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12 tesori dell’antichità distrutti in Medio Oriente dal 2001

Marco Bonavoglia / Sqamarabbas -cc

distruzione Buddha Bamiyan

Aleteia - pubblicato il 12/09/15

La consistenza dei danni è incerta, ma il volto del lamassu destro (una figura di protezione con il volto di un uomo, il corpo di un animale e le ali) nella Porta di Nergal appare con il volto distrutto in alcune foto diffuse dall’ISIS. È stata certificata la distruzione di almeno un altro lamassu a Ninive, per cui ci sono poche speranze che qualcuno di questi “idoli inoffensivi” sia rimasto intatto.

Moschea del profeta Yunus (tomba di Giona, Mosul, Iraq)

Ci sono vari luoghi considerati la tomba del profeta Giona. Uno di questi si trovava a Ninive, città che ha avuto un ruolo fondamentale nella sua vita. Il luogo, situato su un piccolo monte vicino alle mura, aveva una lunga storia come santuario, prima cristiano, poi musulmano. Una moschea ha sostituito la chiesa originale, e la tomba che si diceva contenesse i resti del profeta era al suo interno. Era il luogo sacro più importante della zona ed era venerato dai musulmani.

L’ISIS presumibilmente ha profanato la tomba prima di distruggere tutta la moschea. Questo ha sconcertato alcuni occidentali, ma si inserisce nell’iconoclastia radicale dell’ISIS.

Tra altre moschee e gli altri santuari distrutti a Mosul ci sono la Moschea del Profeta Gergis (San Giorgio), i santuari in cui si trovavano le tombe del biblico Set (terzo figlio di Adamo ed Eva) e del profeta Daniele, il santuario Mashad Yahya Abul Kassem e la Moschea Hamou Qado. Se Set, Daniele o San Giorgio fossero davvero sepolti in quelle tombe è di interesse secondario, visto che quei luoghi avevano delle tradizioni e un’antica architettura.

Monastero Mar Behnam (Beth Khdeda, Iraq)

Nel IV secolo, i figli di un re minore chiamato Sinharib, che all’epoca governava Ninive, trovarono un uomo santo di nome Mattai in una grotta. Il bambino si chiamava Behnam e la bambina Sarah, e Mattai li istruì nel cristianesimo. Behnam disse che se Mattai poteva curare la lebbra di Sarah si sarebbero convertiti. Dopo che il miracolo accadde, molti del partito del re seguirono i suoi figli nella fede. Questo fece infuriare il sovrano, che condannò Benham e Sarah a morte.

Sinharib in seguito si pentì e si convertì, e le tombe dei suoi figli divennero luogo di miracoli. Sul posto venne costruito un monastero, abitato da cattolici siriaci e da altri fin quando l’ISIS vi è arrivato nel 2015, ha privato il monastero delle croci e ha espulso i monaci. Nel marzo 2015 sono state fatte saltare le tombe e altre parti del luogo.

Nell’estate 2015 si è verificata una serie di orrori, a cominciare dalla splendida Palmira, la gioia dell’antica Siria con la sua profonda storia e le rovine ben conservate. L’incubo è iniziato esigendo un terribile costo umano: il principale archeologo siriano, Khaled al-Asaad, è stato torturato e decapitato dall’ISIS. L’archeologo aveva lavorato per 40 anni per esplorare e preservare Palmira. I rapporti discordano sull’ipotesi che l’uomo, di 82 anni, sia stato assassinato per collaborazione all’idolatria (incluse apparizioni in conferenze sull’archeologia con infedeli) o perché si sia rifiutato di rivelare l’ubicazione del tesoro, che l’ISIS riteneva nascosto in qualche luogo delle rovine.

Tempi di Baalshamin (Palmira, Siria)

Un’orgia di distruzione ha seguito l’assassinio di al-Asaad. L’ISIS ha disseminato il tempio di Baalshamin di forti esplosivi e lo ha ridotto in macerie nell’agosto 2015. il tempio risaliva al 32 d.C. ed era dedicato a un importante dio celeste cananeo. Era stato trasformato in chiesa nel V secolo e in moschea nel XII.

Era stato scoperto negli anni Cinquanta e gli scavi, gli studi e i restauri erano ancora in corso. Il sito era notevole per i suoi colonnati in fila e l’amalgama di elementi architettonici romani, siriani ed egiziani. La sua distruzione è stata catalogata dall’UNESCO come un crimine di guerra.

Tempio di Bel (Palmira, Siria)

Dopo aver distrutto il Baalshamin, l’ISIS ha rivolto lo sguardo al tempio dedicato a un’altra divinità suprema dei cananei, Bel.

Come il tempo di Baalshamin, quello di Bel era una fusione sorprendentemente ben conservata dell’architettura romana e orientale. Il luogo era utilizzato per il culto da almeno 3000 anni, ma il tempio vero e proprio risaliva più o meno alla stessa epoca di quello di Baalshamin. Conservava anch’esso belle colonne e un altare, nicchie con statue, un bassorilievo astrologico e una rampa per condurre gli animali al sacrificio.

Rapporti e immagini via satellite sembrano indicare che i due templi siano stati distrutti allo stesso modo, ma alcuni testimoni dicono che l’ISIS non è riuscito ad abbattere le pareti di quello di Bel. L’ISIS afferma che non era un luogo di preghiera ma di “apostasia”

Il Leone di Al-lāt (Palmira, Siria)

Prima che iniziassero a portare grandi esplosivi, i miliziani dell’ISIS si sono addestrati martellando il Leone di León de Al-lat. Il leone era situato fuori dal tempio di Al-Lat e risaliva al I secolo. Era stato trovato fatto a pezzi dagli archeologi nel 1977, dopo che le sue pietre erano state riutilizzate per costruire un tempio. In pezzi vennero recuperati e rimontati inserendo pietra negli interstizi. Era un pezzo splendido che rappresentava Al-Lat con una gazzella tra le zampe anteriori, a simboleggiare la protezione degli innocenti. L’ISIS lo ha distrutto nel luglio 2015.

Chiesa e monastero di Mar Elian (Homs, Siria)

Sant’Elian aveva rifiutato l’apostasia e venne assassinato dal padre nel III secolo. La chiesa e il monastero di Sant’Elian crebbero a partire dal V secolo intorno al luogo del martirio del santo. Padre Jacques Mouraud, abate di Sant’Elian, è stato sequestrato nella zona il 21 maggio e non è ancora stato ritrovato. Dal 1991 lavorava per ricostruire e restaurare il sito. Ad agosto, l’ISIS ha portato dei macchinari pesanti, ha abbattuto le pareti e ha profanato la tomba di Sant’Elian.

E la lista purtroppo proseguirà…

La distruzione di antichi tesori del Medio Oriente sembra non aver fine, e potremmo riempire un’altra lista con le cose preservate per millenni solo per essere distrutte nell’arco di pochi secondi. Non tutto, però, è stato fatto dall’ISIS. Il Museo di Baghdad, Tell Umm al-Aqarib e altri siti sono stati saccheggiati in seguito all’invasione statunitense dell’Iraq. El Hibeh e Antinopoli sono stati saccheggiati dopo la rivoluzione egiziana. Apamea, Mari e Dura-Europo sono stati saccheggiati durante la guerra civile siriana, a volte dalle bande, a volte dall’ISIS.

Per il momento, tuttavia, la maggior parte della distruzione è perpetrata in nome di un tentativo radicale di cancellare la storia preislamica dalla regione. Possiamo aspettarci che la disperazione, l’instabilità e il fanatismo portino questa gente al saccheggio e distruggano il passato nello sforzo di controllare il futuro.

Thomas L. McDonald scrive di storia, fede e tecnologia su GodandtheMachine.com.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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Tags:
arteestremismo islamicoisismedio orientetalebani
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