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Delegazione di musulmani in visita alla Sindone

© Mohammed HOSSAM / AFP
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Fratelli e cittadini dello stesso mondo

Abbiamo deciso di venire per dare un segnale, per dire che siamo tutti cittadini di questo Paese e di questa città. La Sindone avvicina cristiani e musulmani e, nel mondo dilaniato dalle divisioni, invita a essere fratelli»: è un messaggio di pace e di dialogo quello venuto ieri da un gruppo di musulmani che hanno visitato il sacro telo esposto nel duomo di Torino. Della delegazione facevano parte il presidente della Lega imam e predicatori delle moschee in Italia, Mohamed Bahreddine, e il portavoce del Centro interculturale Mecca, Amir Younes

«Bisogna essere forti e insieme dire no a ogni forma di violenza e di terrorismo e sì alla convivenza: oggi ne abbiamo davvero bisogno», hanno spiegato, ricordando che «anche alle nostre feste per la fine del Ramadan ci sono sempre rappresentanti della Chiesa».

Bahreddine — riferisce l’Ansa — ha descritto i minuti trascorsi di fronte alla Sindone «un viaggio nel tempo e nella storia, in cui abbiamo visto la figura di Gesù nella visione dei fratelli cristiani». «C’è qualcosa che tocca l’anima — ha aggiunto Younes — e quando succede questo è perché sei nell’ambito della religione. Abbiamo visto come sia un momento che raggruppa le persone verso la pace, un momento di cui oggi abbiamo molto bisogno ed è quello che speriamo accada anche nei nostri territori dove si fa la guerra per niente».

«Sono contento di questa partecipazione», ha commentato don Augusto Negri, direttore e presidente del Centro diocesano per il dialogo cristiano-islamico Federico Peirone. È il segno di «una volontà di integrazione e accoglimento delle differenze religiose e culturali».

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