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Stile di vita

Sesso senza amore vero... un intrattenimento pericoloso

Bailey Rae Weaver

Juan Ávila Estrada - Aleteia - pubblicato il 09/05/14

Se praticato male, il sesso è causa di assuefazione e può portare alla noia dell'altro

Quando i giovani prendono consapevolezza della propria sessualità e iniziano a praticarla presto, corrono il rischio di trasformare il sesso in un pericoloso intrattenimento con cui pretendono di riempire i momenti di ozio e di solitudine con la presenza vuota di altri che vivono la loro stessa condizione. In questo modo, iniziano a confondere pericolosamente affetto-amore e genitalità. Questa ha la capacità di proporre con inganno quello che può dare solo unita all'amore vero. Da ciò deriva il fatto che si abbia un “amo” capace di imprigionare in modo schiavizzante per farsi soddisfare, permanentemente, nell'impulso venereo in modo temporaneo. È importante riconoscere che il sesso, se praticato male, è causa di assuefazione, perché esige sempre di più e in modo sempre più innovativo.

È così che, soddisfatto questo impulso, si ricomincia il ciclo di impulso soddisfatto-vuoto-frustrazione-comparsa di un nuovo impulso-necessità della sua soddisfazione-nuova esperienza ecc., nel modo in cui un serpente divora se stesso per la coda. Detto in altre parole: il sesso senza amore, non vedendosi reso pieno, chiede sempre di più.

Chi cerca nel sesso quello che è proprio dell'amore (pienezza, donazione, felicità), riempirà la propria vita solo di vuoto.

L'iniquo divorzio che si realizza tra amore e genitalità ha portato alla dicotomia tra destrezza sessuale e povertà amorosa. In questo senso, molti riescono ad essere bravi a letto ma poverissimi al momento di amare con impegno. Quando la novità e la passione scompaiono ed entra la noia, allora si crede che l'amore sia finito (quando in realtà non c'è stato mai), e quindi si può retrocedere dall'impegno di unità tra le due persone. Quelli che una volta hanno creduto di amarsi finiscono per essere stanchi l'uno dell'altro.

L'inversione del processo di incontro nella coppia ha offeso l'esperienza dell'amore vero. È l'amore che deve portare alla sessualità, e non il contrario. Il libro della Genesi mostra che quando all'uomo è stata presentata la donna, questi ha esclamato: “Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa”, ovvero prima l'ha amata, e solo dopo l'ha conosciuta e hanno avuto un figlio.

Facendo il contrario si corre il rischio di guardare l'altra persona solo attraverso la lente erotica e di considerare che l'intesa sessuale sia sufficiente per unirsi sacramentalmente con una persona con la quale non lo si dovrebbe fare.

Nel caso degli sposi, la pratica sessuale è un vero dono di Dio mediante il quale entrambi sono chiamati a donarsi reciprocamente. Per questo motivo, la rivelazione di Dio ci fornisce una giusta visione dell'uomo e del suo senso sulla terra, integrando tutti gli elementi costitutivi della sua vita, inclusa la sua dimensione sessuale. Dio è colui che rivela il modo corretto di esercitare la sessualità, perché sia umana e integralmente amorosa.

La genitalità separata da questo piano divino diventa un'arma a doppio taglio: può portare alla noia dell'altra persona o alla dipendenza malata in cui l'altro diventa una necessità.

Il sesso come strumento dell'amore (non come strumentalizzazione di questo) non può provocare nessuno dei due effetti perché non è un fine in se stesso, ma solo un mezzo, visto che il fine è ogni persona in quello che ciascuno è per la propria dignità. Noi esseri umani siamo esseri sessuati e non semplici macchine generatrici di piacere erotico, come se questo diventasse la ragione ultima della sessualità.

Dio ha posto il piacere nel sesso e lo ha voluto così perché l'incontro tra l'uomo e la donna si realizzi in modo opportuno e fecondo. Svincolando il piacere dalla donazione reciproca, però, questi l'hanno trasformato in un fine in sé in modo tale da ritenere valido ricorrere all'esercizio della sessualità solo con l'obiettivo di raggiungere questa fruizione. In questo modo, ciascuno vede nell'altro una fonte del proprio desiderio e non qualcuno degno di essere amato per ciò che è.

In un mondo erotizzato ma allo stesso tempo carente di amore vero, siamo chiamati a lottare accanitamente per riuscire ad educare una generazione capace di tornare a legare indissolubilmente la genitalità e l'amore umano. In questo modo, il sesso smetterà di essere un fonte di vuoto per essere una fonte di pienezza.


[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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