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Che sia una festa, il calcio, ma lontana dalle logiche economiche

© OSSERVATORE ROMANO / AFP
ITALY, CASTEL GANDOLFO : This handout picture released by the Vatican press office on March 23, 2013 shows "pope emeritus" Benedict XVI (R) and Pope Francis praying in Castel Gandolfo. Pope Francis prepared to go face to face with his predecessor Benedict XVI on Saturday in a historic meeting between two men with very different styles but important core similarities. AFP PHOTO / OSSERVATORE ROMANO/HO RESTRICTED TO EDITORIAL USE - MANDATORY CREDIT "AFP PHOTO / OSSERVATORE ROMANO" - NO MARKETING NO ADVERTISING CAMPAIGNS - DISTRIBUTED AS A SERVICE TO CLIENTS
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Un richiamo al vero senso dello sport in vista della “finale dei due Papi”

Gesù giocava a calcio? Credo neanche gli apostoli…. non venite a dirmi che il mondiale è un dono di Dio alla Chiesa…. Argentina e Germania e i due Papi…. per favore, per pietà! Dicono, per ironia, per scherzarci su. Fotomontaggi dei due Papi in preghiera (dopo la rinuncia di Benedetto XVI). Papa Francesco con la maglietta dell’Argentina e il Papa emerito con quella della Germania, che pregano affinché Dio li ascolti… chi vince… è perché miracolosamente la preghiera di un Papa è stata maggiormente ascoltata…. Ridiamoci sopra, anche se tutto questo è già business, con i Papi nelle bandierine, stampati nelle magliette, nei lecca lecca e negli hot dog. Nella buona carne Argentina e nella buona birra tedesca. 

Lo sport e in particolar modo il calcio (il più remunerato di tutti gli altri sport) ha già avuto un monito dallo stesso Papa Francesco: stop alla logica affaristica, va recuperata la dimensione della festa. "Oggi il calcio si muove in un grande giro di affari, per la pubblicità, le televisioni… Ma il fattore economico – sottolinea il Papa – non deve prevalere su quello sportivo, perché rischia di inquinare tutto, sia a livello internazionale e nazionale sia a livello locale".

Alcune frange estremiste del calcio hanno bruciato bus e le bandiere degli avversari. Altri, i molti hanno pianto e si sono abbracciati. Altri ancora si sono narcotizzati di pura esaltazione, altri ancora – anche facendosi addosso un segno di croce – hanno forse pensato che Gesù è dalla loro parte non perché perdenti, ma vincenti … perché hanno vinto e non perché hanno perso. Dietro ogni giocatore i milioni di euro fioccano, forse troppi. I media hanno nascosto le povertà… facendo vedere i donatori di palloni e magliette alle popolazioni povere. Perché … dicono che un calcio scaccia la fame e offre istruzione e prospettive di speranze. Sarà così? No, non crediamo sia così.

Ma per favore, non dite che è Dio a muovere il pallone e ad offrire indicazioni speciali alle nazioni che devono rivedere politiche ben più serie per lo sviluppo dei popoli. E comunque facciamogli gustare ai Papi, se lo desiderano, la finale di calcio della Coppa del mondo. Sarà una festa. E sia solo una festa fuori dalle logiche economiche e di sfruttamento.
 

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