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Ricordare le vittime della mafia è impegno per il futuro

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Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 27/02/14

La XIX manifestazione della Giornata della memoria e dell’impegno promossa da Libera si svolgerà a Latina

“Radici di memoria, frutti d’impegno” sarà questo il tema della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime della mafia promossa dall’Associazione Libera contro le mafie che si svolgerà il prossimo 21 marzo. La manifestazione,  giunta  quest’anno alla 19^ edizione, sarà caratterizzata da oltre 100 iniziative – incontri nelle scuole, cineforum, dibattiti e convegni – su tutto il territorio iniziale che culmineranno il 22 marzo nella città di Latina. Qui saranno ricordati i nomi di 900 vittime della mafia, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sindacalisti e amministratori locali, alla presenza di 600 dei loro familiari, in rappresentanza di un coordinamento di oltre 5 mila parenti di vittime della mafia. “La memoria deve essere viva – ha affermato don Luigi Ciotti, presidente di Libera – le vittime delle mafie hanno vissuto per la giustizia sociale di tutti noi. Il pericolo più grande per il nostro Paese è la mafiosità strisciante”. Tra le iniziative anche “Transumanza latina”, una manifestazione in bici organizzata dai Tete de Bois, che partirà da Roma, dal Colosseo, verso Latina alle 8 del mattino del 21 marzo.  Il percorso si snoda lungo i circa 80 chilometri di distanza per ricordare le vittime della mafia e prevede alcune fermate – a cui ognuno potrà aggregarsi secondo le proprie forze e disponibilità – a Albano, Velletri e Cisterna di Latina. Aleteia ha parlato dell’iniziativa con Fabrizio Marras, responsabile di Libera a Latina.

Qual è il senso di questa giornata?

Marras: L’obiettivo è aiutare la gente ad avere memoria di coloro che hanno dato la vita nell’adempimento del proprio lavoro come magistrati o poliziotti, al servizio del bene pubblico, oppure perché si sono trovati a passare in un luogo e si sono trovati coinvolti nella violenza oppure hanno risposto al dovere di testimoniare. E’ importante avere memorie delle vittime, ma non come “santino”, esempio irraggiungibile da collocare su una mensola, ma secondo quella che io chiamo “forma politica del ricordo” cioè la memoria che determina un impegno quotidiano e costante.

Perché a Latina?

Marras: In effetti Latina è una scelta inedita, le scorse edizioni si sono svolte sempre in grandi città come Firenze, Milano, Torino, Genova. La scelta è caduta su Latina perché la sua provincia è l’emblema di una realtà ricchissima di potenzialità umane, industriali, turistiche, culturali che non avrebbe niente da invidiare alle province della pianura padana, però queste potenzialità sono soffocate dalle infiltrazioni della criminalità e dalla corruzione che ne impediscono lo sviluppo. Borgo Sabotino, il villaggio alle porte di Latina affidato a Libera come bene confiscato, è stato confiscato per abusivismo edilizio non perché un bene appartenente alla mafia. Questo carattere viene avvertito come un reato meno grave dall’opinione pubblica e anche gli atti di vandalismo e gli attentati avvenuti negli ultimi mesi non hanno provocato molte reazioni. Tuttavia vogliamo mettere in evidenza non tanto la negatività quanto gli aspetti positivi e di potenzialità di questo territorio.

Questa sarà la 19^ edizione dell’iniziativa: è cambiato qualcosa in questi anni?

Marras: Negli ultimi cinque anni ho avuto modo di girare molto nelle scuole e ho trovato una maggiore sensibilità nei giovani unita a una grande voglia di cambiamento. I giovani hanno preso atto della precarietà della loro condizione e anche di chi ha rubato loro il futuro e vogliono opporsi a questo stato di cose. Speriamo che riescano a scuotere anche le loro famiglie e quelle generazioni che hanno tirato un po’ i remi in barca. La buona notizia, a livello più generale, è che al Parlamento europeo proprio nei giorni scorsi è passata una direttiva sulla confisca dei beni che  incoraggia Libera, nel semestre europeo dell’Italia, a spingere per fare nuovi passi avanti in questa direzione.

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don luigi ciottimafia
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