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Conchita Wurst a Sanremo. Anche voi avreste reagito così?

Ⓒ Albin Olsson/Wikipedia/Creative Commons
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Cattolici in protesta. C’è chi invita al boicottaggio del canone contro l’esibizione della nota drag queen

E' la drag queen più in voga. Un travestito che ha deciso di tenere la barba «perché se non si danneggia nessuno si può fare qualsiasi cosa, anche essere una donna barbuta». Lei è l'austriaca Conchita Wurst, salita agli onori delle cronache per la vittoria al concorso canoro Eurovision Song Contest 2014. Al festival della canzone italiana canterà quasi certamente il suo nuovo singolo “Heroes” e la sua esibizione è prevista l' 11 febbraio. 

ATTIVISTA LGBT
Conchita è un'attivista per i diritti Lgbt e da tempo lotta per il loro riconoscimento (Vanity Fair, 5 gennaio). Adesso la ritroveremo ospite al festival di Sanremo. La direzione artistica ha deciso di invitarla e farla esibire, scatenando polemiche nel mondo cattolico, come riporta Fanpage.it (3 febbraio). 

"BAMBINI LONTANI DALLA TV"
«Vergogna Rai, vergogna Italia. Facciamo girar la voce e teniamo noi e i nostri bambini lontani dalla tv. Un vero boicottaggio di tutti i cattolici italiani non potrà passare inosservato», è il testo del comunicato pubblicato sul sito cattolico tradizionalista Radio Spada (30 gennaio)

BOICOTTA IL CANONE
Contro la partecipazione del travestito a Sanremo è insorto anche il movimento politico Italia Cristiana, guidato da Francesco Verduchi, candidato sindaco a Rome alle ultime elezioni comunali del 2013. Il movimento ha invitato a boicottare il pagamento del canone Rai in segno di protesta: «boicotta Sanremo, ferma la dittatura gender-omosessualista – è il testo – Sanremo 2015, Rai 1, Conchita Wurst tra gli invitati speciali. Noi paghiamo il canone RAI e con i nostri soldi loro fanno propaganda gender-omosessualista». 

PROPAGANDA GENDER
Fanpage cita il gruppo “Amici di Pontifex”, che così si esprime sulla vicenda: «Domanda: quanti soldi di ingaggio la Rai darà a Conchita Wurst? E perché io che non condivido quella ideologia devo pagare? Chi dissente da questo pagamento ingiusto, si accodi, grazie».

IN PRIMA PAGINA CONTRO LA RAI
Tra i più critici anche il giornalista Mario Adinolfi, che ha definito il suo giornale La Croce, «l'unico che in prima pagina protesta contro la Rai che paga un cachet a sei cifre per far fare propaganda all'ideologia gender a Sanremo a Conchita Wurst. Con coraggio, a difesa della verità naturale delle cose e a difesa dei diritti dei nostri figli». 

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