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I papi e l'amore per le persone con handicap

© FILIPPO MONTEFORTE / AFP

Alvaro Real - Aleteia Team - pubblicato il 06/12/13

Francesco, Benedetto XVI e Giovanni Paolo II hanno sempre rivolto parole e gesti di affetto nei loro confronti

Tutti i papi hanno avuto una predilezione speciale per gli handicappati. Nella Giornata Internazionale della Disabilità che si celebra oggi, 3 dicembre, sottolineiamo alcuni gesti e alcune parole d’affetto dei pontefici nei confronti dei portatori di handicap e di quanti li incoraggiano a una partecipazione attiva alla vita della società.

Papa Francesco mostra il suo abbraccio agli handicappati; papa Benedetto XVI la sua vicinanza al punto da aver lasciato il pontificato per “incapacità”, facendosi uno di loro; papa Giovanni Paolo II ha difeso la dignità degli handicappati e dei malati terminali come nessuno aveva mai fatto prima.

Papa Francesco, abbraccio e incontro

In appena 9 mesi di pontificato, papa Francesco ha avuto innumerevoli gesti di accoglienza nei confronti dei portatori di handicap e ha ricevuto in udienza vari gruppi che lavorano nel campo della solidarietà e dell’accoglienza agli handicappati.

Nel suo incontro con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, ha chiesto loro di diffondere la cultura dell’incontro e ha spiegato l’“attenzione particolare” di Gesù per i ciechi, osservando che la guarigione della persona priva della vista “ha un particolare significato simbolico: rappresenta il dono della fede” ed “è un segno che riguarda tutti, perché tutti abbiamo bisogno della luce della fede per camminare nella strada della vita”.

Nel suo viaggio ad Assisi, come prima cosa ha incontrato gli handicappati nell’Istituto Serafico. In una lettera inviata al vescovo della città spiegava: “La società purtroppo è inquinata dalla cultura dello “scarto”, che è opposta alla cultura dell’accoglienza. E le vittime della cultura dello scarto sono proprio le persone più deboli, più fragili. In questa Casa invece vedo in azione la cultura dell’accoglienza”. “Certo, anche qui non sarà tutto perfetto, ma si collabora insieme per la vita dignitosa di persone con gravi difficoltà. Grazie per questo segno di amore che ci offrite: questo è il segno della vera civiltà, umana e cristiana!”.

L’incontro è stato un momento molto speciale per le famiglie delle persone handicappate, che, come ha affermato nel testo, sono spesso “sole nel farsi carico di loro”. “Che cosa fare?”, si è chiesto. “Moltiplichiamo le opere della cultura dell’accoglienza, opere anzitutto animate da un profondo amore cristiano, amore a Cristo Crocifisso, alla carne di Cristo, opere in cui si uniscano la professionalità, il lavoro qualificato e giustamente retribuito, con il volontariato, un tesoro prezioso”.

Benedetto XVI, il papa che si fa “incapace”

Negli anni del suo pontificato, papa Benedetto XVI ha tenuto molto presenti le persone portatrici di handicap. Nella sua esortazione apostolica post-sinodale Verbum Domini, ad esempio, al punto 71 menziona esplicitamente l’handicap visivo e uditivo: “Il Sinodo ha raccomandato un’attenzione particolare nei confronti di coloro che a causa delle proprie condizioni hanno problemi nella partecipazione attiva alla liturgia, come ad esempio i non vedenti e non udenti. Per quanto possibile, incoraggio le comunità cristiane a provvedere con strumenti adeguati a venire incontro ai fratelli e sorelle che patiscono questa difficoltà, perché anche a loro sia data la possibilità di avere un contatto vivo con la Parola del Signore”.

Allo stesso modo, ha avuto parole suggestive dopo il sinodo sulla Nuova Evangelizzazione, affermando che i cristiani sono chiamati a mostrare la vicinanza della Chiesa nei confronti dei malati e degli handicappati e gratitudine verso chi, con “professionalità” e “umanità”, lavora per la loro salute.

Uno dei momenti più ricordati si è vissuto forse durante la Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid nell’incontro con i giovani portatori di handicap nell’Ospedale San José dei religiosi camilliani. A loro il papa ha detto: “La nostra società, nella quale troppo spesso si pone in dubbio la dignità inestimabile della vita, di ogni vita, necessita di voi: voi contribuite decisamente a edificare la civiltà dell’amore”.

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disabilità
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