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In India le Missionarie della Carità dicono no alle adozioni per single

© Hector Retamal / AFP
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Con una nota molto ferma le suore chiudono i propri centri di adozione in polemica con la scelta del Governo conservatore indiano

Il Governo indiano ha deciso di aprire alle adozioni da parte dei single, ma le suore di Madre Teresa non ci stanno e hanno deciso di rinunciare allo status legale che permette loro di tenere aperti 18 servizi di adozioni in giro per il paese.

E’ questa la notizia riportata dalla pagina web del settimanale Tempi che riporta anche le parole che le Missionarie della Carità hanno condiviso con la stampa per giustificare la loro scelta. Sono parole semplici ma molto chiare: «È stato due mesi fa abbiamo deciso di sospendere tutto il nostro lavoro di adozione in India. Abbiamo rinunciato volontariamente allo status legale per condurre i centri di adozione. Se avessimo proseguito il lavoro cominciato da Madre Teresa, rispettare tutte le disposizioni sarebbe stato difficile per noi». «Abbiamo – prosegue la nota – già chiuso i nostri servizi per l’adozione perché pensiamo che così i nostri bambini potrebbero non ricevere amore». Secondo la suora «le nuove linee guida sono in conflitto con la nostra coscienza. Sicuramente non possono essere rivolte a persone credenti come noi, forse sono per le persone non religiose come ha detto il ministro. Ma noi siamo preoccupate per i bambini e per il loro futuro. Che succede se una persona single a cui diamo un nostro bambino risulta essere gay o lesbica? Che sicurezza e che tipo di educazione morale avranno questi bambini? Le nostre regole permettono solo alle coppie sposate di adottare». E non si tratta di una regola religiosa, ha poi precisato suor Amala, «ma è una regola umana. I bambini hanno bisogno di entrambi i genitori, maschio e femmina. Questo è solo un fatto naturale, non è così?». Nel comunicato stampa si legge ancora che il lavoro delle Missionarie della Carità «è aiutare i bisognosi e gli afflitti. Da quando è stato avviato 65 anni fa da Madre Teresa, abbiamo servito i più poveri tra i poveri, a titolo gratuito, senza distinzioni di casta, credo e religione. I nostri centri di adozione hanno trovato una casa a migliaia di bambini. Confidiamo che Dio si prenderà cura di tutti i bambini che hanno bisogno di amore da parte dei genitori. Noi continueremo a servire con tutto il cuore e gratuitamente ragazze madri, bambini malnutriti e disabili».

Nonostante le pressioni del governo, inizialmente stizzito per l’iniziativa ma poi dialogante perché conscio dell’enorme lavoro svolto dalle suore in totale supplenza delle istituzioni pubbliche, le Missionarie hanno optato – a malincuore – la linea dura e con una certezza: «Siamo grate a Dio che ci ha permesso di servirlo in questo modo per tanti anni. È chiaro però che la volontà di Dio è che questo lavoro abbia fine».

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