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Prima Giornata Internazionale della Felicità

© SHUTTERSTOCK
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Istituita dall'ONU, si celebra il 20 marzo

Tra le tante Giornate istituite a livello internazionale, il 20 marzo se ne celebra una originale e particolarmente incoraggiante: quella della felicità.

Nel suo messaggio per la prima celebrazione della Giornata, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha esortato a “rafforzare i nostri sforzi per uno sviluppo umano inclusivo e sostenibile e a rinnovare il nostro impegno ad aiutare gli altri. Quando contribuiamo al bene comune, noi stessi siamo arricchiti. La compassione promuove la felicità e aiuterà a costruire il futuro che desideriamo”.

Tutti, ha infatti sottolineato il segretario generale, aspirano a condurre “una vita felice e realizzata, senza paura e povertà, e in armonia con la natura”, ma il benessere materiale fondamentale “è ancora irraggiungibile per troppe persone che vivono in estrema indigenza” e subiscono la “minaccia costante” di “crisi socio-economiche, violenza e crimine, degrado ambientale e crescenti minacce di cambiamenti climatici”.

La felicità è un concetto fondamentale nel cattolicesimo. Come ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica, infatti, le beatitudini descritte da Gesù nel cosiddetto discorso della montagna “rispondono all'innato desiderio di felicità. Questo desiderio è di origine divina; Dio l'ha messo nel cuore dell'uomo per attirarlo a sé, perché egli solo lo può colmare” (n. 1718).

Gesù, inoltre, ci ha rivelato Dio “come Padre amante della vita e della felicità dell’uomo, per cui la religione cristiana non è contraria alla realizzazione della felicità, anzi la vuole promuovere”. Per vivere la gioia che Gesù ci dona, bisogna “condividere la comunione che Gesù ha con il Padre, essere umili come Lui, poveri in spirito. Chi vive consapevolmente la comunione filiale con il Padre, fa esperienza di gioia anche in mezzo alle tribolazioni, come Gesù” (Religiose dei Sacri Cuori di Gesù e Maria). 


Gesù è il primo a volerci felici. Il cristianesimo, infatti, si è caratterizzato fin dall’inizio come l’annuncio di una gioia, una gioia non solo umana, ma divina. Come ha scritto il domenicano padre C. Spicq, “caratteristica precipua della religione giudeo-cristiana è la gioia” che si contrappone al pessimismo e alla disperazione in cui versava il paganesimo del I secolo.  La gioia del cristianesimo è legata al suo stesso messaggio: l’uomo è stato creato per la gioia, e Cristo si è incarnato per restituire l’uomo a quella gioia che era stata ed è tuttora rovinata dal peccato (Amici Domenicani, 10 dicembre 2008).

Per questo, la Giornata Internazionale della Felicità è anche un invito ai credenti a riscoprire questo aspetto essenziale della fede cattolica, quella chiamata ad essere felici che Dio rivolge a ciascuno perché raggiungiamo l'obiettivo che da sempre desidera per noi.

Tags:
felicità
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