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La vita eterna è solo quella dopo la morte?

CC Toshimasa Ishibashi
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Leggendo il Vangelo di Marco, si intuisce che tutto il nostro modo di vivere è intimamente collegato con l'eternità

Gentile padre Antonio,

mi spiega il senso profondo del versetto: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna? (Mc 10,17). La vita eterna è solo quella dopo la morte o si intende anche la vita su questa terrea se si segue l'insegnamento di Gesù? Quale è la risposta a questa domanda per noi oggi?

Alessandro

Anche se il giovane nella domanda che pone a Gesù pare che intenda per “vita eterna” solo la vita dopo la morte, tuttavia dal contesto del Vangelo emerge che tutto il nostro modo di vivere è intimamente collegato con l'eternità. Certamente nella richiesta è evidente un a certa disponibilità del giovane ad accogliere le indicazioni di Gesù per prepararsi alla vita eterna. Però colpisce che a una disponibilità inizia si contrappone una chiusura totale all'invito di Gesù: “Una cosa sola ti manca: và, vendi quello che hai e dallo ai poveri” (Mt 10,21). Come per il giovane del Vangelo, si ripete continuamente per ciascuno di noi l'invito di Gesù a saper accogliere tutte le sollecitazioni per rispettare, nelle scelte di vita e di comportamento, quella graduatoria di valori che ci portano a saper mettere Cristo al primo posto e a vivere, proprio secondo l'indicazione che San Benedetto fornisce nella sua Regola, in modo da non anteporre niente all'amore di Cristo e a non avere niente di più caro di Cristo. Purtroppo, però, l'invito di Gesù a essere distaccati e liberi da certe schiavitù si scontra continuamente contro il nostro egoismo e la nostra incessante ricerca di possesso che spesso ostacola l'incontro con Dio e con i fratelli, compromettendo seriamente quel possesso di vita e di beatitudine eterna.

Il Signore, interpellandoci, ha il diritto a esigere una risposta al suo appello. “Non a tutti è indispensabile alleggerirsi dei propri averi per intero, come non tutti si trovano nella necessità di sacrificare la vita per la causa di Gesù e del Vangelo; tutti, però, devono ascoltare l'appello a una totale dedizione che Gesù rivolge, a ciascuno, sia pure in modo diverso. Se a tale chiamata si vuol dare il nome di 'consiglio', si chiarisca tuttavia che esso per il singolo può diventare anche 'precetto'. Il distinguere tra 'consiglio' e 'precetto' ha unicamente un senso in quanto decisioni come quella della totale rinuncia alla proprietà personale non si possono esigere da tutti” (Rudolf Schnackenburg – Vangelo secondo Marco). Ricordiamoci che alle profondità del mistero di Dio e dell'uomo si può accedere solo con la libertà che distacca l'uomo dal superficiale e dal provvisorio.

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Invia il tuo interrogativo, scrivendo una email a padreantonio@asuaimmaginesettimanale.it oppure spedendo una lettera all'indirizzo A Sua Immagine, Borgo Sant'Angelo 23, 00193 Roma. La risposta arriverà dal silenzio e dalla spiritualità del Monastero di San Benedetto di Subiaco. Padre Antonio offrirà una chiave per trovare un senso alle questioni poste, accompagnando il cammino di credenti e non credenti.

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