Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
martedì 26 Gennaio |
Conversione di Paolo
home iconNews
line break icon

Festival della Scienza, AIDS e preservativi. La scomoda verità

@DR

Libertà e Persona - pubblicato il 06/11/14

Cosa c’entra il festival della scienza con la pubblicità dei preservativi? Uno strano concetto di educazione.

Cosa c’entra il festival della scienza con la pubblicità dei preservativi? Uno strano concetto di educazione.

“Lo dico senza giri di parole: credo che queste insegnanti dovrebbero vergognarsi.

Questa la sentenza apparsa su Wired nell’articolo “Festival della scienza: Aids, preservativi e insegnanti indignati“. Per chiarire di cosa stiamo parlando diciamo subito che gli insegnanti in questione, quelli che secondo l’articolo di Wired dovrebbero vergognarsi, sono quelli che a Genova, visitando una mostra all’interno del Festival della scienza 2014 dedicata all’AIDS, hanno protestato per la sponsorizzazione di quella sezione da parte della DUREX, sponsor che ha per l’occasione posto nello spazio dedicato un contenitore di preservativi da prendere e portare a casa.
Ma vediamo direttamente dalle colonne di Wired qual’è il motivo della condanna degli insegnanti:

Lo dico senza giri di parole: credo che queste insegnanti dovrebbero vergognarsi.
Esistono, nel mondo, delle verità scientifiche.
Una di queste è che l’AIDS è una malattia sessualmente trasmissibile, che colpisce ancora oggi milioni di persone, e che può essere controllata esclusivamente proteggendo i rapporti.
Cioè, usando il preservativo.
La generazione che queste insegnanti stanno facendo crescere tra le mura della loro scuola, non sente quasi più parlare di AIDS.
Rispetto ai figli degli anni ’90, per questi ragazzi (lo dicono molti sondaggi, anche recentissimi) l’uso del preservativo è legato quasi esclusivamente alla protezione da gravidanze indesiderate e, comunque, in crollo verticale: è infatti considerato scomodo, e soprattutto un po’ da sfigati.
Cosa dovrebbero fare delle rappresentanti dello Stato, e della scuola pubblica, davanti a dati così tragici, provenienti da tutto il mondo occidentale (alcuni studi indicano un aumento della diffusione dell’AIDS addirittura superiore al 20% tra i giovani 18-30 anni)?
Io credo – e mi sembra di dire una banalità terrificante – che dovrebbero fare educazione.
Educazione vuol dire spiegare i rischi e le possibili prevenzioni.
Educazione vuol dire prendere coscienza che i nostri giovani imparano il sesso su youporn, dove l’uso del preservativo è praticamente assente, e che nessun adulto li prende mai da parte per spiegare la differenza tra pornografia, amore e sesso.
Educazione vuol dire anche trattare argomenti delicati, importanti, a volte imbarazzanti, perché questo è quello che deve fare un insegnante, se vuole ritenersi tale.

Partendo dalla fine quello che colpisce è che l’autrice dell’articolo che dalla presentazione su Wired è una “Coordinatrice pedagogica” proponga un’idea abbastanza confusa di cosa sia l’educazione, infatti dei tre casi elencati solo uno riguarda l’educazione. Educare da “e-ducere” significa “cavar fuori”, riuscire a portare alla luce le buone inclinazioni della persona, vediamo dunque di quale educazione stiamo parlando.

-”Spiegare i rischi e le prevenzioni” non vuol dire educare, semmai dare istruzioni su rischi e prevenzioni.
-Quando l’autrice afferma “i nostri giovani imparano il sesso su youporn” e poi porta come problema che su youporn non si usano i preservativi, non sta parlando di educazione. Semmai si parla ancoora di “istruire” qualcuno sull’uso del profilattico, non di educare. E quando poi finalmente viene correttamente posta all’attenzione la differenza tra pornografia, amore e sesso non si capisce cosa questo c’entri col preservativo in quanto non contraddistingue uno dei casi rispetto all’altro. In poche parole, il contenitore dei preservativi aiutava a capire la differenza tra pornografia, amore e sesso?

  • 1
  • 2
  • 3
Tags:
aidseducazione sessuale
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
CATERINA SCORSONE
Cerith Gardiner
19 personaggi famosi orgogliosi dei propri figli con necessità sp...
2
SINDONE 3D
Lucandrea Massaro
L'Uomo della Sindone ricostruito in 3D. I Vangeli raccontano la v...
3
BABY
Mathilde De Robien
Nomi maschili che portano impresso il sigillo di Dio
4
Perdonare
Bret Thoman, OFS
I 4 passi del perdono secondo un esorcista
5
Silvia Lucchetti
A 18 anni, sola in ospedale: il pianto di un neonato mi ha ridato...
6
Tzachi Lang, Israel Antiquities Authority
John Burger
Un'iscrizione che riporta “Cristo nato da Maria” ritrovata in un'...
7
WOMAN,OUTSIDE,BORED
Gelsomino Del Guercio
Soffri di accidia? Scoprilo e segui i rimedi di un monaco del IV ...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni