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Le meravigliose immagini del matrimonio di una consacrata con Cristo

© Diocesi di Fort Worth
Consacrata sposa Cristo
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L'esempio di Jessica Hayes delle oltre 500 "spose di Cristo" in Italia

E’ notizia di pochi giorni fa quella della scelta di una giovane donna americana di divenire letteralmente “sposa di Cristo” tramite la cerimonia di consacrazione come “Vergine consacrata”, una condizione particolare che non è assimilabile al divenire suora o monaca.

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La sposa americana
Si tratta di Jessica Hayes, professoressa di teologia di una scuola superiore che all’età di 38 anni, nella cattedrale di Fort Wayne (Indiana, USA). Si aggiunge ad altre 230 donne che negli Stati Uniti hanno optato per entrare nell’Ordo virginum

Come riporta l’Huffington Post:

Le vergini consacrate a differenze delle suore non emettono voti specifici, non hanno alcun abito o segno esteriore che le distingua e il loro superiore è il vescovo che ha celebrato pubblicamente la loro consacrazione. Le donne che scelgono di appartenere all’Ordo virginum si impegnano a vivere nella verginità per sempre e non devono mai essere state sposate, né aver praticato in passato una vita contraria alla castità. Per il resto, la loro esistenza è molto simile alla vita quotidiana della maggior parte delle persone comuni e in tal senso queste donne si mantengono con il loro lavoro, non necessariamente svolto in ambito ecclesiale.

 

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E in Italia?
Secondo i dati raccolti nel 2013, le vergini consacrate sono più di 500 e circa 450 in formazione, andando a cercare informazioni sul sito che raccoglie le indicazioni pastorali e le diocesi che hanno vergini consacrate nelle loro parrocchie si scopre come questa sia forse tra le più antiche forme di consacrazioni femminili della storia del cristianesimo, risalente ai primissimi secoli e rivitalizzata dopo il Concilio Vaticano II.

Tra i doni dello Spirito alla santa Chiesa di Dio si deve riconoscere l’Ordo Virginum: «È motivo di gioia e di speranza vedere che torna oggi a fiorire l’antico Ordine delle Vergini, testimoniato nelle comunità cristiane fin dai tempi apostolici. Consacrate dal Vescovo diocesano, esse acquisiscono un particolare vincolo con la Chiesa, al cui servizio si dedicano; pur restando nel mondo, esse costituiscono una speciale immagine escatologica della Sposa celeste e della vita futura, quando finalmente la Chiesa vivrà in pienezza l’amore per Cristo Sposo»: così Giovanni Paolo II nell’Esortazione apostolica “Vita Consacrata” (1996).

«La castità “per il regno dei cieli” (Mt 19,12) libera in maniera speciale il cuore umano, così da accenderlo sempre più di carità verso Dio e verso tutti gli uomini» (Concilio Vaticano II, Decreto Perfectae caritatis, n. 12) . I più antichi libri liturgici mostrano che il rito della consacrazione delle vergini ha utilizzato linguaggi e segni della celebrazione del matrimonio. Si mette così in evidenza che, nella vita cristiana, matrimonio e verginità manifestano e attualizzano, in modo diverso e con reciproco arricchimento, l’alleanza sponsale di Dio con il suo popolo (Nota pastorale dell’Ordo virginum).

 

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