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Pedofilia, papa Francesco: “la priorità non è evitare lo scandalo”

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Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 05/02/15

Appello del pontefice ai vescovi del mondo per collaborare con Commissione per tutela minori e riparare alle "ingiustizie del passato"

Continuare a fare tutto il possibile per sradicare dalla Chiesa la piaga degli abusi sessuali sui minori e aprire una via di riconciliazione e di guarigione in favore di coloro che sono stati abusati: queste le due principali direttrici dell’attività della Pontificia Commissione per la tutela dei minori istituita da Papa Francesco nel marzo scorso.

Alla vigilia della prima riunione plenaria della stessa Commissione che lavorerà in Vaticano da domani fino a domenica, è lo stesso pontefice a precisare l’ambito di operatività dell’organismo attraverso una lettera inviata il 2 febbraio ai Presidenti delle Conferenze episcopali e ai Superiori degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica il cui testo è stato diffuso oggi dalla sala stampa della Santa Sede.

La Commissione, nelle intenzioni di papa Francesco, si pone come strumento per promuovere l'impegno dell'intera Chiesa ai vari livelli “a mettere in atto le azioni necessarie per garantire la protezione dei minori e degli adulti vulnerabili e dare risposte di giustizia e di misericordia”.

Le famiglie – afferma Bergoglio che nel luglio scorso ha incontrato personalmente delle vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti – devono sapere che la Chiesa non risparmia sforzi per tutelare i loro figli e hanno il diritto di rivolgersi ad essa con piena fiducia, perché è una casa sicura”.

Senza mezzi termini l’indicazione di Francesco in materia: “non potrà, pertanto, venire accordata priorità ad altro tipo di considerazioni, di qualunque natura esse siano, come ad esempio il desiderio di evitare lo scandalo, poiché non c'è assolutamente posto nel ministero per coloro che abusano dei minori”.

Bergoglio rivolge un appello ai vescovi e ai superiori affinché prestino una “piena e attenta collaborazione” con la Commissione e chiede lo scambio “di prassi-virtuose e programmi di educazione, formazione e istruzione per quanto riguarda la risposta da dare agli abusi sessuali”.

Vescovi e superiori devono "verificare che nelle parrocchie e altre istituzioni della Chiesa sia garantita la sicurezza dei minori e degli adulti vulnerabili". Sono inoltre esortati a “individuare programmi di assistenza pastorale, che potranno avvalersi dell'apporto di servizi psicologici e spirituali" e a essere "disponibili all'incontro con le vittime e i loro cari".

A monte dell’impegno degli ordinari diocesani, c’è la necessità della piena attuazione alla Lettera circolare emanata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, il 3 maggio 2011, per aiutare le Conferenze Episcopali nel preparare linee-guida per il trattamento dei casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici. “E' importante – scrive papa Francesco – che le Conferenze Episcopali si dotino di uno strumento per la revisione periodica delle norme e per la verifica del loro adempimento”.

La speciale responsabilità per il bene dei minori e degli adulti vulnerabili, deve tradursi, raccomanda papa Francesco ai vescovi nell’adempiere al dovere di “riconoscere umilmente e di riparare le ingiustizie del passato” e essere sempre fedeli al compito di “proteggere coloro che Gesù predilige”.

“Il pontefice – ha sottolineato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi – ha inteso lanciare l’inizio dell’attività della Commissione per la tutela dei minori che nei prossimi giorni si riunirà per la prima volta al completo dopo la nomina di nuovi membri da varie parti del mondo. Al contempo ha ribadito i temi fondamentali dell’ascolto delle vittime e dell’attuazione delle linee guida”.

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