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Modificare i ricordi e le emozioni? Ora si può

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Emanuele D'Onofrio - Aleteia - pubblicato il 02/09/14

Sarà possibile cancellare i lutti?

Balconi: Tecnicamente in parte si può fare. Non è come cancellare con la gomma, è assai più complesso, ma interferire con l’attività di codifica del ricordo è comunque possibile. Ma ci sono anche tecniche che riguardano le neuroscienze, ad esempio la stimolazione magnetica transcranica, la TMS, che comporta la generazione di un campo magnetico molto blando sulla superficie della testa, che va ad interagire con la corteccia cerebrale. Questa tecnica modifica molte funzioni, quella motoria, la memoria, ecc. Per esempio viene usata molto oggi, non ancora in Italia, per la cura della depressione, che in molti casi ha a che fare proprio con le memorie negative. In che modo? Va a potenziare i circuiti che chiamiamo del “reward”, dei meccanismi di ricompensa, cioè quei circuiti che in qualche modo ci creano benessere. Queste tecniche si usano già a livello sperimentale, e in alcune cliniche private per curare anche stati di demenza, come l’Helzeimer. Tutto ciò non è ancora presente, ma è un futuro molto prossimo: queste tecniche agiscono sull’attività sinaptica dei neuroni, che noi possiamo manipolare in qualche modo.

Quali sono le malattie che potranno essere trattate con queste tecniche?

Balconi: Le demenze, in prima linea, e poi tutte le patologie di natura neuropsicologica che hanno a che fare con situazioni traumatiche e anche con la depressione. Un altro ambito che trova riscontro è quello delle dipendenze, da alcol o droghe.

Ha qualche riserva di tipo etico su possibili usi di queste tecniche?

Balconi: Riserve etiche ne ho, per una posizione personale, nel senso che credo che la scienza debba essere sempre al servizio del benessere dell’uomo, e non è detto che queste tecniche possano essere sempre usate in modo funzionale. Discuto due piani: in primo luogo c’è l’effettiva usabilità in funzione di come il clinico possa usarle; e in secondo luogo credo che sicuramente possano essere efficaci, ma credo anche che sia importante mantenere pienamente funzionante un sistema secondo regole derivanti da meccanismi evolutivi. Come dicevo prima, i ricordi negativi servono all’uomo per imparare, anche i lutti sono un potente contesto di apprendimento per l’individuo, per costruire la personalità. Per cui, al di là dell’efficacia, queste tecniche non sono sempre le più funzionali in assoluto. In alcuni casi i ricordi negativi devono esserci: pensi ad un bambino che impara a relazionarsi con l’altro, attraverso le frustrazioni, ecc.

Quindi si può riscrivere la storia dell’uomo, giusto?

Balconi: Se parliamo di modificare molti dei funzionamenti che la nostra evoluzione ha portato, sicuramente sì. Noi siamo sicuramente degli organismi soggetti alla modifica della modificazione. Ma c’è un discorso di tempo. Questi meccanismi possono fare quello che l’evoluzione compie nel corso di molti secoli. Possono condensare processi di modificazione dell’organismo, e quindi anche del modo in cui l’uomo è ed interagisce con gli esseri viventi, in pochissimo tempo. Questo è un elemento potenzialmente rischioso. 

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Tags:
neuroeticaneuroscienze
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