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Eutanasia e minori, punto di non ritorno?

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Lucandrea Massaro - Aleteia Team - pubblicato il 06/12/13

Intervista a don Renzo Pegoraro, Cancelliere della Pontificia Academia pro Vita circa le recenti decisioni del Belgio in tema di fine vita

E’ notizia di questi giorni, vale a dire il primo sì da parte del parlamento belga. Come in Olanda e in Lussemburgo, anche in Belgio la pratica dell’eutanasia è già autorizzata per gli adulti. Attualmente però il dibattito verte però sulla possibilità che a ricorrervi siano anche i minori. La normativa prevede un inquadramento molto rigido, ma la proposta di estendere l’eutanasia ai minori ha da poco incassato in Belgio un primo e schiacciante via libera da una commissione senatoriale. Senza tuttavia specificare un’età minima a partire dalla quale poter esercitare una tale scelta, il testo parla di minori, in modo piuttosto generico, “di cui uno psicologo avrà accertato la capacità di discernimento” (Euronews, 29 novembre).

C’è tuttavia in molti ambienti, specialmente vicini alla Chiesa Cattolica, per lo meno perplessi perché il timore che tutto sia fatto anche per una esigenza di razionalizzazione delle spese per lo Stato in campo sanitario. Questo vorrebbe dire meno investimenti nella terapia del dolore e minore ospedalizzazione. “Una situazione che – spiega il settimanale Vita – dietro la maschera dei “diritti”, copre ben altre situazioni. Non tutti se ne rendono conto, ma è una deriva che tutti – chi in buona, chi in mala fede – contribuiscono a alimentare. Anche perché, come hanno sottolineato le maggiori autorità religiose del Paese, qui l’opposizione non è tra accanimento terapeutico da un lato e eutanasia dall’altro. Qui è, casomai, tra cure palliative e antidolore da un lato e accanimento terapeutico e/o eutanasia dall’altro.Una questione bel particolare, sulla quale sono scivolati i presunti laici che hanno presentato la proposta legge” (28 novembre).

Per capire meglio la tematica di cui si sta parlando e che certamente avrà una eco anche nel dibattito italiano ed europeo, Aleteia ha intervistato don Renzo Pegoraro, Cancelliere della Pontificia Academia pro Vita per un commento ed alcune spiegazioni. Don Renzo, non è prima volta che Belgio ci da questo tipo di notizia, l’eutanasia esisteva già…

Pegoraro: purtroppo quello che si temeva si è anche realizzato. E’ una situazione di piano inclinato, è un ulteriore cedimento verso una cultura della morte.

Perché la percezione del valore della vita è così cambiato negli ultimi anni

Pegoraro: I fattori sono molti e vanno studiati e capiti. Primo, una società basata sull’efficienza e quindi su una vita misurata e valutata per le sue caratteristiche di utilità, di efficienza e bellezza, fa perdere il valore della vita in sé, e il valore stesso dell’accoglienza. Secondo, una invasione della tecnica sulla vita, pensando di poter imprimere un controllo e un dominio su tutte le fasi della vita, imprime un cambio di prospettiva. Terzo, un eccesso di soggettivismo e di individualità, che trasforma i diritti umani nei “miei diritti”, con la pretesa di voler esercitare quel pieno e totale dominio che fa perdere il valore intrinseco della vita e dunque il rispetto stesso per essa. E’ una cultura “anti vita”, una cultura di morte che trova espressione in questo ambito, di fronte ai malati che non hanno purtroppo prospettive di guarigione, a cui non si riesce a garantire un approccio culturale e medico di accompagnamento e di cura.

Questo ci permette di ragionare sull’altro aspetto di questa cultura: l’accanimento terapeutico

Pegoraro: lVero. La mentalità del controllo e del dominio possono poi tradursi o nell’accanimento terapeutico o nell’eutanasia e la Chiesa condanna entrambe queste situazioni perché non rispettose dell’uomo e della sua dignità. Da un lato un trattamento aggressivo e ormai sproporzionato che non rispetta la persona e la sua condizione, dall’altra parte la pretesa di anticipare la morte, causandola determinando la fine della persona. La sfida è quella di accompagnare la medicina e i suoi progressi (che vanno valorizzati), con l’umanità, la solidarietà e la buona assistenza per accompagnare la persona ad una morte dignitosa. Garantire questa inviolabilità e cura della vita umana.

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bambinibelgiobioeticaeutanasiafocus eutanasia
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