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La comunione dei santi e quella degli amici

AFP PHOTO / Sam YEH

REPUBLIC OF KOREA, SEOUL : A South Korean girl lights candles at Myeongdong Catholic Cathedral in Seoul on December 24, 2011. Christmas is one of the biggest holidays celebrated in South Korea with Christians forming over half the population. AFP PHOTO / Sam YEH

Costanza Miriano - Il Timone - pubblicato il 01/09/14

Perché abbiamo bisogno degli amici nel cammino verso il cielo.

Un tempo quando pensavo alla comunione dei santi immaginavo una specie di tavolone rotondo, su in cielo, in cui un comitato centrale generale esecutivo amministrava le faccende umane, una specie di gigantesco consiglio dei ministri all’ennesima potenza, anzi onnipotenza, che governava il mondo quaggiù su delega del presidente del consiglio. San Francesco ministro delle Finanze, san Giovanni Bosco all’Istruzione, san Michele Arcangelo ministro della Difesa, santa Caterina ai Rapporti col Parlamento, santa Giovanna d’Arco l’avrei messa agli Esteri.

Adesso, pur non disdegnando certo l’intercessione dei santi – santa Teresina è indubitabilmente il mio agente letterario, tanto per cominciare, mentre santa Speranza di Gesù mi fa un po’ da nonna per i miei figli, suggerisce anche ai compiti in classe, qualche volta, se riesco a mandarla in classe (bisogna finire la novena in tempo) – mi sono fatta un’altra idea della comunione dei santi.

Nella mia comunione adesso ci sono i santi comuni, quelli che non sono stati canonizzati. Innanzitutto mi rivolgo spesso alle anime del purgatorio, le anime sante, appunto, che avendo bisogno delle nostre preghiere sono sempre molto sollecite ad accorrere in nostro aiuto. Io le uso spesso come sveglia, quando non ce l’ho o non voglio disturbare mio marito. Facciamo dei patti: chiedo alle anime sante di svegliarmi, e in cambio faccio dire una messa per loro, o magari prego una decina. Lo posso scrivere solo qui perché credo che su qualsiasi altro giornale verrei presa per pazza, ma qui lo posso dire: funziona. Le anime del purgatorio sono proprio fratelli e sorelle nostre, e ci danno una mano nelle nostre necessità.

Me lo ha insegnato una suora al catechismo, poi per qualche anno non mi sono ricordata di approfittare di questa fratellanza, fino a quando, una quindicina di anni fa un’altra suora non mi si è parata davanti, praticamente in mezzo alla strada. Stavo guidando. Per non prenderla sotto mi sono fermata. La suora è venuta al finestrino. “Grazie di essersi fermata!” Risposta pensata: “guardi che non mi sarei fermata, è lei che mi si è messa a un centimetro dal cofano”; risposta data: “Ma si figuri, mi dica”. Mi ha chiesto di portarla all’ospedale, doveva fare una fisioterapia e non aveva i soldi per il taxi. Così si era rivolta alle anime del purgatorio per chiedere un passaggio. Pare che quando mi ha visto passare ha sentito che ero io la persona giusta.  A parte che mi era sembrata buffissima, mi aveva fatto tornare in mente il suggerimento ricevuto tanti anni prima, e da allora anche io ricorro spesso a queste sorelle e fratelli maggiori (più che come radio taxi come dicevo come sveglia, navigatore, segretaria).

C’è poi un’altra comunione che mi sostiene, ed è quella con gli amici in carne ed ossa. Abbiamo bisogno degli amici, nel cammino verso il cielo. Gli amici di carne ed ossa, che ci facciano compagnia nella battaglia quotidiana. È vero che il nostro posto in trincea non lo può prendere nessun altro al posto nostro, ma è vero anche che nessuna trincea può essere occupata da un solo soldato. Bisogna avere dei compagni, a fianco, che ti diano una mano se sei ferito, che ti avvisino quando sta arrivando l’attacco, che ti diano da bere quando sei stremata, che ti riscaldino quando hai freddo.

Gli amici innanzitutto ti fanno vedere che vivere da cristiani è possibile. È possibile essere fedeli tutta la vita a una persona. È possibile seguire i metodi naturali ed essere aperti alla vita. È possibile accogliere i figli, cercare di educarli. È possibile non seguire la massa e fare le scelte di tutti: opporsi da soli è troppo dura, ma opporsi insieme a degli amici sembra fattibile.

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amiciziacomunione dei santi
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