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Pedofilia e scuola: due casi sospetti a Roma

© ambrozinio/SHUTTERSTOCK
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Don Di Noto (Meter): "I genitori vigilino su cosa accade ai propri figli"

La cronaca di Roma del Messaggero di oggi offrono due casi separati ma simili di pericolo per il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza a causa di orchi di vario tipo. Il quotidiano della capitale racconta di uno psicologo dell’infanzia che fa l’esibizionista nei parchi giochi, davanti alle scuole o vicino alle parrocchie in un tour a tutto campo che va dal quartiere Prati, fino al litorale di Ostia. E’ stato fermato grazie alla segnalazione dei genitori che hanno comunicato la targa dell’auto dell’uomo alle autorità. Auto con la quale pedinava i ragazzini. L’altro fatto è la segnalazione fatta da alcuni studenti di Tivoli che erano inquieti a causa delle foto che un loro professore faceva in classe. La denuncia ha portato al ritrovamento da parte degli inquirenti di materiale pedopornografico nel pc del docente romano, sebbene non riconducibile ad alunni del professore.

La scuola, il mondo dell’adolescenza e dell’infanzia, sotto assedio dunque? Non generalizziamo, ma certo la vigilanza da parte dei genitori deve essere molto alta. Come dice anche Don Fortunato di Noto, fondatore di Meter, da anni in trincea contro la pedopornografia in rete, contattato da Aleteia per un commento: “Il problema è proprio questo. Ci sono sempre stati nella storia, maestri e pedagoghi che hanno trasmesso disvalori. Dalla Grecia antica ad oggi che per le loro opinioni o per proprie devianze abusavano degli alunni. Di fronte alla grande responsabilità educativa che essi hanno nel dover far crescere i ragazzi come buoni cittadini la nostra vigilanza deve essere altissima”

La scuola è un altro fronte nella lotta alla pedofilia? Com’è possibile fare gli educatori così?
“Mi viene da domandarmi che ambiente sociale e culturale ha nutrito questi educatori? Durante la Shoah ci si chiedeva come fosse possibile che uomini come noi siano diventati carnefici crudeli dell’umanità. Di fronte a questi soggetti dobbiamo porci la stessa domanda”

Stiamo sdoganando ogni tipo di approccio alla sessualità?
“Proprio oggi Roberto Saviano ci dice che non esiste più la normalità, che tutto va bene e che i bambini possono apprendere tutto senza filtri, che il tema dell’omosessualità è un tabù per gli adulti e non per i bambini. Senza voler accostare minimamente – sia chiaro – queste due realtà, è l’idea che tutto sia acquisibile senza alcuna mediazione che fa scattare invece l’idea che sia “vietato vietare”. Ecco che poi non ci sono comportamenti censurabili e i ragazzi – che sono spugne – imitano tutto quello che vedono. Non possiamo lamentarci se ragazzini di 13 o 14 anni postano sulle reti sociali foto ammiccanti o peggio (sexting in gergo, NdR), se poi in tv o sulla rete vediamo tutti fare tutto”

Cosa fare quindi?
“E’ bene leggere tutti i programmi di educazione alla relazionalità, alla sessualità che vengono proposti a scuola. Lo dico ai genitori soprattutto. Tanto la famiglia quanto la scuola sono custodi dei nostri figli, non possiamo né fare deleghe in bianco, né girarci dall’altra parte…”

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