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I profughi e l'anima dell'Europa

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Lucandrea Massaro - Aleteia - pubblicato il 02/09/15

Sempre più storie di accoglienza per i profughi siriani e non solo manifestano un cambio di passo anche nelle algide stanze di Bruxelles

C’è una emergenza in Europa, quella dei profughi e dei migranti che arrivano attraversando il Mediterraneo o i valichi di frontiera con i paesi dell’Est, che tutti i giorni turba e interroga i cittadini italiani e quelli europei. Ci sono storie di disperazione, di morte, di fatica, di persone che fuggono dalla guerra, dalla fame, dalla povertà e ci sono storie di accoglienza, di amicizia ma anche storie orribili di vero e proprio sciacallaggio mediatico.

Belle storie di accoglienza

Cominciamo con la più bella tra le storie di accoglienza, protagonista la piccola, fredda e lontana Islanda. All’inizio della crisi che ha riunito i capi di Stato e di governo dell’Unione per decidere le quote di ogni paese, la piccola isola aveva garantito solo 50 posti per i rifugiati, ma la popolazione, sensibilizzata sul tema da una professoressa Bryndis Bjorgvinsdottir che col messaggio semplice ma efficace: “Solo perché non sta accadendo qui non significa che non stia accadendo” ha messo ha creato una pagina Facebook, ha spiegato che “Viviamo in un tranquillo villaggio di pescatori e abbiamo stanze per ospitare più bambini”. “C’è la cucina, un salotto, ho tanti vestiti e io so insegnare l’inglese, li aspettiamo” e ha chiesto chi sarebbe stato disposto ad ospitare i profughi siriani in fuga dalla guerra. Hanno risposto positivamente in 12mila, su una popolazione complessiva di 300 mila persone, al punto che il Governo, per bocca della sua ministra del welfare Eygló Harðardóttir, si è detta pronta a riconsiderare la quota originaria. “Vogliamo più rifugiati, sono risorse importanti e hanno esperienze e capacità. Saranno i nostri futuri amici, vicini di casa…” dice l’appello (Huffington Post, 1 settembre).

Se gli Ultrà non sono tutti cattivi

Accade che in Germania, negli stadi della Bundesliga, la serie A tedesca, sulle curve appaiano messaggi di solidarietà per i profughi e striscioni di accoglienza.

Bundesliga1
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La Merkel sospende i trattati di Dublino

Sempre dalla Germania, la “lady di ferro” Angela Merkel ha deciso di semplificare temporaneamente le norme per la richiesta di asilo nel suo paese. Come riporta Internazionale:

L’ufficio federale tedesco per l’immigrazione e i rifugiati (Bamf) ha stabilito, attraverso una circolare interna, che il regolamento di Dublino sarà sospeso per i richiedenti asilo siriani.
In base al regolamento di Dublino, un richiedente asilo non può presentare una domanda di asilo in più di uno stato membro, e prevede che la domanda la esamini lo stato dove il richiedente ha fatto ingresso nell’Unione. […] Saranno anche revocate le procedure di trasferimento forzato per i cosiddetti dublinanti, cioè i richiedenti asilo che non sono entrati nell’Unione europea dalla Germania, ma hanno fatto richiesta d’asilo nel paese. Tra gennaio e luglio del 2015 la Germania ha registrato 44.417 domande d’asilo da siriani in fuga dalla guerra civile in corso nel paese dal 2011. Secondo le autorità tedesche, il paese riceverà 800mila domande d’asilo quest’anno (25 agosto).

Ora la Merkel chiede che la UE si assuma maggiori responsabilità nella questione dei profughi e che l’Italia va aiutata e non lasciata sola, essendo questo un problema comunitario. Bruxelles nel frattempo ha ammonito Londra che ha annunciato un giro di vite anche contro i migranti con passaporto europeo. Segnale che la questione immigrazione si sta – finalmente – trasformando in un problema di tutta l’Europa e non più dei singoli stati nazione (La Stampa, 31 agosto).

Ma anche i cittadini si sono organizzati tramite una sorta di AirBnB pensato per dare un alloggio, anche solo una camera, ai rifugiati siriani. Il sito dell’iniziativa, Refugees Welcome, ha già 780 adesioni di tedeschi disposti ad aiutare. Lo riferisce il Guardian (1 settembre).

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