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“Papà si occupa di me, non tocco soldi dal 2001”

© Roman Gorielov/SHUTTERSTOCK
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La testimonianza di Laura Galletti, povera per scelta e che vive di Grazia

Non è una storia, è una testimonianza quella raccolta da “Il Giornale”. Una testimonianza di totale abbandono nelle mani del Padre, anzi di Papà. Parla di Laura Galletti, la “povera allegra” che dal 2001 non maneggia soldi né chiede la carità a qualcuno. Eppure vive con distaccata serenità e con grande “disciplina”.

Se la incontraste in giro per Piazza San Pietro difficilmente la potreste scambiare per uno dei tanti senzatetto che cercano rifugio lì intorno: «Il degrado è frutto dei comportamenti dell’essere umano. Se non segui delle regole, degradi. Io non vivo nel degrado perché non sono degradata». Può sembrare una affermazione dura, ma rivela un rapporto intimo con Dio, che lei con ostinazione chiama “Papà”. Ostinazione che funziona, il Signore non la lascia mai in difficoltà, come lei stessa racconta a proposito del suo viaggio in Terra Santa, dove per la strada trovava costantemente sacchetti di cibo intatto.

Oggi “abita” a Firenze, e se le chiedi come fa: «Ho trovato due vaschette di riso alla greca, sigillate, in via dei Servi di Maria. Papà non mi dimentica mai». Per la sera. E per la mattina? «Un turista straniero in attesa di entrare nel Giardino di Boboli s’è staccato dalla coda e mi ha consegnato un sacchetto bianco con dentro un dolce di riso. Poi è ritornato a far la fila, sorridendomi». In 13 anni, una signora che oggi ne ha 54 e vive per strada avrà avuto qualche malanno, no? No. «Dico a Papà: tu mi hai fatta e tu mi devi aggiustare. Non mi ammalo da anni». Una serenità e un abbandono tali da mettere in difficoltà anche qualche religioso. “A Gerusalemme mi ospitò un frate. Tempo una settimana e mi mandò via perché il mio stile di vita lo angosciava”.

La strada è pericolosa per tutti, non per lei. «Il male ha potere solo se gli diamo potere. Vivo con Colui che il male l’ha sconfitto. La mattina dopo l’elezione, Papa Francesco è andato a pregare nella basilica di Santa Maria Maggiore. Ero lì anch’io, ma ho trovato i cancelli sbarrati. Il pastore dentro e le pecore fuori. Bello, no? Ho saputo da una suora che il Pontefice se n’è lamentato. ‘È per la sua sicurezza, Santità’, gli hanno spiegato. Ma lui ha replicato: ‘non sono indifeso’. Lo dico anch’io: non sono indifesa». E e se le chiedi cosa pensa del denaro risponde così: “Liberi si è nell’essere, non nel fare. E quando si è nell’essere, il denaro, che è uno degli strumenti del fare, perde valore”

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povertà
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