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“Ho conosciuto Mel Gibson e non è il mostro che raccontano i giornali”

© Jeff Turner
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La confessione di Allison Weiner, giornalista ebrea che in passato aveva accusato di anti-semitismo la stella di Hollywood

Hollywood conosce il perdono? E' quello che si chiede la giornalista ebrea Allison Hope Weiner a proposito del più scandaloso (e talentuoso) “peccatore” dello star system americano: Mel Gibson. A dieci anni dall’uscita de La passione di Cristo, dopo averlo a lungo furiosamente attaccato dai massimi pulpiti della stampa Usa, la giornalista ha scritto un appassionato ritratto del pluripremiato (e poi emarginato) attore e regista. Perché l'ha fatto? "L'ho conosciuto di persona e non c'entra nulla con quello che è stato scritto e detto su di lui."

Un'amicizia che vince i pregiudizi
Weiner, come si legge su Tempi.it del 13 marzo, scrive in prima persona e spiega: «Disprezzavo Gibson e pensavo che fosse un ubriacone negazionista, omofobo, misogino e razzista, ed era quello che scrivevo». Poi è successo qualcosa di imprevedibile: la brillante giornalista ebrea e l’ubriacone antisemita sono diventati amici.

«Ho dovuto rivedere i miei giudizi impietosi. (…) Ho potuto conoscere un uomo intelligente che esprimeva sincera empatia verso le persone che aveva ferito», pur non rinunciando a «contraddirmi e sfidarmi». Del resto «è difficile riuscire a conoscere qualcuno per davvero in un contesto giornalistico», ammette la Weiner. Ci è voluta un’amicizia per vincere i pregiudizi: «Gibson non ha mai vacillato né giocato sull’ambiguità quando l’ho affrontato, che il tema fosse il suo alcolismo, le sue idee politiche o il suo rapporto con le donne. Ben presto ho capito che la mia valutazione giornalistica su di lui era sbagliata».

 

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