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Riscoprendo il Martirologio

Fr Lawrence Lew OP
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La persecuzione dei cristiani. Oggi e in tutto il mondo

La Chiesa cattolica ha iniziato la compilazione dei "martirologi" – liste di santi, in genere martiri – durante i primi secoli dopo Costantino. Nella versione del breviario precedente al Concilio Vaticano II, una lettura del Martirologio Romano, o di quello che potremmo chiamare il Libro Cattolico dei Testimoni, era parte integrante del Primo Ufficio, l’“ora” recitata dopo l'alba. Veniva detta la data del giorno, seguita dalla lettura dei nomi dei santi commemorati in quel giorno, con le informazioni sull'origine di ciascun santo e il luogo della morte e, se il santo era un martire, il nome del persecutore, una descrizione delle torture patite e il metodo di esecuzione. Era un modo corroborante per iniziare la giornata di lavoro e un ricordo della massima di Tertulliano: il sangue dei martiri è il seme della Chiesa.

E' un po' ironico che la perdita del “Primo Ufficio” dalla Liturgia delle Ore – e quindi la perdita di una lettura liturgica giornaliera dal Martirologio romano – coincise con il secolo in cui, nella storia della Chiesa, le persecuzioni furono più numerose. E’ una questione ben consolidata ma poco apprezzata all'interno del Cattolicesimo americano: abbiamo vissuto, e stiamo vivendo, nella più grande era di persecuzioni nella storia cristiana. Sono morti per la loro fede più cristiani nel 20° secolo che in tutti i precedenti 19 secoli. E mentre il carattere dei persecutori è cambiato, dai mortali totalitarismi del 20° secolo ai primi decenni del 21 ° secolo, l'assalto ai fedeli di oggi è ancora in corso, diffuso e straziante.

La solidarietà con la Chiesa perseguitata è un obbligo di fede cristiana. Riflettere sul modo in cui ognuno di noi ha vissuto tale obbligo è un punto degno su cui esaminare la nostra coscienza durante la Quaresima. E questo mi porta ad un suggerimento: rivivete l'antica tradizione delle letture giornaliere dal Martirologio Romano durante questa Quaresima, passando 10 minuti al giorno a leggere il nuovo libro di John Allen, The Global War on Christians: Dispatches from the Front Lines of Anti-Christian Persecution (Immagine Books).

Vaticanista di lunga data per il National Catholic Reporter e primo analista sulle questioni vaticane per la CNN, Allen ha di recente assunto il ruolo di editore associato del Boston Globe, dove lui (e noi) vedrà se il talento e le risorse possono combinarsi per migliorare la copertura del tradizionale organo di stampa che si occupa di tutto ciò che riguarda il Cattolicesimo, sia sul cartaceo sia sul web. Nel frattempo, Allen continuerà il suo lavoro a Roma, che lo ha reso il miglior inviato anglofono in Vaticano di sempre – lavoro che gli ha dato una prospettiva unica sulla Chiesa nel mondo, così come sul cristianesimo mondiale. La sua vasta esperienza in tutto il mondo, e i suoi contatti con i diversi personaggi di spicco nel campo delle questioni internazionali sulla libertà religiosa, fanno di lui un testimone ideale di ciò che egli chiama, senza esagerazione, una guerra globale contro i credenti cristiani.

Tale testimonianza include, nel suo libro, una panoramica “continente per continente” della persecuzione anti-cristiana, lo smascheramento di vari miti sulla persecuzione anti-cristiana, e alcuni consigli su cosa può essere fatto per sostenere coloro che stanno letteralmente mettendo le loro vite a rischio per amore del Signore e del Vangelo. Più toccanti per la lettura quaresimale, ovviamente, sono quelle parti del libro di Allen che costituiscono un vero e proprio martirologio contemporaneo: il racconto delle storie dei martiri del nostro tempo come Shabhaz Bhatti del Pakistan, Ashur Yakub Issa dell'Iraq, i monaci di Tibhirine in Algeria, ed i pastori e gli anziani della Chiesa che sono stati schiacciati a morte da un bulldozer davanti al loro luogo di culto in Corea del Nord.

Riflettendo su questi casi, e sulle altre centinaia che Allen cita, si ottiene una nuova comprensione dell’"odio per la fede", quell'antico odium fidei che è la ragione delle morti dei martiri. L’odium fidei si esprime in molti modi, ovviamente, non tutti mortali. La messa a fuoco ravvicinata di Allen su coloro che davvero rischiano la vita e si espongono ai pericoli per la fede è un utile promemoria. Qualsiasi sia il disprezzo che i cristiani sono oggi chiamati a sopportare per la loro fede nella verità biblica, in un mondo occidentale rassicurante, decadente e sempre più intollerante, la cosa sicura è che ci sono altri che vengono chiamati a soffrire molto di più. La loro testimonianza dovrebbe rafforzare la nostra.


George Weigel è membro anziano dell’“Ethics and Public Policy Center” di Washington DC.

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