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Perché la tolleranza non si estende ai fedeli cattolici?

Jeffrey Bruno
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La “psicopolizia” governa la nostra società secolarizzata

In un'ulteriore dimostrazione di tolleranza selettiva da parte dei radicali culturali, ecco questa storia riferita da Crisis Magazine. Riporto qualche estratto dell'articolo:

Nel loro zelo per difendere gli studenti da qualsiasi commento o opinione che possa urtare i loro sentimenti, molti professori [in questo caso della Marquette University] hanno creato “spazi sicuri” nelle loro aule – controllando tutte le conversazioni allo scopo di assicurare che nessuno venga mai offeso… [La professoressa Cheryl Abbate] ha spiegato che l'aula non è un [luogo per studenti che dubitano] sul valore del “matrimonio” omosessuale. Conversazioni di questo tipo dovevano essere tenute in segreto per non offendere gli altri… Uno studente ha deciso di parlare della questione con la Abbate dopo la lezione… Lo studente ha detto: “Devo essere del tutto onesto con lei. Non sono d'accordo con il matrimonio omosessuale…” La professoressa ha replicato: “Ok, ci sono alcune opinioni che non sono appropriate, che sono dannose”.

Quando lo studente ha risposto: “È mio diritto in quanto cittadino americano”, la Abbate ha risposto: “In realtà in questa classe lei non ha un diritto… di esprimere commenti omofobici, commenti razzisti, commenti sessisti… Le dico subito che in questa classe i commenti omofobici, i commenti razzisti e i commenti sessisti non verranno tollerati. Se non le sta bene, è liberissimo di cancellarsi da questa lezione”.

Nello “spazio sicuro” creato dalla Abbate, gli studenti omosessuali hanno il diritto di non essere offesi… Ma che ne è degli studenti cattolici? C'è uno spazio sicuro per loro?… Per la Abbate, è indiscutibile avere una politica di spazio sicuro che sia sicura solo con coloro che sono d'accordo con lei sul valore del “matrimonio” omosessuale.

A dicembre, la Marquette ha privato il professor John McAdams del suo insegnamento e di altri doveri di facoltà per il fatto di aver bloggato sulla questione che ha coinvolto la Abbate. Secondo McAdams, lo studente coinvolto nel confronto con la professoressa ha parlato con lui dell'incidente, e McAdams lo ha riportato nel suo blog, Marquette Warrior. [N.B. Anche la professoressa Abbate] aveva scritto dell'incidente sul suo blog ma non è stata sanzionata per aver portato alla luce la vicenda…” [L'articolo completo può essere letto qui: Crisis Magazine online: Catholicism is Considered Unsafe at Marquette]

Benvenuti alla “tolleranza” come definita dai radicali secolari. Nel loro lessico, “tolleranza” è “il tuo diritto, in realtà il tuo dovere di essere d'accordo con me”. “Vivi e lascia vivere” significa “Hai il diritto di vivere solo dove dico io e nei termini che stabilisco io”. La “bigotteria” si applica solo a coloro che si esprimono contro le classi che loro dicono essere oppresse. I “fobici” (come nel caso degli omofobi) sono quelli che si oppongono alla loro agenda. L'“odio” esiste solo contro le classi che loro dicono essere “protette” e che loro hanno definito “oppresse”. Apparentemente, non è possibile che i conservatori religiosi o sociali siano oggetto di odio, visto che l'odio deriva solo dai conservatori sociali. O almeno così sembra in base al loro comportamento e alle loro politiche. E ben pochi li metteranno in discussione su questo aspetto per via del sostegno dei media secolari e della pressione ad essere politicamente corretti.

Papa Benedetto XVI ha parlato spesso della “dittatura del relativismo”. Essenzialmente, significa che quando una cultura decide che non c'è una base fondamentale di verità (derivante dalle Scritture o dalla legge naturale), il risultato è che non c'è una base reale per la discussione o la risoluzione delle questioni. In questo modo, chi “vince” si basa non sulla ragione, ma su chi grida più forte e/o ha più potere, più denaro o più influenza politica.

In un mondo relativista, la via non è quella di fare appello alla ragione per riferimento alla legge naturale (in filosofia) o a principi costituzionali (nel discorso politico), o alla Scrittura e alla Tradizione (in teologia). Piuttosto, è quella di ottenere potere e implementare un'agenda che esclude tutti i punti di vista opposti. Addio alla ragione basata su principi concordati; benvenuta alla tirannia radicata semplicemente nell'opinione e nel potere.

Le rivoluzioni che cavalcano l'onda della “libertà” spesso sfociano in un regno di terrore, perché coloro che affermano di essere oppressi, soppressi e repressi assumono il loro nuovo potere e diventano essi stessi perpetratori di oppressione, soppressione e repressione verso chiunque ritengano trovarsi dal lato “sbagliato” di una questione.

Aspettiamoci una dose ancor maggiore di questa “tolleranza” da parte dei radicali sociali. La dittatura del relativismo è sfociata in un clima velenoso e pericoloso, che lascia poco spazio a qualsiasi vera discussione o tolleranza. E ricordiamoci che ciò che i radicali sociali intendono parlando di tolleranza non ha niente a che vedere con il fatto di tollerare voi… a meno che, ovviamente, non apparteniate a una classe o a un gruppo che sostengono.

Richiederà sempre più coraggio da parte di quelli di noi che ancora pensano all'amore come a qualcosa di più elevato di noi stessi. E se pensate che sia un'esagerazione, cercate solamente di puntare alla legge naturale, alla Costituzione o alla Scrittura, e tenetevi forte in vista del disprezzo immediato che vi pioverà addosso. E non importa che Marquette sia (in teoria) un college cattolico, in cui ci si potrebbe aspettare che l'insegnamento cattolico venga quantomeno spiegato e abbia un suo spazio. I radicali non hanno alcuna paura di questo e purtroppo si sono infiltrati a tal punto da operare senza intralcio anche in molti (anche se non tutti) college cattolici.

L'orgoglioso riferimento a quella che alcuni chiamano tolleranza non è assolutamente tale. Puoi essere certo, caro lettore, che se sei un cattolico che accetta l'insegnamento della Chiesa sugli atti e sul matrimonio omosessuali e su molte altre questioni morali fondamentali, la loro nozione di tolleranza non include te.

Monsignor Charles Pope è parroco della parrocchia Holy Comforter-St. Cyprian di Washington, D.C. Ha frequentato il Mount Saint Mary’s Seminary ed è laureato in Divinità e Teologia Morale. È stato ordinato nel 1989 e nominato monsignore nel 2005. Ha condotto uno Studio Biblico settimanale al Congresso degli Stati Uniti e alla Casa Bianca, rispettivamente per due e quattro anni.Questo articolo è stato pubblicato in origine sul suo blog sul sito web dell'arcidiocesi cattolica di Washington.

[Traduzione dall'inglese a cura di Roberta Sciamplicotti

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