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8 modi per capire gli altri

Molly Sabourin-cc
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Il Giubileo della Misericordia che chiede papa Francesco è quello della comprensione?

L'umanità intera ha bisogno di accostarsi alla misericordia di Dio, e ciascuno in particolare desidera la misericordia divina per sé.

La misericordia è la compassione del nostro cuore di fronte alla miseria spirituale o materiale dell'altro.

Come possiamo diffondere questo spirito di misericordia? Ci sono vari modi. Uno di questi, che possiamo mettere in pratica e diffondere ogni giorno nel nostro ambiente, è cercare di capire gli altri.

Ogni giorno ci offre molte opportunità di metterci nei panni dell'altro per comprenderlo meglio.

Tutti abbiamo bisogno di trovare qualcuno che ascolti e condivida i nostri sentimenti e le nostre idee in un momento determinato. Tutti sentiamo questa necessità interiore di essere compresi dagli altri.

Ma siamo capaci di comprendere gli altri: sposi, figli, genitori, parenti, amici, vicini, colleghi…?

Il valore della comprensione è fondamentale per gestire bene i rapporti con chi ci circonda. Basta semplicemente saper ascoltare con l'atteggiamento di comprendere.

All'università avevamo un professore che chiamavamo amichevolmente “il miglior amico dell'uomo”, perché ispirava fiducia e sapeva ascoltare. Molti allievi gli raccontavano i propri problemi. Egli ascoltava serenamente e spesso non rispondeva nulla o dava una semplice risposta tranquillizzante del tipo: “Il tuo problema ha una soluzione”.

Sorprendentemente, l'allievo si sentiva sollevato, sicuramente per il fatto di sentirsi ascoltato.

– Per comprendere gli altri, prima dobbiamo conoscere le nostre debolezze, accettarci e perdonarci.

– Imparare ad ascoltare usando i cinque sensi di modo che il nostro interlocutore sia certo del nostro interesse per lui.

– Chiederci cosa faremmo e come reagiremmo trovandoci nella stessa situazione.

– Non dare giudizi prematuri; prima si devono conoscere tutti gli aspetti di una situazione, bisogna chiedere. Chiedendo dimostriamo il nostro interesse.

– Accettare che di fronte allo stesso fatto le persone reagiscano in modo diverso.

– Tranquilizzare, rasserenare, minimizzare il problema, almeno sul momento.

– Comprendere non è lo stesso che condividere. Non devo cedere sui miei principi.

– Cercare le possibilità e le opzioni di soluzione. È la parte più attiva della comprensione, perché non ci limitiamo ad ascoltare e a sapere cosa succede. Se è opportuno, in quel momento, bisogna consigliare. “Ti capisco, quale soluzione possiamo cercare?”

Si capisce che comprendere è molto più di tollerare o sopportare. È tutto il contrario di giudicare, criticare, colpevolizzare, ridicolizzare, far vergognare o ironizzare.

Comprendere è scusare. Cristo ha scusato tutti noi quando dalla croce ha detto: “Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno”.

Se nel Giubileo della Misericordia ogni cristiano metterà in pratica la compassione e la comprensione, staremo riflettendo la misericordia di Dio.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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