Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
domenica 11 Aprile |
Domenica dell'Ottava di Pasqua
home iconStorie
line break icon

Dopo 3 Olimpiadi, ha lasciato tutto per donarsi a Dio

Aciprensa - pubblicato il 01/09/15

Dopo i giochi europei, ad appena 16 anni, Luis Felipe ha ricevuto una lettera dalla delegazione per lo sport ed è stato invitato ad andare a vivere a Madrid per iniziare gli studi universitari e partecipare agli allenamenti in preparazione alle Olimpiadi di Roma, che sarebbero state disputate nel 1960.

“Ho vissuto per due anni a Madrid, ho fatto il corso preparatorio per l’università e abitavo in una residenza per sportivi di élite, ma per tutto quel periodo mi sono chiesto cosa avrei fatto della mia vita, le domande più profonde che la persona debba porsi”.

Un giorno un compagno di questa residenza gli ha chiesto di accompagnarlo in un centro dell’Opus Dei. Luis Felipe, senza sapere cosa fosse, ha accettato, ma il suo amico ha dimenticato l’appuntamento e non si è presentato. “Sono andato al cinema, non ho dato importanza alla cosa”, ha spiegato colui che oggi è sacerdote.

La seconda volta che è stato invitato ha accettato. “Anche se non sapevo nulla dell’Opus Dei, mi è piaciuto moltissimo l’ambiente. Pregavano e studiavano. Mi sono sentito molto a mio agio in quel luogo”.

“Poi ho avuto gare per tutta l’estate. Prima che finisse il 1959 avevo chiesto l’ammissione all’Opus Dei come numerario”.

Nel 1961 sono iniziati i preparativi per i giochi latinoamericani, ai quali ha partecipato nel salto in lungo e nel salto triplo. “La Federazione mi ha offerto di andare a Roma per prepararmi alle Olimpiadi. L’unica cosa che ho chiesto è stata di non rimanere in un Centro di Alto Rendimento e mi è stata concessa, e così mi sono allenato due anni”.

Conciliare la sua vocazione all’Opus Dei con l’atletica non è mai stato molto difficile, ammette padre Areta. “Ho dovuto sforzarmi, organizzarmi, ma la grazia di Dio fa tutto”. “La cosa più importante è lottare, sentire che Dio è con te, avere pace. Se sai di essere figlio di Dio non serve molto altro”.

Essere numerario dell’Opus Dei implica essere celibe e rinunciare al matrimonio, ma padre Luis Felipe assicura di non aver mai avuto problemi per il fatto di vivere in modo diverso dagli altri suoi compagni. “Mi hanno sempre rispettato e io rispettavo chi viveva in un altro modo. Parlavo della mia vita con le persone, perché eravamo amici, in modo molto naturale”.

MULTIPAGE_SEPARATOR

Tra la vita offerta a Dio e allo sport ci sono molte cose in comune, ha aggiunto. “Fai penitenza allo stesso modo in cui ti devi allenare, perché vuoi raggiungere un bene maggiore, una meta più elevata”.

“Dividere il tempo di studio con l’allenamento non era una cosa facile, ma lo facevo per Dio e per questo cercavo di farlo molto bene. L’essenziale è superare le difficoltà, perché nella vita dobbiamo avere uno spirito sportivo, bisogna cominciare e ricominciare ma sempre con una meta. E con gioia. Nella vita non ti eliminano al terzo tentativo e bisogna sempre ricominciare. Il tentativo più importante che abbiamo è quello di questo momento”.

Nel periodo in cui si è preparato a Roma ha incontrato varie volte il fondatore dell’Opus Dei. “Ricordo che San Josemaría mi disse: ‘È molto positivo che ti prepari per le Olimpiadi, ma allo stesso tempo che ti prepari anche per il salto finale, anche se avverrà tra molto tempo. Avrai difficoltà, gioie, dolori, ma tutto questo ti deve preparare al salto finale’”.

“Mi ha detto: ogni volta che sei concentrato a saltare, ricorda che Dio ti sorride”.

Dopo vari infortuni, padre Luis Felipe ha pensato che fosse il momento di ritirarsi dall’atletica. Ha vissuto in varie città spagnole nelle quali l’Opus Dei ha scuole e diverse iniziative, finché nel 1980 non è stato ordinato sacerdote.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

  • 1
  • 2
Tags:
sacerdotisporttestimonianze di vita e di fede
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni