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Stile di vita

La "Civiltà Cattolica”: una forma 'alta' di giornalismo culturale

Chiara Santomiero - pubblicato il 05/04/13

Presentata la nuova versione cartacea e digitale

“E' cambiato il mondo intorno e per questo si rinnova” e “cambia la veste grafica per essere se stessa”: sono questi i due poli, secondo le parole del direttore, padre Antonio Spadaro, intorno ai quali si gioca il rinnovamento della rivista dei gesuiti “La Civiltà Cattolica” presentata venerdì a Roma in conferenza stampa nella sua nuova versione cartacea e digitale.

Fondata nel 1850, “La Civiltà Cattolica” è la rivista più antica d'Italia tra quelle che non hanno mai interrotto le pubblicazioni. Esce quindi da 163 anni con cadenza quindicinale in fascicoli di oltre 100 pagine. Vi scrivono solo gesuiti, un Collegio di scrittori composto attualmente da sette elementi esperti di varie discipline, ed è caratterizzata da una particolare “sintonia” con la Santa Sede che, attraverso la Segreteria di Stato, interviene nella supervisione delle bozze.

“La Civiltà Cattolica – ha affermato Spadaro – intende condividere un’esperienza intellettuale illuminata dalla fede e profondamente innestata nella vita culturale, sociale, economica, politica, artistica e scientifica dei nostri giorni”. L'obiettivo è “condividere le proprie riflessioni non solamente all’interno del mondo cattolico, ma con chiunque intenda avere fonti di formazione affidabili, capaci di far pensare e di far maturare il giudizio personale”. Per tradizione e natura “esprime una forma 'alta' di giornalismo culturale collocandosi in un difficile territorio di confine”. “Non intendiamo semplicemente 'seguire' e commentare eventi culturali o riflessioni già formulate – ha spiegato il gesuita –. Per quanto ci è possibile vogliamo intuire ciò che sarà, anticipare le tendenze e i fenomeni, prevederne l’impatto, tenere desta l’attenzione dei nostri lettori”.

Spadaro ha quindi evidenziato le principali novità, da un punto di vista della grafica – rimasta immutata dal 1970 – e contenutistico. Restyling della testata, creazione di un marchio, impaginazione della copertina, riprogettazione delle gabbie interne, questi i cambiamenti più rilevanti intorno al “filo conduttore grafico della rivista dalla fondazione a oggi” che è il font Bodoni, che “è stato preservato e valorizzato, passando dal Bodoni Poster al Bodoni Normal”. Sulla copertina torna il colore bordeaux ante 1970 nella data e nel titolo oltre che nel logo che fonde i segni della rivista con quelli della Compagnia di Gesù.

“A livello di struttura – ha rilevato il direttore de 'La Civiltà Cattolica' – scompaiono le 'cronache' in un mondo in cui la cronaca è affidata ai quotidiani, e oggi anche ai blog e ai tweets in tempo reale. Insisteremo invece sui 'ponti', cioè sulle riflessioni, le valutazioni critiche, i ragionamenti, anche sulla contemporaneità più attuale, grazie alla rubrica 'Focus' con articoli legati all’attualità di carattere politico, economico, internazionale, di società, di diritto”. La riflessione sulla Chiesa avrà “un posto fisso al cuore, cioè al centro, della rivista” mentre “appariranno nuove rubriche mobili quali il 'Profilo' e l’'Intervista'”. Aumenterà la presenza di firme internazionali di padri gesuiti e la varietà degli argomenti trattati. Spadaro ha annunciato l'intenzione di essere “più presenti rispetto al mondo scientifico, alla musica – è stata già aperta una sezione di schede musicali, non solo classica ma anche contemporanea -, alla cultura digitale e le nuove tecnologie”. La rivista intanto diventa disponibile su tutti i tablet con applicazioni su iPad, iPhone, Android, Kindle Fire e Windows 8. Con un solo abbonamento (80 euro annui) i lettori potranno leggerla sia in formato cartaceo che digitale.

Una particolare attenzione è rivolta all'interazione con i social network. "Oggi – ha affermato padre Spadaro – comunicare significa sempre meno 'trasmettere' notizie e sempre più essere testimoni e 'condividere' con altri visioni e idee”. Per questo motivo il contenuto della rivista nella forma essenziale dell’abstract è “reso 'aperto' alle reti sociali per la fruizione, la condivisione, il commento, il dibattito, nelle forme che saranno possibili nell’ambito proprio: non il nostro sito ma i networks sociali come Facebook e Twitter”. Inoltre, grazie alla collaborazione di Google, è stato avviato un progetto per cui saranno resi fruibili su web tutti i fascicoli pubblicati dal 1850 al 2008. Google aveva infatti digitalizzato i volumi nel contesto del suo progetto Google Libri, attraverso accordi con diverse biblioteche in Europa e negli Stati Uniti. “I volumi ancora tutelati da copyright – ha spiegato Spadaro – verranno ora resi disponibili su nostra autorizzazione”.

“La Civiltà cattolica – ha concluso Spadaro – per essere fedele alla sua natura e al suo compito, non mancherà di rinnovarsi continuamente e il rinnovamento che oggi presentiamo è una tappa di questo cammino”.

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