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Il cyberbullismo terrorizza i giovani

Aleteia - pubblicato il 05/02/13

I soprusi telematici ritenuti peggiori di quelli reali

Ben il 72% dei giovani che frequentano i social network lo ritiene il fenomeno sociale più pericoloso del proprio tempo. È il cyberbullismo, che rischia di essere peggiore di quello reale. Lo rivela l'indagine “I ragazzi e il cyberbullismo”, realizzata da Ipsos per Save the Children e diffusa alla vigilia del Safer Internet Day, la Giornata della Sicurezza in Internet, istituita dieci anni fa dalla Commissione Europea per promuovere un utilizzo sicuro e responsabile dei nuovi media e che quest'anno si svolge il 5 febbraio.

Secondo la ricerca, i social network sono la modalità d'attacco preferita dai cyberbulli (61%), che di solito colpiscono la vittima attraverso la diffusione di foto e immagini denigratorie (59%) o la creazione di gruppi “contro” (57%) (La Stampa.it, 4 febbraio).

Per molti giovani, il cyberbullismo arriva a compromettere il rendimento scolastico (38%, il 43% nel nord-ovest), erode la volontà di aggregazione della vittima (65%, con picchi del 70%) e nei peggiori dei casi può comportare serie conseguenze psicologiche come la depressione (57%, percentuale che sale al 63% nelle ragazze tra i 15 e i 17 anni).

Essendo ritenuto il fenomeno più pericoloso dai due terzi dei ragazzi,il cyberbullismo è considerato peggiore della droga (55%), del pericolo di subire molestie da un adulto (44%) o del rischio di contrarre una malattia sessualmente trasmissibile (24%) (La Stampa.it, 4 febbraio).

Le vittime sono coloro che vengono ritenuti “diversi” per molteplici ragioni: l'aspetto estetico (67%), la timidezza (67%), il presunto orientamento sessuale (56%), l'essere straniero (43%), l'abbigliamento non convenzionale (48%), la disabilità (31%) (Ansa.it, 4 febbraio).

Per l'83% dei ragazzi, gli episodi di bullismo “virtuale” sono molto più dolorosi di quelli reali perché non ci sarebbero limiti a quello che si può dire e fare (73%), potrebbe avvenire continuamente e in ogni ora del giorno e della notte (57%) o non finire mai (55%). Per il 50% dei giovani, inoltre, la rete rende anonimi e quindi apparentemente non perseguibili e consente di falsare i protagonisti.

La sensazione di persecuzione ha radici più profonde perché il cyberbullismo segue ovunque e ogni volta che si accede alla posta, per cui la vittima ha la sensazione di non poter trovare mai un rifugio o un campo neutro come accade invece nella realtà (Corriere.it, 3 gennaio).

A questo proposito, tra le attività promosse per sensibilizzare i più giovani su un utilizzo corretto e consapevole dei nuovi media, Save the children ha preparato un cartoon sul cyberbullismo, disponibile anche in un'applicazione per Apple e Android (Sky Tg24, 4 febbraio).

In occasione del Safer Internet Day 2013, Google ha inoltre lanciato un vademecum che presenta dieci consigli per navigare sicuri sul web. Tra i suggerimenti, utilizzare password lunga e differente per ciascuno degli account; non inviare mai la password via e-mail; evitare truffe non rispondendo a mail che chiedono dati personali; nelle registrazioni verificare che l'indirizzo inizi con https://, perché la “s” indica che la connessione al sito è crittografata (Corriere.it, 4 febbraio).

Lo slogan della Giornata di quest'anno è “Connect with respect”, con il tema “Online rights and responsabilities” (Diritti e responsabilità online). L’obiettivo è quello di richiamare l’attenzione di tutti ad avere dei comportamenti rispettosi e utilizzare i social network avendo chiari i diritti e i limiti oltre i quali non si deve andare (Famiglia Cristiana, 5 febbraio).

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