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Clima: allarme rosso Onu

Kim Seng / Flickr / CC

Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 14/04/14

L'Italia bocciata per i consumi di energia

Le Nazioni Unite tornano a lanciare l’allarme per i guasti provocati dal riscaldamento globale, mentre l’Italia si piazza al 26° posto nella Unione europea per le performance energetiche. Insomma peggio dell’Italia fa solo Malta e Cipro. Il nuovo Rapporto sul clima è stato presentato il 13 aprile a Berlino e lancia un ennesimo allarme.

Il testo è stato preparato dal Gruppo intergovernativo di esperti – più di 1700 scienziati di tutto il mondo – sul cambiamento climatico. “Secondo gli scienziati tra il 2000 e il 2010 le emissioni sono aumentate più rapidamente dei tre decenni precedenti: ogni anno abbiamo immesso nell’atmosfera un miliardo di tonnellate di gas serra in più rispetto all’anno precedente. Per contenere l’aumento della temperatura globale entro i due gradi, il massimo considerato sostenibile, le emissioni dovrebbero essere ridotte da qui al 2050 almeno del 40% (meglio se del 70%). Un livello altissimo e se continua così difficilmente raggiungibile, commenta La Repubblica (13 aprile).

Insomma la direzione perseguita fin qui è quella sbagliata e gli anni a disposizione per cambiare rotta non sono molti. Il Rapporto sollecita un cambiamento e il passaggio dall’uso di combustibili derivati dalle energie fossili a quelle rinnovabili entro i prossimi 17 anni per cercare di invertire i dati sul riscaldamento globale. Altrimenti le temperature globali medie nel 2100 subiranno un aumento di un grado.

Il Rapporto è frutto di numerosi studi e una prima parte era stato discusso a Yokoama in Giappone. “Gli eventi climatici estremi aumenteranno, l’acidificazione degli oceani continuerà e l’innalzamento del livello dei mari minaccerà le regioni costiere. Gli effetti negativi per gli ecosistemi sono già tangibili, ma nei prossimi decenni anche le conseguenze sugli esseri umani diverranno evidenti. Oltre ai rischi legati agli eventi climatici estremi, le conseguenze per la salute comprenderanno anche la diffusione delle malattie tropicali e l’aumento delle malattie respiratorie dovute alla maggiore concentrazione di ozono nella parte bassa dell’atmosfera (Internazionale.it 31 marzo). Inoltre il riscaldamento globale può aumentare i rischi di guerre civili e scontri tra gruppi amplificando i fattori che determinano questi conflitti, come la povertà e le crisi economiche.

Le nuove pagine del Rapporto diffuse Berlino servono come guida al nuovo round di negoziati sul clima previsti per l’anno prossimo. Ma molti osservatori fanno notare che mancano attente analisi sul continuo aumento delle emissioni che invece erano presenti nei Rapporti degli anni scorsi. Uno dei testi preparatori, quello giapponese, indicava gli effetti come “gravi, pervasivi e irreversibili”: “I rischi di inondazione aumenterebbero soprattutto in Europa e Asia a causa delle emissioni di gas effetto serra, mentre la produzione di cereali (grano, riso e mais) andrebbe incontro a pesanti diminuzioni, a fronte di una domanda in netta crescita. Le conseguenze, in altri termini, sarebbero in grado di destabilizzare gli equilibri attuali, con povertà, fame e migrazione provocate dalle catastrofi naturali (Il Secolo XIX 31 marzo).

Intanto l’Italia è stata bocciata dal Global Energy Architecture Performance Index 2014, il report globale realizzato da Accenture e World Economic Forum, che misura le performance energetiche di 124 Paesi nel mondo (28 Stati Ue, Nord Africa, Brics, Nord America, l’Africa sub-sahariana e l’Asean) in base a tre indicatori: crescita economica, sostenibilità ambientale e sicurezza energetica (Adnkronos 14 aprile).

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ambientecambiamenti climaticiemissioni co2fame nel mondopovertà
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