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Il principe Valiant, per una apologetica a fumetti

Principe Valiant, per una apologetica a fumetti

© Public Domain

Aleteia - pubblicato il 13/04/14

Protagonista un vichingo che incarna virtù morali naturali non più proposte ai giovani

Quando ancora il Medioevo del fumetto viveva la sua epoca d'oro, un re troneggiava incontrastato sulla corte dei vari Tarzan, L'Uomo mascherato o Tintin: Valiant, un sovrano vichingo accolto nella corte di re Artù, nato dalla fantasia e dalla matita del disegnatore canadese naturalizzato statunitense Harold Rudolf Foster (1892-1982).

Al centro di una coraggiosa operazione editoriale promossa dalla casa editrice specializzata Nona Arte, diretta a Milano da Andrea Rivi, la storia del principe Valiant è di grande valore persino per l'apologetica.

Come ricorda Marco Respinti su “Il Timone” di marzo: “Valiant incarna il campione indomito di quelle virtù morali naturali – prudenza, giustizia, fortezza, temperanza, coraggio, lealtà, fedeltà – che sono l'humus delle virtù teologali, fede, speranza e carità”. “Valiant è un modello che ispira imitazione” ed è alla sua scuola di cavalleria “che si impara a sconfiggere gl'incubi”.

“Non è un caso – sottolinea – che le gesta del principe cristiano 'più famoso del mondo' siano lettura di programma nell'homeschooling americano, vale a dire quella meravigliosa alternativa all'imbarbarimento della scolarizzazione contemporanea che s'incentra tutta sulla famiglia e in cui gli attivisti, i docenti e e le organizzazioni cattoliche abbondano ed eccellono”.

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