Ricevi Aleteia tutti i giorni
Solo le storie che vale la pena leggere: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia
Oggi festeggiamo anche...

sabato 15 giugno
Beato Clemente Vismara

Missionario in Birmania

CLEMENTE VISMARA
Condividi

Clemente Vismara nasce ad Agrate Brianza (MB) il 6 settembre 1897, quinto di sei fratelli e sorelle di una famiglia dignitosamente povera: suo padre Attilio Egidio faceva il sellaio, la mamma, Stella Annunziata Porta, era cucitrice.

Fu presto provato dal dolore: quando aveva cinque anni morì la sua mamma (22 settembre 1902), tre anni dopo morì il suo papà (8 gennaio 1905) e i parenti – in particolare lo zio, parroco di Bussero – non trovarono soluzione migliore che affidarlo al Collegio Villoresi di Monza.

La sua vita fu tutta un’avventura. Entrato nel Seminario di S. Pietro in Seveso nel 1913, si distinse subito per la sua vivacità, che conservò anche, quando, scoppiata la prima guerra mondiale, fu chiamato al fronte come molti seminaristi: “Credevo che fosse più brutto stare in caserma – scriveva al Rettore nel novembre 1916 -, invece a sapere un po’ fare e saper indurire un po’ le orecchie, la si può passare un pochettino bene come la passo io. I miei compagni non sono più così cattivi come a parole vorrebbero dimostrare. Prima di levarmi e di coricarmi dico le mie orazioni in presenza di tutti e nessuno osa dirmi qualche cosa, anzi alle volte io stesso grido in mezzo alla caserma che abbiamo a dire anche le orazioni”.

Non c’è dubbio: un giovane entusiasta e senza paura, che, al ritorno dal fronte, decise di passare al PIME, o meglio – come si chiamava allora – all’Istituto per le Missioni Estere, una forma ante litteram dei fidei donum, poiché era formato da sacerdoti ambrosiani a tutti gli effetti, ma che si sarebbero dedicati alle missioni.

D’altra parte il suo motto era : “Il mondo è bello e la vita più bella ancora. Altrimenti a cosa serve la fede?”.

Fu ordinato sacerdote il 26 maggio 1923 dal Card. Eugenio Tosi. Tre mesi dopo partì già per la Birmania, una regione, allora, ancora inesplorata in gran parte, coperta da una vegetazione incontaminata sin dalla creazione del mondo! Si buttò a capofitto nella nuova vita di avventure e di fatiche: per raggiungere la base della sua missione, Kengtung, partendo dall’ultima postazione, la città di Toungoo, dovette cavalcare per quattordici giorni. C’erano alcuni confratelli, ma spesso rimaneva solo, poiché occorreva spingersi ancora più all’interno di quell’immenso e splendido paese, a Mong Ping, a Mong Lin, a Mong Piak: ogni collina custodiva un villaggio, dei poveri, dei malati, degli orfani, tutta gente buona.

Il suo metodo apostolico era semplice e concreto. Visitava sistematicamente i villaggi e in ognuno di essi dava avvio all’insegnamento della dottrina cristiana, lasciando quindi a dei catechisti locali il compito di proseguire questo impegno. Al ritorno, nella missione centrale, portava con sé centinaia di orfani e di bambini abbandonati, che educava insegnando loro un mestiere. Al momento della sua morte, in casa ne aveva oltre 250. Nel corso degli anni sono scaturite fra loro numerose vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata.

Proverbiale era, in tutta la diocesi di Kengtung, la sua fiducia nella provvidenza. Padre Clemente trascorreva le sue serate scrivendo lettere agli amici, in ogni parte del mondo, per sollecitare l’invio di aiuti materiali e preghiere. E, grazie ai tanti benefattori che gli vennero sempre incontro, nessuno dei suoi ragazzi restò mai digiuno o a mani vuote.

Il suo biografo ufficiale, padre Piero Gheddo, andò a visitarlo nel 1983. « Aveva 86 anni ed era ancora parroco a Mong Ping », racconta,« e quando gli chiedevo di intervistarlo sulle sue avventure mi rispondeva: “Lascia perdere il mio passato e pensiamo piuttosto al futuro!”. E cominciava a parlarmi dei villaggi da visitare, delle scuole e cappelle da costruire, delle richieste di conversioni che gli giungevano da varie parti ». Con questo spirito visse i suoi sessantaquattro anni di missione, ricchi di avventure tali da scriverne romanzi.

Per rendergli omaggio, quando compì 90 anni, la Chiesa locale lo proclamò “patriarca della Birmania”.

Padre Clemente Vismara muore a Mong Ping, il 15 giugno 1988 alle 20:15, sereno e felice all’età di 91 anni. Al funerale accorsero anche molti buddhisti e musulmani.

Venne sepolto, come da lui richiesto, davanti alla Grotta di Lourdes nel piazzale della chiesa, da lui costruita nel 1962. La sua tomba è meta di pellegrinaggi da parte di persone di tutte le religioni.

Dopo la morte, la venerazione per il missionario si è sempre più intensificata. Il vescovo di Kengtung, Abramo Than, ha scritto : « Abbiamo avuto tanti santi missionari del PIME, ma per nessuno di essi si sono verificati questa devozione e questo movimento di popolo per dichiararlo santo ». E, in effetti, il processo di beatificazione, avviato dal cardinale Carlo Maria Martini nel 1996, sulla scia dell’impegno del Gruppo missionario di Agrate Brianza, si è concluso in tempi rapidissimi.

 

Padre Clemente Vismara è stato proclamato Beato, il 26 giugno 2011, nella Piazza Duomo di Milano, insieme a don Serafino Morazzone e alla religiosa Sr Enrichetta Alfieri. Il rito di Beatificazione è stato presieduto dai Cardinali Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e rappresentante del Papa Benedetto XVI, e Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano.

Padre Angelo Campagnoli, confratello di Vismara e per alcuni anni in missione nella medesima zona, ha raccontato nel processo diocesano che la caratteristica del novello beato fu la fedeltà alla propria vocazione: « L’impressione che dava era quella di una ruota che continuava a girare: quando i bambini che aveva raccolto orfani diventavano grandi, si sposavano e uscivano dalle sue cure, altri erano già pronti a ricominciare il giro. La sua frase famosa, “sei vecchio quando non sei più utile a nessuno”, nasce dal fatto che lui è rimasto utile a tutti fino a 91 anni ».

Accedi qui all'archivio dei santi del giorno

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

L'aurora inonda il cielo
di una festa di luce,
e riveste la terra
di meraviglia nuova.

Fugge l'ansia dai cuori,
s'accende la speranza
emerge sopra il caos
un'iride di pace.

Così nel giorno ultimo
l'umanità in attesa
alzi il capo e contempli
l'avvento del Signore.

Sia gloria al Padre altissimo
e a Cristo l'unigenito,
sia lode al Santo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Al mattino annunziamo il tuo amore,
la tua verità nella notte profonda.

SALMO 91
Lode al Signore creatore

Chi rimane in me ed io in lui, fa molto frutto: perché senza di me non potete far nulla (Gv 15, 5).

È bello dar lode al Signore *
e cantare al tuo nome, o Altissimo,

annunziare al mattino il tuo amore, *
la tua fedeltà lungo la notte,
sull'arpa a dieci corde e sulla lira, *
con canti sulla cetra.

Poiché mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie, *
esulto per l'opera delle tue mani.

Come sono grandi le tue opere, Signore, *
quanto profondi i tuoi pensieri!
L'uomo insensato non intende *
e lo stolto non capisce:

se i peccatori germogliano come l'erba *
e fioriscono tutti i malfattori,
li attende una rovina eterna: *
ma tu sei l'eccelso per sempre, o Signore.

Ecco, i tuoi nemici, o Signore, †
ecco, i tuoi nemici periranno, *
saranno dispersi tutti i malfattori.

Tu mi doni la forza di un bufalo, *
mi cospargi di olio splendente.

I miei occhi disprezzeranno i miei nemici, †
e contro gli iniqui che mi assalgono *
i miei orecchi udranno cose infauste.

Il giusto fiorirà come palma, *
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore, *
fioriranno negli atri del nostro Dio.

Nella vecchiaia daranno ancora frutti, *
saranno vegeti e rigogliosi,
per annunziare quanto è retto il Signore: *
mia roccia, in lui non c'è ingiustizia.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Al mattino annunziamo il tuo amore,
la tua verità nella notte profonda.

2a antifona

Voglio proclamare il nome del Signore:
date gloria al nostro Dio.

CANTICO Dt 32, 1-12
I benefici di Dio in favore del popolo

Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali! (Mt 23, 37).

Ascoltate, o cieli: io voglio parlare: *
oda la terra le parole della mia bocca!

Stilli come pioggia la mia dottrina, *
scenda come rugiada il mio dire;
come scroscio sull'erba del prato, *
come spruzzo sugli steli di grano.

Voglio proclamare il nome del Signore: *
date gloria al nostro Dio!

Egli è la Roccia; perfetta è l'opera sua; *
tutte le sue vie sono giustizia;
è un Dio verace e senza malizia; *
Egli è giusto e retto.

Peccarono contro di lui i figli degeneri, *
generazione tortuosa e perversa.

Così ripaghi il Signore, *
o popolo stolto e insipiente?
Non è lui il padre che ti ha creato, *
che ti ha fatto e ti ha costituito?

Ricorda i giorni del tempo antico, *
medita gli anni lontani.
Interroga tuo padre e te lo farà sapere, *
i tuoi vecchi e te lo diranno.

Quando l'Altissimo divideva i popoli, *
quando disperdeva i figli dell'uomo,
egli stabilì i confini delle genti *
secondo il numero degli Israeliti.

Porzione del Signore è il suo popolo, *
sua eredità è Giacobbe.

Egli lo trovò in terra deserta, *
in una landa di ululati solitari.
Lo educò, ne ebbe cura, *
lo custodì come pupilla del suo occhio.

Come un'aquila che veglia la sua nidiata, *
che vola sopra i suoi nati,
egli spiegò le ali e lo prese, *
lo sollevò sulle sue ali.

Il Signore lo guidò da solo, *
non c'era con lui alcun dio straniero.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Voglio proclamare il nome del Signore:
date gloria al nostro Dio.

3a antifona

O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra! †

SALMO 8
Grandezza del Signore e dignità dell'uomo

Tutto ha sottomesso ai suoi piedi, e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa (Ef 1, 22).

O Signore, nostro Dio, †
quanto è grande il tuo nome
su tutta la terra: *
† sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.

Con la bocca dei bimbi e dei lattanti †
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, *
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, *
la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l'uomo perché te ne ricordi, *
il figlio dell'uomo perché te ne curi?

Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli, *
di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, *
tutto hai posto sotto i suoi piedi;

tutti i greggi e gli armenti, *
tutte le bestie della campagna;
gli uccelli del cielo e i pesci del mare, *
che percorrono le vie del mare.

O Signore, nostro Dio, *
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Matteo (5, 33-37)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti;
ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio;
né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re.
Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello.
Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno».

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

O Trinità beata,
oceano di pace,
la Chiesa a te consacra
la sua lode perenne.

Padre d'immensa gloria,
Verbo d'eterna luce,
Spirito di sapienza
e carità perfetta.

Rovéto inestinguibile
di verità e d'amore;
ravviva in noi la gioia
dell'agape fraterna.

O principio e sorgente
della vita immortale,
rivelaci il tuo volto
nella gloria dei cieli. Amen.

Oppure:

Imménsa et una, Trínitas,
cuius potéstas ómnia
facit regítque témpora
et exstat ante sæcula,

Tu sola pleno súfficis
tibi beáta gáudio;
tu pura, simplex, próvida
cælos et orbem cóntines.

Omnis, Pater, fons grátiæ,
Lumen patérnæ glóriæ,
Sancte utriúsque Spíritus
intermináta cáritas,

Ex te supréma orígine,
Trias benígna, prófluit
creáta quicquid sústinet,
quicquid decóre pérficit.

Quos et coróna múneras
adoptiónis íntimæ,
nos templa fac niténtia
tibi placére iúgiter.

O viva lux, nos ángelis
da iungi in aula cælica,
ut grati amóris láudibus
te concinámus pérpetim. Amen.

1a antifona

Gloria a te, Trinità,
uguale nelle Persone, unico Dio,
prima di tutti i secoli, ora e per sempre.

SALMO 112
Lodate il nome del Signore

Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili (Lc 1, 52).

Lodate, servi del Signore, *
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore, *
ora e sempre.

Dal sorgere del sole al suo tramonto *
sia lodato il nome del Signore.
Su tutti i popoli eccelso è il Signore, *
più alta dei cieli è la sua gloria.

Chi è pari al Signore nostro Dio che siede nell'alto *
e si china a guardare nei cieli e sulla terra?

Solleva l'indigente dalla polvere, *
dall'immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i principi, *
tra i principi del suo popolo.

Fa abitare la sterile nella sua casa *
quale madre gioiosa di figli.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Gloria a te, Trinità,
uguale nelle Persone, unico Dio,
prima di tutti i secoli, ora e per sempre.

2a antifona

Lode a te,
santa Trinità, inseparabile Unità,
che ci hai rivelato la tua misericordia.

SALMO 147

Glorifica il Signore, Gerusalemme, *
loda, Sion, il tuo Dio.
Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, *
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli ha messo pace nei tuoi confini *
e ti sazia con fior di frumento.
Manda sulla terra la sua parola, *
il suo messaggio corre veloce.

Fa scendere la neve come lana, *
come polvere sparge la brina.
Getta come briciole la grandine, *
di fronte al suo gelo chi resiste?

Manda una sua parola ed ecco si scioglie, *
fa soffiare il vento e scorrono le acque.
Annunzia a Giacobbe la sua parola, *
le sue leggi e i suoi decreti a Israele.

Così non ha fatto
con nessun altro popolo, *
non ha manifestato ad altri
i suoi precetti.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Lode a te,
santa Trinità, inseparabile Unità,
che ci hai rivelato la tua misericordia.

3a antifona

Gloria e onore all'unico Dio,
Padre e Figlio con lo Spirito Santo,
nei secoli dei secoli!

CANTICO Ef 1, 3-10

Benedetto sia Dio,
Padre del Signore nostro Gesù Cristo, *
che ci ha benedetti
con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.

In lui ci ha scelti *
prima della creazione del mondo,
per trovarci, al suo cospetto, *
santi e immacolati nell'amore.

Ci ha predestinati *
a essere suoi figli adottivi
per opera di Gesù Cristo, *
secondo il beneplacito del suo volere,

a lode e gloria
della sua grazia, *
che ci ha dato
nel suo Figlio diletto.

In lui abbiamo la redenzione
mediante il suo sangue, *
la remissione dei peccati
secondo la ricchezza della sua grazia.

Dio l'ha abbondantemente riversata su di noi
con ogni sapienza e intelligenza, *
poiché egli ci ha fatto conoscere
il mistero del suo volere,

il disegno di ricapitolare in Cristo
tutte le cose, *
quelle del cielo
come quelle della terra.

Nella sua benevolenza
lo aveva in lui prestabilito *
per realizzarlo
nella pienezza dei tempi.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Gloria e onore all'unico Dio,
Padre e Figlio con lo Spirito Santo,
nei secoli dei secoli!

Santa Teresa d'Avila (1515-1582)

carmelitana, dottore della Chiesa

Il Castello interiore, 3^ mansione, cap. 1 (https://medjugorje.altervista.org/doc/stdavila/il_castello_interiore/3-1.html)

"Il vostro 'sì' sia 'sì'", come quello di Maria

Sa bene il Signore che non posso in altro sperare che nella sua misericordia. Ed essendomi impossibile di non essere quella che sono, non mi resta che di appoggiarmi alla sua clemenza e di confidare nei meriti di suo Figlio e della Vergine sua Madre di cui indegnamente porto l'abito. E voi, figliuole mie, che pure lo portate, ringraziate Dio di essere le vere figlie di questa Signora, perché avendo in lei una Madre così grande, non siete costrette a vergognarvi di me, che sono tanto cattiva. Imitatela, considerate la grandezza e il vantaggio che abbiamo nell'avercela come Patrona. (...) Ma vi voglio dare un consiglio. Non per questo che siete in un tal Ordine e con una tal Madre e Patrona dovete credervi sicure! (...)

Ci parrà di aver fatto ogni cosa perché portiamo l'abito religioso, assunto di nostra spontanea volontà, e abbiamo abbandonato per Dio tutte le cose del mondo e quanto in esso avevamo. Forse non saranno state che le povere reti di S. Pietro. Tuttavia a chi dà quanto ha, sembra di dar molto. E questa è già una buonissima disposizione, purché si perseveri e non si torni fra i rettili delle prime mansioni, neppure con il desiderio. Se si persevera in questo spogliamento ed abbandono di ogni cosa, si otterrà quanto si brama, a condizione però - e lo raccomando moltissimo - che ci si tenga per servi inutili, come dice S. Paolo, ovvero Gesù Cristo (Lc 12, 48), né mai si creda che Dio sia obbligato a darci quei favori quasi a premio di quello che si fa. Non bisogna inoltre dimenticare che chi più riceve, più è obbligato a dare.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni