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Alcuni consigli sul matrimonio che non dovreste seguire

© Public Domain / Youtube
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E un video divertente da vedere...

Becky Roach

Questo video di Buzzfeed contiene molti fatti relativi al matrimonio, ma sono tutti veri? Non potete credere a tutto ciò che leggete o sentite al giorno d’oggi!

Becky, vuoi prendere Jared come tuo marito? Prometti di essergli fedele nella buona e nella cattiva sorte, nella salute e nella malattia, e di amarlo e onorarlo tutti i giorni della tua vita?

Non sono sicura di come sia possibile sentire come se fosse successo solo ieri e allo stesso tempo come se fosse stato tanti anni fa che questa parola ha cambiato per sempre il corso della mia vita. . Quando ripenso a quel giorno, i miei ricordi e i miei sentimenti sono vividi. Il mio cuore palpita di gioia, entusiasmo e amore per mio marito. Non avevo idea del viaggio che stavo iniziando. Molte risate, lacrime, lotte… e sono passati solo undici anni? Nella nostra vita siamo stati benedetti da splendidi esempi di matrimoni cristiani. Spesso sono state le parole e la guida di queste coppie a guidarci e a incoraggiarci, ma con il tempo ho scoperto che non è che la saggezza di chiunque sia la nostra saggezza. Oggi vorrei condividere con voi tre consigli che abbiamo ricevuto da novelli sposi e che non hanno funzionato per il nostro matrimonio.

1. Non andate mai a letto arrabbiati. – Lo so, lo so. È uno dei pezzi forti cristiani a livello di consigli matrimoniali. È perfino radicato nella Bibbia. Efesini 4, 26. Sto affermando di saperne più di Paolo quando ci dice “Non tramonti il sole sopra la vostra ira”? No, ma non penso che Paolo mi sia mai stato intorno quando sono estremamente stanca, emotiva e irrazionale. Non è piacevole e sicuramente non è biblico. Alle due del mattino, in genere sono un fascio di nervi. Nei nostri primi anni di matrimonio abbiamo fatto attenzione a questo consiglio. Nessuno di noi andava a letto finché non avevamo risolto qualsiasi problema si fosse presentato. Ciò che accadeva in genere era che ci allontanavamo talmente dal disaccordo iniziale che non riuscivamo a ritrovare il bandolo della matassa. Queste discussioni finivano con tutti e due sdraiati a piangere sul pavimento in mezzo al nostro appartamento. (Sì, facevo piangere mio marito. Ho un modo tremendo di parlare che può spezzargli il cuore). Dopo circa quattro anni di matrimonio, abbiamo iniziato a capire che il problema non era tanto “il problema” di cui stavamo discutendo, quanto piuttosto il fatto che eravamo entrambi esausti. Abbiamo deciso che anziché trascorrere tutta la notte a discutere delle questioni che ci affliggevano avremmo recitato una preghiera stringendoci le mani e ci avremmo dormito su. Molto spesso, la prima cosa che ci diciamo la mattina dopo è “Mi dispiace”. Questa soluzione ha portato molta più pace in casa nostra.

Il nostro nuovo consiglio: Nessuna discussione importante dopo le 23.00. Se non riuscite a mettervi d’accordo su una cosa, fermatevi e pregate. Riprendete la discussione la mattina dopo dopo un po’ di sonno e molta preghiera.

2. Imparate a scendere a compromessi. – Il compromesso significa “accettare standard inferiori a ciò che è desiderabile”. Che cosa tremenda in un matrimonio! Con un compromesso, nessuno dei coniugi raggiunge davvero ciò che vuole. Questo promuove una cultura di amarezza e infelicità in casa. “Tu dai poco, io do poco” fa sì che una persona senta sempre di dare molto mentre l’altra dà molto poco. Anche quando non è vero, spesso percepiamo che diamo di più perché non siamo mai realmente soddisfatti nel compromesso.

Il nostro nuovo consiglio: Pregate che Dio ci insegni “a dare senza far calcoli” (Preghiera per la Generosità di Sant’Ignazio). Piuttosto che arrivare a un compromesso per riuscire ad avere anche una piccola parte di ciò che vogliamo, date tutto. Cercate di superare il vostro coniuge in generosità e servizio. Nella nostra esperienza, abbiamo imparato che siamo molto più felici quando diamo il 100% che quando ci accaparriamo il nostro 50%. Nel nostro cuore succede qualcosa che ci permette di muoverci dal volere che le cose siano “giuste” all’offrire la nostra vita per il nostro coniuge.

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