E in realtà la recita è così perfetta da non fare neanche lontanamente pensare ad una commedia. Nasce una bambina. L’uomo sposato è ingannato. Un amore da fuori di testa. In realtà, di nascosto, lei frequenta l’altro uomo. Fa molti chilometri per incontrarlo. Con una maestria perfetta dorme anche con lui. La spudoratezza di lei arriva al punto di farlo venire ad abitare vicino alla sua casa, vicino a suo marito. Riesce anche a spedire lontano suo marito per curarsi. Tutti ci credono: lui deve guarire. Lei così porta il suo maschio nel letto matrimoniale. Quando viene l’amico, i figli vengono allontanati.

Ma ormai la furbizia ha rotto gli argini, e il castello di menzogne si sgretola, si frantuma. Parte della menzogna però è talmente fine che riesce ancora ad ingannare, e si costruiscono altri castelli. Che deve fare il marito? Che cosa si deve fare per i figli turlupinati? Cosa si deve fare per lei?

Il marito rimane fedele. Forse ci sono mille ragioni per dichiarare nullo quel matrimonio. Ma lui non vuole. Non vuole beneficiare di questa possibile dichiarazione di nullità, perché vede lei come madre de figli e se stesso come padre di questi figli. Lui tiene conto del diritto dei figli. Ne è certo: sono i genitori che devono “morire” per i figli e non i figli che devono essere sacrificati agli sporchi interessi di una madre snaturata, che però rimane sempre madre.

È giusto questo modo di ragionare, sì o no? E sposarsi di nuovo dopo la dichiarazione di nullità, sarebbe da consigliarsi? O lei, incosciente della dignità, non si recupererà mai più? Che fare?

La bimba più piccola grida: «Io non voglio che quell’uomo dorma con la mamma nel letto di mio papà!». La piccola ha diritto che il suo affetto verso il papà non venga profanato da quell’uomo.

Che cosa fare? Bisogna stare dalla parte dei figli. Chi vuole aiutare deve partire dal diritto dei figli.
La bambina ha diritto di non vedere un altro uomo nel letto al posto di suo papà.

da «Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII»

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