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Dove incontriamo Dio?

Moyan Brenn

padre Angelo Bellon, o.p. - Amici Domenicani - pubblicato il 12/03/14

Nella preghiera? Nel povero bisognoso?

Buonasera, padre.
Grazie per il suo servizio.

Le invio un quesito circa la possibilità di sperimentare umanamente con efficacia la presenza – e di conseguenza la verità – del Dio rivelato da Gesù Cristo. Si tratta di un quesito unico ma necessariamente molto articolato, perché mi vedo costretto ad esporre le mie perplessità con un certo inevitabile grado di dettaglio. La questione è la seguente. Diversi sacerdoti (autorevoli per dottrina cristiana cattolica e per santità di vita spirituale e morale, quindi sacerdoti fidàti) che ho interpellato direttamente mi hanno dichiarato senza possibilità di equivoci che il vero ed autentico incontro con il Dio di Gesù Cristo come Dio vivo e vero nella nostra vita avviene in tre modalità:
– nella preghiera, quando è fatta secondo le disposizioni della Chiesa (disposizioni interiori ed esteriori, anche nella preghiera personale e privata);
– nel povero bisognoso, che mi è presentato dal Dio di Gesù Cristo come occasione di carità;
– e riconoscendolo in coloro che fanno trasparire l’efficacia della presenza del Dio di Gesù Cristo in tutti gli aspetti della loro vita, che è tutta (appunto, in ogni aspetto) testimonianza del Dio vivo e vero, che – appunto – sarebbe quello di Gesù Cristo.

Ebbene, a mio avviso questo triplice argomento è pretestuoso. Si vincolerebbe infatti l’incontro fra l’uomo in ricerca e l’unico vero Dio vivo "ieri oggi e sempre" a queste tre possibilità

– Anzitutto, io uomo in ricerca dovrei ancorare la possibilità di percepire il Dio vivo e vero ad una serie di operazioni mentali (la preghiera), nell’ambito delle quali nessuno mi assicurerà mai che quanto aleggia per fede nella mia mente sia la verità.

– Poi: mi si invita a percepire il Dio di Gesù vivo e vero presente nel povero come una "occasione di carità". (…) E’ possibile che il Dio vivo e vero abbia bisogno dei misfatti umani o dell’aleatorietà di qualche aminoacido per rendersi presente al fedele che lo cerca?

– Infine mi si invita a percepire la verità del Dio di Gesù Cristo dall’ascolto (ex auditu) edalla testimonianza intensa e vissuta di uomini finiti, come me, senza quella trascendenza che è propria di Dio.

Grazie per le considerazioni che vorrà portare a questo mio articolato quesito. Ancora le esprimo la mia gratitudine per il suo prezioso servizio.
Cesare

Caro Cesare,

1. come vedi ho semplificato molto la tua email togliendole, per non appesantire troppo il testo, proprio le tue osservazioni, che hanno la loro validità. I sacerdoti che definisci “autorevoli per dottrina cristiana cattolica e per santità di vita spirituale e morale, quindi sacerdoti fidati” hanno dimenticato altre tre maniere tipicamente cristiane di incontrare Dio. Forse le davano per sottintese e hanno voluto insistere invece sulla preghiera, sull’incontro con il prossimo, soprattutto povero, sulla testimonianza degli amici di Dio e dei santi. Ma vi sono altre maniere e particolarmente preziose.

2. Ebbene, la prima maniera di incontrare Dio è quella di mettersi in ascolto della sua Parola. Leggere le Sacre Scritture è la stessa cosa che incontrare Dio: Dio che parla, che cerca il nostro cuore, che lo interpella e lo provoca ad una risposta concreta. Penso al santo Padre Domenico, che prese in mano le Scritture, come primo atto si faceva il segno della croce (si metteva alla presenza di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo), poi le baciava, poi le stringeva al petto… Benedetto XVI nella Verbum Domini (esortazione post sinodale sulla Parola di Dio) ha scritto al n. 4: “Nella XII Assemblea sinodale, Pastori provenienti da tutto il mondo si sono riuniti intorno alla Parola di Dio e hanno simbolicamente messo al centro dell’Assemblea il testo della Bibbia per riscoprire ciò che nel quotidiano rischiamo di dare per scontato: il fatto che Dio parli e risponda alle nostre domande”. Questo dunque è il primo modo in cui incontriamo Dio. E lo incontriamo perché lui si rende vicino e prende l’iniziativa. Questo incontro non è frutto del nostro arbitrio, ma della sua volontà.

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Tags:
parola di diopovertàpreghieraprossimospiritualità
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