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“Ti proteggerò io” quando i bambini insegnano a volersi bene

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Se non ritornerete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli

"In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?». Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me." (MT 18, 1-5)

Il passo del Vangelo di San Matteo ci induce a una lettura più profonda di questo filmato. Due bimbi, che con semplici gesti, sanno volersi bene. Inconsapevoli del significato delle loro parole? Forse sì, ma una cosa pare certa: qui non c'è finzione. C'è la semplicità e la "povertà di spirito" che è propria dei bambini. Una piccola lezione di rispetto e di amore verso il prossimo tutta da imparare.

Nel video il bimbo dice alla sua compagna "Non hai niente di cui preoccuparti, ti proteggerò io" e la bimba, spaventata e triste per la mancancanza della sua mamma, gli chiede un abbraccio ("Can you hug me?"), per sentirsi ancora più al sicuro, lui risponde: "I think I'm too young" ("Penso di essere troppo giovane per poterlo fare") ma le assicura di stare lì insieme a lei finchè la madre non verrà a prenderla. Il rispetto dei tempi e il distacco non sono forse il primo passo per imparare ad amare l'altro?
 

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