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Liberare le energie dell’Italia

© Protezione Civile
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Si apre a Lucca il Festival del volontariato: quasi 5 milioni i volontari che ogni giorno prestano aiuto a chi è in difficoltà

Per quattro giorni Lucca sarà la capitale del volontariato: prende il via il 10 aprile l’edizione 2014 del Festival del volontariato, l’evento ideato e promosso dal Centro nazionale per il volontariato (Cnv) che quest’anno ruoterà intorno al tema "Liberare le energie dell’Italia". Alla manifestazione, che sarà inaugurata dal  ministro dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca, Stefania Giannini parteciperanno anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il presidente della Camera, Laura Boldrini e il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti. Simbolo del Festival sono delle girandole rosse, composte dai detenuti del carcere San Giorgio, protagonisti attivi della kermesse, che verranno distribuite a migliaia (lanazione.it 10 aprile).

Sono oltre cento gli incontri previsti a Lucca. "Siamo partiti dalla necessità che il nostro paese ha di nuova linfa vitale, di energie rinnovate: ne ha bisogno la politica, ne ha bisogno l’economia, ne ha bisogno anche il terzo settore", ha dichiarato il presidente del Cnv (che coordina il lavoro di 598 soci), Edoardo Patriarca. "Protagonista del festival sarà il volontariato italiano che colorerà e riempirà di valori e passioni la quattro giorni. I confronti durante i seminari saranno serrati e concreti: l’obiettivo è mettere in campo idee e progetti per dare il nostro contributo a migliorare il paese", ha aggiunto Patriarca (Nova 10 aprile).

Quasi cinque milioni di persone in Italia danno ogni giorno il loro aiuto a chi è in difficoltà. Nonostante la crisi, anzi, secondo una ricerca della Fondazione volontariato e partecipazione i volontari, almeno fino al 2012, sono cresciuti in maniera inversamente proporzionale al calo dell’occupazione. La prova, dice la stessa ricerca, è nel fatto che il 60 per cento delle organizzazioni di volontariato nel 2011 ha avviato nuovi programmi di aiuto. L’esercito dei 4,7 milioni di volontari suddivide la propria opera in 301.191 organizzazioni, delle quali 25 mila operanti nell’assistenza sociale e nella protezione civile. Un settore enorme che oltre ai volontari impiega un milione di lavoratori e produce, con un’ottantina di miliardi di euro, il 3 per cento del Pil (repubblica.it 10 aprile).

Un bene e un male, secondo il presidente Patriarca: "Può essere un bene perché stimola il terzo settore a rinnovarsi per fronteggiare le emergenze generate dalla crisi. Anche se dovrebbe farlo con una visione d’insieme che vada oltre i bisogni contingenti e al momento mi sembra che questa capacità non ci sia. Può essere un male perché finisce che al volontariato si affidano troppi compiti che dovrebbero essere dello Stato, e in questo modo ci si dimentica dell’importanza che deve avere il welfare. Per intenderci: se un anziano mi chiede un pezzo di pane glielo do. Ma è compito dello Stato fare in modo che quell’anziano non abbia bisogno del mio pezzo di pane" (repubblica.it 10 aprile).

Tra i molti modi con i quali gli italiani scelgono di essere solidali, c’è anche la destinazione del 5 per mille dei contribuenti alle associazioni di volontariato. Secondo gli elenchi pubblicati dall’Agenzia delle entrate i contribuenti che nel 2012 (su redditi 2011) hanno scelto di devolvere la loro parte di Irpef a una delle organizzazioni previste dalla legge sono 16 milioni. In totale, alle 34.581 associazioni di volontariato ammesse sono andati 264.736.176,93 euro (per l’anno in questione il tetto era di 400 milioni di euro e sono stati oltre 393 quelli raccolti). Dal confronto con i due anni precedenti, si può notare una crescita delle associazioni ammesse e, conseguentemente, delle somme devolute, se è vero che nel 2011 (su dati 2010) erano andati 259,3 milioni di euro a 33.522 associazioni e nel 2010 (su redditi 2009) agli enti di volontariato erano andati 246,8milioni (www.redattoresociale.it).

Il volontariato rappresenta, quindi, una realtà molto importante del nostro Paese, un punto di riferimento per la tenuta del tessuto sociale che può vantare una buona capacità economica nonostante la crisi e membri attivi in crescita, soprattutto giovani (il 25,3% dei volontari ha meno di 35 anni). Con un grave difetto, però, a minarne l’efficacia: sempre secondo la ricerca della Fondazione volontariato e partecipazione, la pratica della collaborazione significativa con altri soggetti non-profit riguarda ancora una minoranza delle organizzazioni: solo il 23,3% delle OdV ha collaborato nel 2013 con altre OdV o con associazioni di mutuo-aiuto; il 14,4% con associazioni di promozione sociale, centri sociali e centri socio-ricreativi e il 9,4% con strutture ecclesiali. Percentuali ancora più esigue di OdV hanno all’attivo nel 2013 collaborazioni significative con altri soggetti non-profit (http://www.volontariamo.com).
 
 

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