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sabato 20 luglio
Beato Luigi Novarese

Sacerdote e Fondatore

LUIGI NOVARESE
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Luigi Novarese nasce a Casale Monferrato, in Piemonte, il 29 luglio 1914, ultimo di nove figli. Il padre morì quando Luigi aveva appena nove mesi. Così la giovane mamma Teresa, appena trentenne, si dovette occupare da sola della numerosa famiglia.

Luigi sperimentò personalmente la sofferenza. All’età di nove anni, gli fu diagnosticata una coxite destra, per cui gli venne applicato un apparecchio gessato per tenere dritte le gambe. Iniziò così il continuo pellegrinaggio da un ospedale all’altro, ma senza risultato. In quel periodo sperimentò sulla sua pelle quali fossero le gravi condizioni in cui si trovavano solitamente gli ammalati.
La cosa che più lo faceva soffrire era sentire i malati bestemmiare, a volte perché non assistiti dal personale. Allora, con notevoli sforzi cercava di aiutarli lui stesso, per evitare che bestemmiassero ancora di più.

Il 17 maggio 1931, uscì dall’ospedale completamente guarito, dopo una novena con i ragazzi di Valdocco. Tornato a casa il suo pensiero fu, come promesso alla Madonna, di dedicare la sua vita agli ammalati. Continuò gli studi per conseguire la licenza liceale e iscriversi alla facoltà di medicina a Torino ma, alla morte della mamma, nel 1935, decise di farsi sacerdote e di servire gli ammalati dal punto di vista spirituale. Proseguì gli studi a Roma, presso l’Almo Collegio Capranica.

Fu ordinato sacerdote il 17 dicembre 1938, nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Nel 1941 fu assunto presso la Segreteria di Stato e vi rimase fino al 1970, quando fu distaccato per seguire esclusivamente l’Assistenza Religiosa Ospedaliera d’Italia, di cui ricevette incarico dal 1962.
Per la sua esperienza di malattia e di sanatorio, volle dedicare la sua vita a un nuovo apostolato: “la promozione integrale della persona sofferente”. Suo scopo era valorizzare, recuperare la persona ammalata “integralmente”, partendo dalla sua anima e proseguendo in ogni ambito della sua vita: il corpo, il lavoro, gli affetti, ecc.

Mons. Luigi Novarese, con Sorella Elvira Psorulla, alla quale chiese di collaborare in questo suo nuovo apostolato, diede vita alle fondazioni che, a diverso livello, si propongono il sostegno spirituale, umano e materiale delle persone sofferenti:
– “Lega Sacerdotale Mariana” (1943),
– “Centro Volontari della Sofferenza” (1947),
– “Silenziosi Operai della Croce” (1950),
– “Fratelli degli Ammalati” (1952).

Dal 9 al 15 settembre 1952 tenne, ad Oropa (BI), il primo corso di esercizi spirituali al primo gruppo di Silenziosi Operai della Croce provenienti da diverse parti d’Italia. Fu in quella occasione che si pensò di costruire una casa per ospitare ammalati e handicappati che desiderano vivere annualmente l’esperienza degli esercizi spirituali. La prima di queste case è stata costruita a Re (VB), e fu dedicata al “Cuore Immacolato di Maria“.

Volendo fare di più per gli ammalati, Mons. Novarese pensò a dei laboratori che permettessero l’inserimento dei disabili nel mondo lavorativo e l’indipendenza economica dalle loro famiglie. Questo avveniva nel 1954 dopo un fatto miracoloso che coinvolse un membro della comunità. È doveroso ricordare che in quegli anni nessuno si occupava ancora degli handicappati.
Qualche anno dopo, nel 1957, la prima Comunità di Silenziosi Operai della Croce entrò in quella che diverrà la “Casa Madre” dell’associazione, presso il Santuario di Valleluogo in Ariano Irpino (AV). Le opere continuarono a crescere e Mons. Luigi Novarese aveva iniziato a pensare oltre i confini italiani, sognando quella che definiva “l’unione mondiale degli ammalati”. Mons. Novarese elaborò idee divenute portanti nell’attuale impegno associativo nella Chiesa Universale e presenti in documenti del magistero universale come la Salvifici Doloris e la Christifideles Laici.

Alla sua morte, a Rocca Priora (RM) il 20 luglio 1984, San Giovanni Paolo II, definendolo “Apostolo dei malati”, commentò la notizia deplorando la morte di una persona veramente preziosa per l’intera Chiesa.

Luigi Novarese è stato dichiarato Beato l’11 maggio 2013 durante la Celebrazione nella Basilica di San Paolo fuori le mura in Roma, presieduta dal Card. Tarcisio Bertone S.D.B., Segretario di Stato, in rappresentanza di Papa Francesco.

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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

L'aurora inonda il cielo
di una festa di luce,
e riveste la terra
di meraviglia nuova.

Fugge l'ansia dai cuori,
s'accende la speranza
emerge sopra il caos
un'iride di pace.

Così nel giorno ultimo
l'umanità in attesa
alzi il capo e contempli
l'avvento del Signore.

Sia gloria al Padre altissimo
e a Cristo l'unigenito,
sia lode al Santo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Vicino sei tu, Signore,
e vere tutte le tue vie.

SALMO 118, 145-152  XIX (Cof)
Promessa di osservare la legge di Dio

In questo consiste l'amore di Dio, nell'osservare i suoi comandamenti (1 Gv 5, 3)

T'invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi; *
custodirò i tuoi precetti.
Io ti chiamo, salvami, *
e seguirò i tuoi insegnamenti.

Precedo l'aurora e grido aiuto, *
spero sulla tua parola.
I miei occhi prevengono le veglie della notte *
per meditare sulle tue promesse.

Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia; *
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.
A tradimento mi assediano i miei persecutori, *
sono lontani dalla tua legge.

Ma tu, Signore, sei vicino, *
tutti i tuoi precetti sono veri.
Da tempo conosco le tue testimonianze *
che hai stabilite per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Vicino sei tu, Signore,
e vere tutte le tue vie.

2a antifona

Mi assista, Signore, la tua sapienza:
sia con me nella fatica.

CANTICO Sap 9, 1-6. 9-11
Signore, dammi la sapienza

Io vi darò lingua e sapienza a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere (Lc 21, 15)

Dio dei padri e Signore di misericordia, *
che tutto hai creato con la tua parola,
che con la tua sapienza hai formato l'uomo, *
perché domini sulle creature che tu hai fatto,

e governi il mondo con santità e giustizia *
e pronunzi giudizi con animo retto,
dammi la sapienza, che siede accanto a te in trono *
e non mi escludere dal numero dei tuoi figli,

perché io sono tuo servo e figlio della tua ancella, †
uomo debole e di vita breve, *
incapace di comprendere la giustizia e le leggi.

Anche il più perfetto tra gli uomini, †
privo della tua sapienza, *
sarebbe stimato un nulla.

Con te è la sapienza che conosce le tue opere, *
che era presente quando creavi il mondo;
essa conosce che cosa è gradito ai tuoi occhi *
e ciò che è conforme ai tuoi decreti.

Mandala dai cieli santi, *
dal tuo trono glorioso,
perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica *
e io sappia ciò che ti è gradito.

Essa tutto conosce e tutto comprende: †
mi guiderà con prudenza nelle mie azioni *
e mi proteggerà con la sua gloria.

Gloria al Padre e al Figlio, *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Mi assista, Signore, la tua sapienza:
sia con me nella fatica.

3a antifona

La fedeltà del Signore rimane per sempre.

SALMO 116
Invito di Dio a lodare il suo amore

Questo io dico: le nazioni pagane glorificano Dio per la sua misericordia (cfr. Rm 15, 8. 9).

Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

La fedeltà del Signore rimane per sempre.

Dal vangelo  secondo Matteo (12, 14-21)

In quel tempo i farisei, usciti, tennero consiglio contro di lui per toglierlo di mezzo.
Ma Gesù, saputolo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli guarì tutti,
ordinando loro di non divulgarlo,
perché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta Isaia:
"Ecco il mio servo che io ho scelto; il mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Porrò il mio spirito sopra di lui e annunzierà la giustizia alle genti.
Non contenderà, né griderà, né si udrà sulle piazze la sua voce.
La canna infranta non spezzerà, non spegnerà il lucignolo fumigante, finché abbia fatto trionfare la giustizia;
nel suo nome spereranno le genti".

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Dio, che all'alba dei tempi
creasti la luce nuova,
accogli il nostro canto,
mentre scende la sera.

Veglia sopra i tuoi figli
pellegrini nel mondo;
la morte non ci colga
prigionieri del male.

La tua luce risplenda
nell'intimo dei cuori,
e sia pegno e primizia
della gloria dei cieli.

Te la voce proclami,
o Dio trino e unico,
te canti il nostro cuore,
te adori il nostro spirito. Amen.

1a antifona

La pace sia con te,
Gerusalemme!

SALMO 121
Saluto alla città santa di Gerusalemme

Voi vi siete accostati al monte Sion e alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste (Eb 12, 22).

Quale gioia, quando mi dissero: *
«Andremo alla casa del Signore».
E ora i nostri piedi si fermano *
alle tue porte, Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita *
come città salda e compatta.

Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, †
secondo la legge di Israele, *
per lodare il nome del Signore.

Là sono posti i seggi del giudizio, *
i seggi della casa di Davide.

Domandate pace per Gerusalemme: *
sia pace a coloro che ti amano,
sia pace sulle tue mura, *
sicurezza nei tuoi baluardi.

Per i miei fratelli e i miei amici *
io dirò: «Su di te sia pace!».
Per la casa del Signore nostro Dio, *
chiederò per te il bene.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

La pace sia con te,
Gerusalemme!

2a antifona

Più che la sentinella il mattino,
l'anima mia attende il Signore.

SALMO 129
Dal profondo a te grido

Egli salverà il suo popolo dai suoi peccati (Mt 1, 21).

Dal profondo a te grido, o Signore; *
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti *
alla voce della mia preghiera.

Se consideri le colpe, Signore, *
Signore, chi potrà sussistere?
Ma presso di te è il perdono, *
perciò avremo il tuo timore.

Io spero nel Signore, *
l'anima mia spera nella sua parola.
L'anima mia attende il Signore *
più che le sentinelle l'aurora.

Israele attenda il Signore, *
perché presso il Signore è la misericordia,
grande è presso di lui la redenzione; *
egli redimerà Israele da tutte le sue colpe.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Più che la sentinella il mattino,
l'anima mia attende il Signore.

3a antifona

Cielo e terra si pieghino
al nome di Cristo Signore, alleluia.

CANTICO Fil 2, 6-11
Cristo servo di Dio

Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, *
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;

ma spogliò se stesso, †
assumendo la condizione di servo *
e divenendo simile agli uomini;

apparso in forma umana, umiliò se stesso †
facendosi obbediente fino alla morte *
e alla morte di croce.

Per questo Dio l'ha esaltato *
e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome;

perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi †
nei cieli, sulla terra *
e sotto terra;

e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore, *
a gloria di Dio Padre.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Cielo e terra si pieghino
al nome di Cristo Signore, alleluia.

Filosseno di Mabbug (? - ca 523)

vescovo in Siria

Omelia n. 5, Sulla semplicità, 137-139

"Non contenderà, né griderà"

Ascolta il profeta che annuncia nostro Signore. Lo paragona all'agnello, alla pecora, gli animali più innocenti: "Era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca" (Is 53,7). (...) Nostro Signore non è stato paragonato a un leone quando è stato condotto a morte. (...) Come un agnello, come una pecora, restava in silenzio quando è stato condotto alla Passione e alla morte: "come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca" nella sua umiliazione.

Ha confermato la parola della profezia col suo agire, è rimasto in silenzio quando lo hanno condotto, ha taciuto quando l'hanno giudicato, non si è lamentato quando l'hanno flagellato, non ha discusso quando l'hanno condannato, non si è irritato quando l'hanno legato. Non ha mormorato quando l'hanno schiaffeggiato, non ha gridato quando l'hanno spogliato delle vesti, come una pecora del suo vello. Non li ha maledetti quando gli hanno dato il fiele e l'aceto; non ha protestato contro coloro che lo hanno inchiodato al legno.

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