Ricevi Aleteia tutti i giorni
Comincia la tua giornata nel modo migliore: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!
Aleteia
Oggi festeggiamo anche...

venerdì 7 Agosto
San Gaetano Thiene

Compatrono di Napoli

San Gaetano da Thiene
Condividi

Gaetano appartiene alla  ricca famiglia vicentina dei conti Thiene. Secondo alcune fonti sarebbe nato nell’ottobre 1480. Al fonte battesimale gli viene dato il nome di Gaetano, questo per ricordare la figura di suo zio: Canonico Gaetano Thiene docente all’Università di Padova e morto quindici anni prima della sua nascita. Purtroppo Gaetano resta quasi subito orfano, poiché suo padre, Gasparo Thiene, muore in guerra presso Velletri, forse per malaria, dopo la vittoria del 21 agosto 1482. Così la sua mamma, contessa Maria da Porto, rimane vedova con tre bambini tutti in tenera età : Giovanni Battista, Alessandro e ultimo Gaetano.

Nel 1504 si laureò a Padova in diritto civile e canonico (utroque iure); venne chiamato a Roma come segretario particolare di Pp Giulio II (Giuliano della Rovere, 1503-1513) nel 1506 e gli venne anche conferito il titolo di Protonotario apostolico (il funzionario della Curia Romana con la funzione di rogare gli atti più importanti).

Venne ordinato sacerdote il 30 settembre 1516 ma celebrerà la sua prima messa solo il 6 gennaio 1517, festa dell’Epifania, nella Basilica di Santa Maria Maggiore.

Lasciò sotto Pp Leone X (Giovanni de’ Medici, 1513-1521) la corte pontificia maturando, specie nell’Oratorio del Divino Amore, l’esperienza congiunta di preghiera e di servizio ai poveri e agli esclusi. Devoto del presepe e della passione del signore, fondò, nel 1524, con Gian Pietro Carafa, vescovo di Chieti (futuro Pp Paolo IV), i “Chierici Regolari” (detti poi Teatini, dal nome latino di Chieti) con lo scopo primario di restaurare nel clero la regola primitiva di vita apostolica.

La sua attività multiforme si esplicherà a Napoli fino alla morte. Fondò ospizi per anziani; potenziò l’Ospedale degli Incurabili; per difendere i poveri dagli usurai promosse l’istituzione del Monte di Pietà da cui, nel 1539, trarrà origine il Banco di Napoli, il più grande Istituto bancario del Mezzogiorno; suscitò nel popolo la frequenza assidua dei sacramenti e stette loro vicino durante le carestie e le ricorrenti epidemie come il colera, che flagellarono la città in quel periodo, peraltro agitata da sanguinosi tumulti.

Per ironia della sorte, fu proprio il teatino cofondatore Gian Pietro Carafa, divenuto Pp Paolo IV (1555-1559), a permettere che nell’Inquisizione, imperante in quei tempi, si usassero metodi diametralmente opposti allo spirito della Congregazione teatina, essenzialmente mite, permissiva, rispettosa delle altre idee. E quando le autorità civili vollero instaurare nel Viceregno di Napoli, il tribunale dell’Inquisizione, il popolo napoletano (unico a farlo nella storia triste dell’Inquisizione in Europa) si ribellò; la repressione spagnola fu violenta e ben 250 napoletani vennero uccisi, per difendere un principio di libertà. Gaetano in quel triste momento, fece di tutto per evitare il massacro e, quando si accorse che la sua voce non era ascoltata, offrì a Dio la sua vita in cambio della pace.

Il Signore accettò la sua offerta chiamandolo nel suo regno la domenica 7 agosto 1547, e proprio in questo giorno cessarono i tumulti e ritornò la pace nella città di Napoli.

L’opera che più l’aveva assillato nella sua vita, era, senza dubbio, la riforma della Chiesa. Al contrario del contemporaneo Martin Lutero, operò la sua riforma dal basso verso l’alto, formando il clero e dedicandosi all’apostolato fra i poveri, i diseredati e gli ammalati, specie se abbandonati. A quanti gli facevano notare che i napoletani non potevano essere così generosi negli aiuti, come i ricchi veneziani, rispondeva: « E sia, ma il Dio di Venezia è anche il Dio di Napoli ».

Il popolo napoletano non ha mai dimenticato questo vicentino di Thiene, venuto a donarsi a loro fino a morirne per la stanchezza e gli strapazzi, in un’assistenza senza risparmio e continua. La piazza antistante la Basilica di S. Paolo Maggiore è a lui intitolata, ma la stessa basilica, per secoli sede dell’Ordine, è ormai da tutti chiamata di S. Gaetano.

Il suo corpo, insieme a quello del beato Marinoni, del beato Paolo Burali ed altri venerabili teatini, è deposto nella cripta monumentale, che ha un accesso diretto sulla piazza, ed è meta di continua devozione del popolo dello storico e popoloso rione.

Nella piazza, come in altre zone di Napoli, vi è una grande statua che lo raffigura; da secoli è stato nominato compatrono di Napoli. Il suo è uno dei nomi più usati da imporre ai figli dei napoletani e di tutta la provincia.

Gaetano Thiene venne beatificato il 23 novembre 1624 da Pp Urbano VIII (Maffeo Barberini, 1623-1644) e canonizzato il 12 aprile 1671 da Pp Clemente X (Emilio Altieri, 1670-1676).

  1. Gaetano Thiene è la testimonianza di quanto la Chiesa nei secoli, attraverso i suoi figli, sia stata sempre all’avanguardia e con molto anticipo sul potere laico, nel realizzare, inventare e gestire opere di assistenza in tutte le sue forme per il popolo, specie dove c’è sofferenza.

 Per la sua illimitata fiducia in Dio è venerato come il santo della provvidenza.

Il santo viene solitamente rappresentato con l’abito talare, in ginocchio, mentre la Beata Vergine gli mette in braccio il Bambino Gesù. La scena è ispirata ad un episodio narrato dallo stesso Gaetano Thiene in una sualettera alla sua confidente spirituale, suor Laura Mignani : durante la celebrazione della sua prima Messa gli sarebbe apparsa la Madonna e gli avrebbe messo tra le braccia il Bambino.

Accedi qui all'archivio dei santi del giorno

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

O Gesù salvatore,
luce vera del mondo,
accogli le primizie
della nostra preghiera.

Risveglia in noi la fede,
la speranza, l'amore;
dona pace e concordia
e letizia perfetta.

Lenisci con le lacrime
la durezza dei cuori,
accendi il desiderio
della patria beata.

A te sia gloria, o Cristo,
speranza delle genti,
al Padre e al Santo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Un cuore affranto e umiliato
non disprezzarlo, Signore.

SALMO 50
Pietà di me, o Signore

Rinnovatevi nello spirito della vostra mente e rivestite l'uomo nuovo (cfr Ef 4,23-24)

Pietà di me, o Dio,
secondo la tua misericordia; *
nel tuo grande amore
cancella il mio peccato.

Lavami da tutte le mie colpe, *
mondami dal mio peccato.
Riconosco la mia colpa, *
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

Contro di te, contro te solo ho peccato, *
quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto;
perciò sei giusto quando parli, *
retto nel tuo giudizio.

Ecco, nella colpa sono stato generato, *
nel peccato mi ha concepito mia madre.
Ma tu vuoi la sincerità del cuore *
e nell'intimo m'insegni la sapienza.

Purificami con issopo e sarò mondato; *
lavami e sarò più bianco della neve.
Fammi sentire gioia e letizia, *
esulteranno le ossa che hai spezzato.

Distogli lo sguardo dai miei peccati, *
cancella tutte le mie colpe.
Crea in me, o Dio, un cuore puro, *
rinnova in me uno spirito saldo.

Non respingermi dalla tua presenza *
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia di essere salvato, *
sostieni in me un animo generoso.

Insegnerò agli erranti le tue vie *
e i peccatori a te ritorneranno.
Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, *
la mia lingua esalterà la tua giustizia.

Signore, apri le mie labbra *
e la mia bocca proclami la tua lode;
poiché non gradisci il sacrificio *
e, se offro olocausti, non li accetti.

Uno spirito contrito *
è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato, *
tu, o Dio, non disprezzi.

Nel tuo amore
fa' grazia a Sion, *
rialza le mura
di Gerusalemme.

Allora gradirai i sacrifici prescritti, *
l'olocausto e l'intera oblazione,
allora immoleranno vittime *
sopra il tuo altare.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Un cuore affranto e umiliato
non disprezzarlo, Signore.

2a antifona

Nel tuo sdegno, Signore,
ricordati della tua misericordia.

CANTICO Ab 3, 2-4. 13a. 15-19
Dio appare per il giudizio

Vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria grande. Levate il capo perché la vostra liberazione è vicina (Lc 21, 27.28).

Signore, ho ascoltato il tuo annunzio, *
Signore, ho avuto timore della tua opera.

Nel corso degli anni manifestala, †
falla conoscere nel corso degli anni. *
Nello sdegno ricordati di avere clemenza.

Dio viene da Teman, *
il Santo dal monte Paran.

La sua maestà ricopre i cieli, *
delle sue lodi è piena la terra.

Il suo splendore è come la luce, †
bagliori di folgore escono dalle sue mani: *
là si cela la sua potenza.

Sei uscito per salvare il tuo popolo, *
per salvare il tuo consacrato.
Hai affogato nel mare i cavalli dell'empio, *
nella melma di grandi acque.

Ho udito e fremette il mio cuore, *
a tal voce tremò il mio labbro,
la carie entra nelle mie ossa *
e sotto di me tremano i miei passi.

Sospiro al giorno dell'angoscia *
che verrà contro il popolo che ci opprime.

Il fico infatti non germoglierà, †
nessun prodotto daranno le viti, *
cesserà il raccolto dell'olivo,

i campi non daranno più cibo, †
i greggi spariranno dagli ovili *
e le stalle rimarranno senza buoi.

Ma io gioirò nel Signore, *
esulterò in Dio mio salvatore.

Il Signore Dio è la mia forza, †
egli rende i miei piedi
come quelli delle cerve *
e sulle alture mi fa camminare.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Nel tuo sdegno, Signore,
ricordati della tua misericordia.

3a antifona

Glorifica il Signore, Gerusalemme,
loda, Sion, il tuo Dio.  †

SALMO 147
La Gerusalemme riedificata

Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell'Agnello (Ap 21, 9).

Glorifica il Signore, Gerusalemme, *
loda, Sion, il tuo Dio.
† Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, *
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli ha messo pace nei tuoi confini *
e ti sazia con fior di frumento.
Manda sulla terra la sua parola, *
il suo messaggio corre veloce.

Fa scendere la neve come lana, *
come polvere sparge la brina.
Getta come briciole la grandine, *
di fronte al suo gelo chi resiste?

Manda una sua parola ed ecco si scioglie, *
fa soffiare il vento e scorrono le acque.
Annunzia a Giacobbe la sua parola, *
le sue leggi e i suoi decreti a Israele.

Così non ha fatto
con nessun altro popolo, *
non ha manifestato ad altri
i suoi precetti.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Glorifica il Signore, Gerusalemme,
loda, Sion, il tuo Dio.

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Matteo (16,24-28)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.
Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima?
Poiché il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni.
In verità vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell'uomo venire nel suo regno».

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

O Gesù redentore,
immagine del Padre,
luce d'eterna luce,
accogli il nostro canto.

Per radunare i popoli
nel patto dell'amore,
distendi le tue braccia
sul legno della croce.

Dal tuo fianco squarciato
effondi sull'altare
i misteri pasquali
della nostra salvezza.

A te sia lode, o Cristo,
speranza delle genti,
al Padre e al Santo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Signore, libera l'anima mia dalla morte,
il mio piede dalla caduta.

SALMO 114
Rendimento di grazie

È necessario attraversare molte tribolazioni per entrare nel regno di Dio (At 14, 21).

Amo il Signore perché ascolta *
il grido della mia preghiera.
Verso di me ha teso l'orecchio *
nel giorno in cui lo invocavo.

Mi stringevano funi di morte, *
ero preso nei lacci degli inferi.

Mi opprimevano tristezza e angoscia †
e ho invocato il nome del Signore: *
«Ti prego, Signore, salvami».

Buono e giusto è il Signore, *
il nostro Dio è misericordioso.
Il Signore protegge gli umili: *
ero misero ed egli mi ha salvato.

Ritorna, anima mia, alla tua pace, *
poiché il Signore ti ha beneficato;

egli mi ha sottratto dalla morte, †
ha liberato i miei occhi dalle lacrime, *
ha preservato i miei piedi dalla caduta.

Camminerò alla presenza del Signore *
sulla terra dei viventi.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Signore, libera l'anima mia dalla morte,
il mio piede dalla caduta.

2a antifona

Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra.

SALMO 120
Il custode di Israele

Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il sole, né arsura di sorta (Ap 7, 16).

Alzo gli occhi verso i monti: *
da dove mi verrà l'aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore, *
che ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede, *
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenta, non prende sonno, *
il custode d'Israele.

Il Signore è il tuo custode, †
il Signore è come ombra che ti copre, *
e sta alla tua destra.

Di giorno non ti colpirà il sole, *
né la luna di notte.
Il Signore ti proteggerà da ogni male, *
egli proteggerà la tua vita.

Il Signore veglierà su di te,
quando esci e quando entri, *
da ora e per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra.

3a antifona

Giuste e vere sono le tue vie,
o re delle genti.

CANTICO Ap 15, 3-4
Inno di adorazione e di lode

Grandi e mirabili sono le tue opere, †
o Signore Dio onnipotente; *
giuste e veraci le tue vie, o Re delle genti!

Chi non temerà il tuo nome, †
chi non ti glorificherà, o Signore? *
Tu solo sei santo!

Tutte le genti verranno a te, Signore, †
davanti a te si prostreranno, *
perché i tuoi giusti giudizi si sono manifestati.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Giuste e vere sono le tue vie,
o re delle genti.

Santa Gertrude di Helfta (1256-1301)

monaca benedettina

L'araldo del divino amore, Libro III, SC 143

"Se qualcuno vuol venire dietro a me ..., prenda la sua croce" (Mt 16,24)

Durante il riposo (...) "Ecco che viene il Signore, nostro Protettore, il Santo d'Israele", Gertrude comprese che se qualcuno s'impegnasse nel cuore a mettere la sua volontà assoluta a desiderare che la condotta della vita, nelle gioie come nelle avversità, obbedisca alla adorabilissima volontà di Dio, renderebbe al Signore con tale disposizione, per mezzo della grazia di Dio, lo stesso onore che rende al Sovrano chi gli pone in testa la corona imperiale. (...)

Ella vide il Signore che avanzava su una strada, certo gradevole per la bellezza delle piante e dei fiori, ma stretta ed aspra tra cespugli di spine. Il Signore sembrava camminare dietro una croce che, evitando le spine da ogni lato, permetteva un comodo passaggio e si volgeva con viso sereno verso coloro che lo seguivano e li incoraggiava dicendo: "Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua..." (Mt 16,24)

Ella comprese da quelle parole che ognuno ha per croce la sua prova. Per esempio, la croce di alcuni è dover agire contro il proprio volere, sotto il pungolo dell'obbedienza; quella di altri, è vedere il peso delle infermità ostacolare la libertà; e così per ognuno. La croce, ognuno deve portarla accettando con tutta la volontà di soffrire quanto lo contraria e tutto impegnandosi meglio che può e non tralasciando nulla di ciò che sa essere per la gloria di Dio.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni