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Charles Townes, inventore del laser, vincitore del Premio Nobel e credente in Dio

Public Domain/Wikimedia Commons

John Burger - Aleteia - pubblicato il 03/02/15

Nominando Townes per il Premio Templeton, David Shi, presidente dell’Università Furman, ha scritto: “Egli sottolinea che sia gli scienziati che i teologi cercano una verità che trascende la comprensione umana attuale, e visto che entrambe le prospettive sono umane e cercano di spiegare e di trovare senso nell’universo, entrambe sono piene di incertezze. Gli scienziati propongono ipotesi a partire da postulati, a partire da idee che, in ultima istanza, non possono essere verificate. Come la religione, la scienza si basa quindi su una forma di fede”.

Shi aggiungeva: “Charles Townes ha aiutato a creare e a sostenere il dialogo tra la scienza e la teologia. Ha quindi dato un grande contributo al progresso del mondo in termini di comprendere e abbracciare la meraviglia della creazione di Dio”.

L’agenzia Associated Press ha ricordato altri particolari della vita dello scienziato. Townes era membro del corpo docente della Columbia University quando realizzò la maggior parte del lavoro che lo ha reso uno dei tre scienziati a condividere il Premio Nobel per la Fisica nel 1964 per la ricerca che ha portato alla creazione del laser. Gli studi di Townes, le cui basi disse molte volte che gli erano giunte “come una rivelazione religiosa”, hanno applicato la tecnica di microonde impiegata nella ricerca bellica di radar per indagare sulla spettroscopia, la dispersione della luce di un oggetto nei suoi colori componenti. Egli ha intravisto che quello avrebbe offerto una nuova finestra alle strutture di atomi e molecole e una nuova base per controllare le onde elettromagnetiche. Le sue idee hanno finito per portare alla creazione del primo laser.

Nato il 28 luglio 1915, figlio di genitori battisti che abbracciavano un’interpretazione aperta della teologia, Townes trovò la sua vocazione durante il secondo anno all’Università Furman. Conseguì un post-lauream in Fisica presso l’Università di Duke e un dottorato presso l’Istituto di Tecnologia della California.

Nel 1941 si sposò con Frances Hildreth, e durante la Seconda Guerra Mondiale disegnò sistemi di radar di bombardieri per i Bell Laboratories. Nel 1948, tre anni dopo essere entrato nella facoltà di Columbia, Townes ebbe l’ispirazione di creare il predecessore del laser, il “maser”, mentre aspettava seduto su una panchina del parco a Washington per fare colazione in un ristorante che non era ancora aperto. Gli scienziati erano perplessi per i possibili modi di creare onde più corte, ma la soluzione apparì all’improvviso a Townes in quelle tranquille ore mattutine: un momento che egli paragonò a una rivelazione religiosa.

Townes elaborò allora una teoria sull’uso di energia di microonde per far sì che le molecole si muovessero in modo abbastanza rapido da creare un’onda più corta.

Nel 1954 la teoria si trasformò in realtà quando Townes e i suoi allievi svilupparono il “maser” (microwave amplification by stimulated emission of radiation, o “amplificazione di microonde per emissione stimolata di radiazione”). Dimostrando che i maser potevano essere fatti per operare in capacità ottiche e infrarosse, Townes pubblicò nel 1958, insieme al cognato Arthur L. Schawlow, professore di Stanford, una teoria sulla viabilità di maser ottici e infrarossi, o laser.

Un laser controlla il modo di liberazione di fotoni, o particelle di luce, da parte di atomi energizzati. Oggi i laser svolgono compiti che vanno dal taglio di metalli alla correzione di difetti alla vista, passando per la rimozione dei tatuaggi, ma i suoi inventori dicono che non avevano previsto niente di tutto ciò.

“Sapevo che ci sarebbero state molte applicazioni per il laser”, ha detto Townes nel 2001 alla rivista Esquire, “ma non ho mai pensato che avremmo raggiunto tante cose con questo mezzo”. Altri scienziati hanno costruito i primi laser funzionali, ma Townes ha diviso il Premio Nobel del 1964 con due russi perché è stato il suo lavoro che ha portato alla creazione della tecnologia.

“Ho la sensazione di aver ‘lavorato’ molto raramente nella vita”, dichiarava a Esquire. “Anziché ‘lavorare’, sento che quello che faccio è divertirmi molto. Faccio esplorazioni, partecipo a una specie di ‘gioco’, risolvo rompicapi e mi diverto, e per qualche ragione le persone hanno deciso di pagarmi per farlo! Ufficialmente sarei dovuto andare in pensione da anni, ma pensione da che? Perché smettere di divertirmi?”

Charles Hard Townes è stato nominato professore della Columbia University nel 1950, e in seguito è stato preside del Dipartimento di Fisica della stessa università. È stato nominato Rettore e docente di Fisica presso il Massachusset Institute of Technology (MIT) nel 1961, e nel 1967 è passato a Berkeley.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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Tags:
fede e scienza
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