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© José Luiz Bernardes Ribeiro | CC BY-SA 3.0

St. Gianna Beretta-Molla: "Pray, pray well, pray a lot."

Gianna Beretta, nasce a Magenta (diocesi e provincia di Milano), da genitori, Alberto e Maria De Micheli, profondamente cristiani, entrambi Terziari francescani, il 4 ottobre 1922, festa di S. Francesco d’Assisi; l’11 ottobre, nella Basilica di S. Martino, riceve il Battesimo con il nome di Giovanna Francesca.

Era la decima di tredici figli, cinque dei quali morirono in tenera età e tre si consacrarono a Dio: Enrico, medico missionario cappuccino a Grajaù, in Brasile, col nome di padre Alberto; Giuseppe, sacerdote ingegnere nella diocesi di Bergamo; Virginia, medico religiosa canossiana missionaria in India.

Già dalla fanciullezza accoglie con piena adesione il dono della fede e l’educazione limpidamente cristiana, che riceve dagli ottimi genitori e che la portano a considerare la vita come un dono meraviglioso di Dio, ad avere fiducia nella Provvidenza, ad essere certa della necessità e dell’efficacia della preghiera.

La Prima Comunione, all’età di cinque anni e mezzo, il 4 aprile 1928, segna in Gianna un momento importante, dando inizio ad un’assidua frequenza all’Eucaristia, che diviene sostegno e luce della sua fanciullezza, adolescenza e giovinezza.

Il 9 giugno 1930 riceve la S. Cresima nel Duomo di Bergamo. In quegli anni non mancano difficoltà e sofferenze: cambiamento di scuole, salute cagionevole, trasferimenti della famiglia. Tutto questo però non produce traumi o squilibri in Gianna, data la ricchezza e profondità della sua vita spirituale, anzi ne affina la sensibilità e ne potenzia la virtù.

Nel gennaio 1937 morì la sua carissima sorella Amalia, all’età di 26 anni, e la famiglia si trasferì a Genova Quinto al Mare, città che era anche sede universitaria e favoriva, così, lo stare tutti insieme, come era sempre stato desiderio di papà Alberto. Qui Gianna si iscrisse alla 5ª ginnasio presso l’Istituto delle Suore Dorotee. Finita la quinta ginnasiale, i genitori di Gianna credettero bene farle sospendere le scuole per un anno affinché rinforzasse la sua delicata costituzione. Nell’ottobre 1939 riprese gli studi, frequentando il liceo classico nell’Istituto delle Suore Dorotee di Lido d’Albaro.

I bombardamenti su Genova provarono molto mamma Maria, già debole di cuore, e così la famiglia, nell’ottobre 1941, ritornò a Bergamo, nella casa dei nonni materni a San Vigilio.

Fu qui che Gianna, proprio nell’anno della maturità classica, perse entrambi i genitori, a poco più di quattro mesi di distanza l’una dall’altro, prima la mamma, il 29 aprile 1942, all’età di 55 anni, e poi il papà, il 10 settembre, all’età di 60 anni.

Negli anni del liceo e dell’università Gianna è una giovane dolce, volitiva, e riservata, e mentre si dedica con diligenza agli studi, traduce la sua fede in un impegno generoso di apostolato tra le giovani di Azione Cattolica e di carità verso gli anziani e i bisognosi nelle “Conferenze delle  Dame di S. Vincenzo“, sapendo che « a Dio piace chi dona con entusiasmo » (2 Cor. 9,7). Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1949 all’Università di Pavia, apre nel 1950 un ambulatorio medico a Mesero (un comune del Magentino); si specializza in Pediatria nell’Università di Milano nel 1952 e predilige, tra i suoi assistiti, mamme, bambini, anziani e poveri.

Mentre compie la sua opera di medico, che sente e pratica come una “missione“, accresce il suo impegno generoso nell’Azione Cattolica, prodigandosi per le “giovanissime” e, al tempo stesso, esprime con gli sci e l’alpinismo la sua grande gioia di vivere e di godersi l’incanto del creato. Si interroga, pregando e facendo pregare, sulla sua vocazione che considera anch’essa un dono di Dio. Scelta la vocazione al matrimonio, l’abbraccia con tutto l’entusiasmo e s’impegna a donarsi totalmente “per formare una famiglia veramente cristiana”.

Si fidanza con l’ing. Pietro Molla e vive il periodo del fidanzamento, nella gioia e nell’amore. Si sposa il 24 settembre 1955 nella basilica di S. Martino in Magenta ed è una moglie felice:

nel novembre 1956 è mamma più che felice di Pierluigi;

nel dicembre 1957, di Mariolina;

nel luglio 1959, di Laura.

Sa armonizzare, con semplicità ed equilibrio, i doveri di madre, di moglie, di medico, e la gran gioia di vivere.

Nel settembre 1961, verso il termine del secondo mese di una nuova gravidanza, Gianna è raggiunta dalla sofferenza e dal mistero del dolore: insorge un voluminoso fibroma all’utero. Prima del necessario intervento operatorio, pur sapendo il rischio che avrebbe comportato il continuare la gravidanza, supplica il chirurgo di salvare la vita che porta in grembo e si affida alla preghiera e alla Provvidenza. La vita è salva, ringrazia il Signore e trascorre i sette mesi che la separano dal parto con impareggiabile forza d’animo e con immutato impegno di madre e di medico. Trepida, teme che la creatura in seno possa nascere sofferente e chiede a Dio che ciò non avvenga.

Alcuni giorni prima del parto, pur confidando sempre nella Provvidenza, è pronta a donare la sua vita per salvare quella della sua creatura: “Se dovete decidere fra me e il bimbo, nessuna esitazione: scegliete – e lo esigo – il bimbo. Salvate lui”.

Il mattino del 21 aprile 1962, dà alla luce Gianna Emanuela e il mattino del 28 aprile, nonostante tutti gli sforzi e le cure per salvare entrambe le vite, tra indicibili dolori, dopo aver ripetuto la preghiera “Gesù ti amo, Gesù ti amo”, muore santamente. Aveva 39 anni.

I suoi funerali furono una grande manifestazione unanime di commozione profonda, di fede e di preghiera. Fu sepolta nel cimitero di Mesero, mentre rapidamente si diffondeva la fama di santità per la sua vita e per il gesto di amore e di martirio che l’aveva coronata.

Meditata immolazione”, così il Beato Paolo VI (Giovanni Battista Montini, 1963-1978) ha definito il gesto di Gianna ricordando, all’Angelus domenicale del 23 settembre 1973, “Una giovane madre della diocesi di Milano che, per dare la vita alla sua bambina sacrificava, con meditata immolazione, la propria”. È evidente, nelle parole del Santo Padre, il riferimento cristologico al Calvario e all’Eucaristia.

Gianna Beretta Molla è stata beatificata il 24 aprile 1994, nell’Anno Internazionale della Famiglia, e canonizzata, il 16 maggio 2004, da San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005).

Al Rito di canonizzazione, sul sagrato di Piazza S. Pietro, e alla Messa, concelebrata da decine di Cardinali, Vescovi, Preti, tra i quali si trovava anche Mons. Giuseppe Beretta, il fratello sacerdote di Gianna, hanno partecipato l’ing. Pietro Molla con i figli Pierluigi, Laura e Gianna Emanuela: era la prima volta, nella storia millenaria della Chiesa, che si verificava un caso simile.

Per approfondimenti:

>>> Santa Gianna Beretta Molla

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