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10 cose da non fare per dimenticare qualcuno

© Martin Novak/SHUTTERSTOCK
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Sognavate il fidanzamento ideale, santo, ma non ha funzionato... e ora?

Ho avuto il privilegio di conoscere molte persone attraverso i contatti del sito ed ho notato che la maggior parte (uomini e donne) di loro vive in uno stato depressivo per via della fine turbolenta di un rapporto amoroso, indipendentemente dal motivo che ha portato all’epilogo.

La fine di un rapporto in sé comporta molta sofferenza per entrambe le parti, soprattutto per chi ha amato smisuratamente il proprio partner. Forse non sarete d’accordo, perché in alcune situazioni è praticamente impossibile credere che l’altro abbia sofferto in qualche modo, ma la fine lascia sempre un vuoto. La routine con quella persona, quando viene spezzata e non torna più, lascia un vuoto, perché ci abituiamo al comportamento dell’altro, al suo modo di parlare, di agire e di vivere. Non c’è niente come il tempo per curare questa sensazione di vuoto, e non c’è niente come un’altra storia per smettere di pensare a quella che non è andata bene.

Oltre al dolore della fine, esistono alcuni fattori che ti aiutano a soffrire ancor di più per la relazione che non è andata bene: senso di colpa (“Ho fatto qualcosa di sbagliato”, “Non sono stata abbastanza buona”, “Non ho capito che non valeva la pena”), di vergogna (“Cosa dirò agli altri?”, Sono sempre stata sicura di me”), di paura (“Non incontrerò più una persona che mi faccia sentire come mi faceva sentire lui/lei”) e molto altro. Sono sentimenti assai dannosi, ma purtroppo nella maggior parte dei casi è difficile evitarli.

Quando ci dedichiamo a qualcuno, modifichiamo la nostra vita, i nostri desideri, i nostri obiettivi, siamo fedeli e leali nei confronti dell’altra persona, ma se lei non ricambia i nostri sentimenti questo ci provoca un sentimento negativo. Ci sentiamo inutili, usati, l’autostima crolla, la sicurezza si nasconde e la tristezza per il fatto di non aver ottenuto un riconoscimento per le nostre azioni si impadronisce di noi, e allora ci chiediamo tutto il tempo: “Dove ho sbagliato?”, “Perché sto vivendo tutto questo?”, “Sarà che l’amore vero non esiste più, o che io non ho saputo vivere una relazione?”, “Non sono stato capace di rendere felice l’altro?”.

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