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Mosul: I cristiani non esistono più

Iraqi woman praying

© KARIM SAHIB / AFP

IRAQ, Arbil : Iraqi Christians fleeing the violence in the towns of Qaraqush and Bartala, both east of the city of Mosul in the northern province of Nineveh, pray at the Saint George church on July 1, 2014 in the Kurdish autonomous region's capital Arbil. The Islamic State (IS) has spearheaded a lightning advance since June 9, capturing sizeable territories in the north and west, including the country's second city Mosul. AFP PHOTO /KARIM SAHIB

Erebmedioriente - pubblicato il 20/07/14

Ultimatum del califfato alle minoranze: convertitevi all'Islam o andatevene

Per la prima volta nella sua storia Mosul non ha più una popolazione cristiana. A dirlo è il Patriarca caldeo Mar Louis Sako che in un comunicato denuncia quanto sta accadendo nella città della provincia di Ninive. Secondo il vescovo oggi lo Stato islamico e il suo fantomatico leader Abu Bakr Al Baghdadi ha dato un ultimatum di 24 ore alle minoranze caldea, armena, siro ortodossa e greco ortodossa per lasciare la città o convertirsi all’Islam. Da domani chiunque si troverà a Mosul senza permesso verrà giustiziato. In queste ore migliaia di cristiani hanno varcato i confini della città cercando rifugio nel vicino Kurdistan, dirigendosi verso la capitale Erbil, dove già si trovano migliaia di famiglie fuggite dalla follia dello Stato islamico di Baghdadi.

Zuhair al-Chalabi, membro del Consiglio della provincia di Niniveh. Secondo l’uomo, “al Baghdadi avrebbe avvertito i cristiani sostenendo che in questi mesi hanno avuto la possibilità di convertirsi all’islam o pagare la Jizya, tassa per le religioni del libro (ebrei e cristiani), ma ora il tempo sarebbe scaduto”. I miliziani avrebbero confiscato tutto ai cristiani: soldi, proprietà, beni, oggetti di valore. Chi parte non ha più nulla. Nei giorni scorsi i cristiani di Mosul avevano lanciato l’allarme, denunciando che i terroristi dell’Is stavano marchiando le loro proprietà con una “N”, che sta per “Nazarath”, seguaci del nazareno, di Gesù. Già il 20 giugno l’Alta commissione dell’Onu per i diritti umani aveva lanciato l’allarme sulla situazione dei cristiani di Mosul, chiedendo alla comunità internazionale di intervenire. 

Qui l’originale

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